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Anche Jorge Lorenzo nel suo podcast, come noi in DopoGP, non si aspettava un Marquez così: “Al Mugello - ha commentato - Marc sembrava molto indietro, nessuno si aspettava che recuperasse così velocemente e che tornasse a vincere in modo così convincente. Il circuito lo ha aiutato: è un circuito stop and go e questo ha avvantaggiato sia Pedro che Marc. In più gira a sinistra: come ha detto lui stesso, lo ha aiutato. E anche il fatto che il suo rivale avesse una KTM ha influito”.
Lorenzo ha poi analizzato la caduta multipla in Ungheria. Jorge Martin per lui ha un comportamento “strano” in frenata: la sua Aprilia diventa instabile, deve mollare i freni, prende velocità, piomba in curva, tocca Aldeguer, poi Bezzecchi, Di Giannantonio e Raul Fernandez. Per Jorge, Martin non fa niente di folle, non frena più tardi degli altri: o si blocca l'anteriore o perde il controllo della ruota posteriore. Ma…
"Non puoi tormentare Martin come ha fatto Rivola".
Le dichiarazioni di Massimo Rivola sul suo pilota non sono piaciute a Lorenzo: “Non puoi criticare Martín come ha fatto Rivola - ha detto - soprattutto se non sei mai stato un pilota di MotoGP. Perché? Lasciatemi fare un esempio personale: a Laguna Seca nel 2011 ho iniziato la gara pensando che il controllo di trazione fosse attivo. Sono partito, ho affrontato la curva, ma non c'era e sono volato in aria. Siamo tutti umani. Quel che è certo è che le partenze saranno più interessanti d'ora in poi; ci saranno differenze maggiori”.
Tornando al dominio di Marquez al Balaton, per Lorenzo l'ennesimo ritorno del 93 dopo gli infortuni dimostra la sua forza fisica e soprattutto mentale: non molla mai. A questo punto il titolo “è molto difficile” ma non impossibile.
"Marc ha 33 anni e abbastanza esperienza per sapere che tutto può succedere, chiunque può essere messo fuori gioco da un altro pilota, chiunque può avere un guasto al motore come è successo ad Acosta a Montmeló. È un campionato con così tante gare e così tanta parità… È successo a Bezzecchi e Martín, potrebbe succedere anche a Marc”.
Jorge Lorenzo è certo che Marc non penserà troppo al campionato, cercherà di ottenere il massimo dallo sprint e poi vedrà cosa succederà la domenica. Bezzecchi naturalmente si trova in una situazione diversa: ha un vantaggio su Martín, tanto vantaggio su Marc, deve iniziare a gestire, evitare errori e non cadere.
E ancora: per quanti anni ancora Marc potrà lottare per il titolo? Per Jorge non può permettersi un altro infortunio grave: “se subisse un altro grave infortunio alla parte superiore del corpo, sarebbe impossibile”.
E la rivalità tra Marc e Pedro? I due piloti si sfideranno ad armi pari nel 2027…
"Si tratta di un cambio generazionale inevitabile. Arriverà un momento in cui le forze saranno incredibilmente equilibrate, con Marc che potrebbe essere superiore a Pedro sui circuiti a sinistra, e Acosta avrà anche lo svantaggio di essere inesperto con la Ducati. Ma sono entrambi piloti incredibili e avversari agguerriti, il che significa che vorranno battersi a vicenda. È come quando ero con Valentino alla Yamaha, o Marquez con Rossi: i concorrenti agguerriti, quelli molto ambiziosi, competitivi e orgogliosi, non si lasciano calpestare dagli altri."
“Pedro si trova in una situazione particolare in questo momento... un po’ come quando Stoner guidava la Ducati ed era l'unico che riusciva a distinguersi e a lottare per le vittorie nel 2007, 2008, 2009. O come Marc con la Honda nel 2021, 2023. È svantaggiato e sta già facendo molto. E come ha detto Marc, è una fortuna che Pedro non guidi una Ducati…”.