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Week end da dimenticare per Danilo Petrucci. La pista di Assen ha esaltato tutti i problemi della M1000RR vedova di Toprak Razgatlioglu, ed ha confermato come la strada per rendere competitiva la moto tedesca sia ancora lunga e irta di difficoltà. L’unica nota positiva di questo terzo round è che…..è finito e che ora si va a Balaton, una pista con quegli stop and go che tanto piacciono alla moto bavarese.
Ci aspettavamo una BMW in difficoltà su questa pista ma non in maniera così netta
“Quelle di Assen sono state gare molto difficili per noi. Siamo forti in frenata ma qui non ci sono molte staccate decise e nelle altre zone perdiamo terreno rispetto ai nostri avversari. In Gara2 prima ho finito la gomma posteriore e poi quella anteriore, e per questo nel finale ho perso una posizione a favore di Locatelli. Siamo stati veloci in qualifica, ma non appena le gomme iniziano a consumarsi e a perdere aderenza la nostra moto diventa difficile da guidare. Sono solo riuscito a sprazzi a stare vicino ai piloti più veloci, tutti su Ducati, mi aspettavo qualcosa di più, volevo qualcosa di più, ma per farlo dobbiamo ancora lavorare molto”.
Quali sono i vostri problemi principali ad Assen?
“Con questa moto puoi frenare forte ma consumi la gomma anteriore. Non è stato il week end che mi aspettavo. L’anno scorso qui lottavo con Toprak che aveva la stessa moto che ho io ora, ma probabilmente gli altri hanno fatto un passo in avanti e noi no. Da parte mia non posso fare altro che impegnarmi, lavorare duramente e cercare di avvicinarmi ai primi. Stiamo lavorando tanto sulla parte elettronica e sul grip, ed inoltre in partenza non riesco ad essere veloce. Siamo davanti alle Yamaha e siamo probabilmente le prime moto in classifica che non siano Ducati (dimentica le bimota n.d.r) ma questo di certo non ci consola. Per ora però non è possibile fare di più”.
Sei Ducati nelle prime sei posizioni. Cosa potete fare?
“Io non posso farci proprio niente. Magari è dovuto anche a questa pista. Ora andiamo a Balaton dove ci sono molte staccate e li noi siamo forti, ma dovremo lavorare molto in uscita di curva, dove perdiamo terreno perché la gomma scivola. I piloti davanti sono molto forti, ma diciamo che la moto li aiuta tanto. Evidentemente la Ducati è molto performante, ma io ho una BMW e devo darmi da fare con questa moto. Al momento non so come fare, perché perdiamo millesimi un po dappertutto. Quando ho visto il tempo di Bulega nella gara sprint sono rimasto impressionato. Penso che potrebbe andare in GP con questa moto e sarebbe comunque competitivo”.
BMW è forte solo nella velocità massima?
“Si la nostra velocità massima non è male, ma il problema è l’accelerazione. Quando esco dalle curve e apro il gas la moto scivola molto e perdiamo tempo prezioso. Il problema è che il motore è potente ma poi non riusciamo a mettere a terra tutta la sua potenza”.
Oggi è andata meglio di ieri
“Non ci voleva molto. Ieri è stata una delle giornate più tristi della mia carriera perché penso di essere stato punito ingiustamente in quanto non ho fatto una falsa partenza. L’unico errore che ho fatto è stato quello di non controllare la zona della pista dove si devono fare i long lap. In entrata c’è un avvallamento che per poco non mi ha fatto cadere, ed ha comunque compromesso la mia gara”.