MotoGP 2026. Jorge Lorenzo e la vita da coach: “Mio padre cura i fondamentali, io so cosa serve in MotoGP: per Maverick è la combinazione perfetta” [VIDEO]

MotoGP 2026. Jorge Lorenzo e la vita da coach: “Mio padre cura i fondamentali, io so cosa serve in MotoGP: per Maverick è la combinazione perfetta” [VIDEO]
Nel documentario di Jorge Lorenzo in cui si ripercorrono gli allenamenti con Maverick vengono spiegate le difficoltà del metodo del papà Chicho
6 febbraio 2026

La collaborazione tra Jorge Lorenzo e Maverick Viñales continua a procedere a gonfie vele e sta attirando sempre più attenzione, dentro e fuori dal paddock. La curiosità su come si presenterà Viñales all’inizio della stagione è altissima e lo spagnolo ha già mostrato segnali incoraggianti nei test di Sepang, chiusi nella top 10 dei tempi combinati sui tre giorni.

Jorge Lorenzo ha recentemente pubblicato sul suo canale YouTube “Duralavita” il secondo episodio di una serie che racconta, da dietro le quinte, il suo lavoro da coach al fianco di Maverick. Un percorso che, come lo stesso Viñales ha ammesso, gli sta facendo rivedere molte certezze: “Pensavo di essere a un livello alto, ma lavorando con Jorge ho capito che non era così”, aveva dichiarato Maverick nello scorso episodio.

Lorenzo, dal canto suo, non nasconde la grande stima per Viñales. In un’intervista concessa allo Zam, infatti, lo ha definito “uno dei talenti più puri del paddock”.

Il metodo Lorenzo

Nel secondo episodio della serie vengono mostrati gli allenamenti in palestra di Viñales, fino all’incontro con Chicho Lorenzo, padre di Jorge, inventore di un metodo molto particolare. Un approccio che Maverick ha appena iniziato a conoscere e che, come ha spiegato, non è semplice da assimilare e richiede tempo e adattamento.

A spiegare l’origine e l’evoluzione del metodo è proprio Chicho Lorenzo, che racconta:

“Ho iniziato a sviluppare questo metodo quando Jorge aveva due anni. Ora ne ha 38, quindi significa che lo stiamo costruendo da 36 anni. È diventato sempre più rilevante perché si è evoluto nel tempo: abbiamo fatto molta ricerca, scoperto tante cose e oggi è un metodo molto completo. Continuerà a evolversi, ma già adesso può aiutare molti piloti a migliorare le proprie prestazioni”

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Jorge Lorenzo sottolinea invece la particolarità dell’approccio del padre, paragonandolo ad altri sport:

“Il metodo di mio padre è complesso. Studia la guida da oltre trent’anni. Credo sia stato uno dei primi a cercare di trasformare il motociclismo, che è ancora uno sport piuttosto anarchico, in qualcosa di più professionale. Si è ispirato a discipline come atletica, nuoto e ginnastica, che hanno metodi di allenamento consolidati dagli anni ’50, ’60 e ’70, applicandoli al motociclismo con disciplina e metodo”

L’ex campione del mondo evidenzia poi la forza della combinazione tra la sua esperienza e quella del padre:

“Mio padre ha visto migliaia di piloti e individua subito i loro limiti. Io invece ho corso nel Mondiale in 125, 250 e MotoGP, quindi so cosa serve davvero per ottenere risultati in MotoGP. Lui è un esperto dei fondamentali, io di ciò che serve ad altissimo livello. Credo che questa combinazione possa essere perfetta per Maverick”

Un progetto che entusiasma anche Chicho

Anche Chicho Lorenzo si dice entusiasta del progetto, soprattutto per l’energia del figlio:

“Vedere quanto mio figlio sia motivato da questa nuova sfida è fantastico. Nella vita servono obiettivi importanti per sentirsi vivi. Ed è quello che vedo oggi in Jorge. Inoltre è un’opportunità per lavorare con Maverick, un pilota che ammiro molto per la sua finezza di guida”

Chicho riflette poi su ciò che distingue i grandi campioni:

“Dopo tanti anni capisci che i migliori piloti hanno aspetti in comune: iniziare molto giovani è fondamentale, ma il carattere lo è ancora di più. È uno sport dove la pressione è enorme e gli infortuni possono spezzare una carriera. Alla fine arrivano quelli con più carattere e fiducia in sé stessi. Basta guardare Marc Marquez: dopo cinque stagioni difficili è tornato grazie al suo carattere e alla sua determinazione”

Le difficoltà del percorso

Il lavoro sul metodo non è però privo di difficoltà, come racconta lo stesso Viñales:

“Serve tanta dedizione, concentrazione e attenzione al dettaglio. Quando fai esercizi come gli ‘otto corti’ o devi far passare la ruota anteriore esattamente su una linea, devi essere preciso al millimetro. Tutto questo poi è fondamentale in MotoGP”

Jorge Lorenzo spiega invece perché il processo di adattamento sia così complesso:

“La parte più difficile per Maverick è cambiare automatismi che ha da 25 anni: postura, stile di guida, modo di stare in moto. Con il metodo di mio padre, ad esempio, i piedi sono posizionati diversamente sulle pedane, il corpo ha un hanging-off molto estremo e non si esce con il sedere curva dopo curva. Cambiare uno stile così radicato non è semplice, ma è normale. Anzi, chiunque altro lo farebbe ancora più lentamente”