Norton Atlas 2026: lusso per tutti!? Il nostro test in Islanda [VIDEO e GALLERY]

Motore bicilindrico, 70 cavalli, e qualità percepita premium. La Atlas è la media che ancora non c'era e mancava?
23 luglio 2026

Norton torna alla ribalta in questo 2026, dopo diversi anni passati un po' in sordina. Un marchio storico, con più di 100 primavere sulle spalle e una lunga lista di modelli iconici che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia motociclistica. Un nome che non poteva finire nel dimenticatoio e che oggi, grazie a nuovi investitori, torna sul mercato con due modelli: la Manx R e la Atlas. E pare che le sorprese non siano ancora finite.

Per provare la Atlas, protagonista di questo test, siamo volati fino in Islanda, alla ricerca di strade immerse in paesaggi suggestivi e curve capaci di mettere alla prova le qualità dinamiche di questa adventure. O forse sarebbe meglio definirla una crossover di media cilindrata, anche considerando la ruota anteriore da 19 pollici.

Il prezzo è importante, se confrontato con quello delle rivali, ma non impossibile. Le finiture sono di qualità, la dotazione è ricca e le soluzioni tecniche interessanti non mancano.

Ma la domanda è una sola: questa Norton Atlas è davvero la media cilindrata che mancava? Scopriamolo.

Atlas e Islanda, bel binomio.
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L'Islanda... terra selvaggia

Questa volta merita un paragrafo a parte anche il luogo in cui si è svolta la prova: l'Islanda. Abbiamo fatto base a Reykjavík e poi percorso circa 250 chilometri verso l'interno, nella zona nord-occidentale dell'isola. Certo, come avete potuto vedere dalle foto, il giorno in cui abbiamo provato la Atlas il meteo non è stato proprio dalla nostra parte: pioggia, vento e qualche grado sopra lo zero. Insomma, un clima tipicamente islandese.

È un po' come andare alle Hawaii e trovare sole e caldo: luogo che vai, meteo che trovi. Era così, no?

Nonostante tutto, siamo riusciti ad ammirare panorami mozzafiato. L'Islanda è un posto davvero particolare. Sì, avevo visto foto e video, ma andarci di persona è tutta un'altra cosa. Ci sono spazi immensi, apparentemente pieni di "nulla": nessuna strada, nessun edificio, niente. Solo natura incontaminata. Il terreno è scurissimo, quasi nero, di origine lavica, la vegetazione è ridotta al minimo e composta soprattutto da erba e muschio. Gli alberi sono rarissimi, almeno nella zona occidentale dell'isola, anche a causa del forte vento che soffia praticamente senza sosta.

E poi c'è l'asfalto. A grana grossa, perfetto per drenare le grandi quantità d'acqua che possono scendere dal cielo, ma sicuramente da affrontare con il giusto rispetto prima di commettere qualche errore.

Ve la consigliamo come meta? Assolutamente sì. In moto oppure, ma solo per questa volta, in 4x4, magari anche un pizzico preparato per affrontare un viaggio del genere. Tranquilli: una volta atterrati a Reykjavík sarete letteralmente circondati da mezzi di ogni tipo, uno più particolare dell'altro e, soprattutto, uno più adatto dell'altro per avventurarsi nell'interno dell'isola.
E fidatevi: ne vale davvero la pena.

Come è fatta la Norton Atlas

Partiamo dalla ciclistica. Il telaio è un traliccio in acciaio, coadiuvato nel suo lavoro da un forcellone in alluminio fuso in un unico pezzo e da sospensioni Kayaba.

All'anteriore troviamo una forcella da 43 mm di diametro, regolabile in compressione ed estensione, mentre al posteriore lavora un monoammortizzatore, sempre Kayaba, regolabile in estensione e dotato di pomello remoto per la regolazione del precarico. L'escursione è di 180 mm sia davanti sia dietro.

L'impianto frenante è firmato ByBre. All'anteriore troviamo un doppio disco da 310 mm di diametro con pinze ad attacco radiale. I tubi idraulici sono in treccia e la Norton Atlas dispone di un sistema di frenata combinata che ripartisce l'azione frenante su entrambi gli assi.

Le gomme sono marchiate Eurogrip e sono state sviluppate in stretta collaborazione con Norton proprio per la Atlas. Le misure sono 110/80-19 all'anteriore e 150/70-17 al posteriore.

Il peso dichiarato della moto, senza carburante, è di 188 kg.

Il motore è un piccolo gioiello di tecnica. Parliamo di un bicilindrico frontemarcia da 585 cc, capace di sviluppare 70 CV a 9.300 giri/min e 57,5 Nm di coppia a 7.300 giri/min. Numeri che, nell'attuale panorama motociclistico, possono sembrare quasi "pochi", almeno sulla carta. Ma è una volta in movimento che questo motore riesce a farsi rispettare. Insomma, ha un bel caratterino.

Il manovellismo a 270° è stato scelto per favorire un comportamento che strizzasse l'occhio alla coppia ai bassi regimi e, soprattutto, alla trazione quando si abbandona l'asfalto e si mette la ruota sullo sterrato.

Le canne dei cilindri sono trattate al plasma, una soluzione pensata per ridurre al minimo gli attriti dei pistoni. Sono presenti inoltre due pompe dell'olio: una classica, che si occupa di far circolare il lubrificante all'interno del motore, e una seconda posizionata nella zona dell'albero motore, incaricata di recuperare l'olio dalla parte inferiore del pistone.

I motivi sono due: ridurre lo sbattimento dell'olio e creare un delta di pressione favorevole. L'obiettivo, però, è uno solo: migliorare le performance del motore.

Il cambio è estraibile e gli ingranaggi sono stati progettati con giochi ridotti al minimo. Una scelta tutt'altro che casuale, perché Norton ha lavorato molto anche sul fronte delle vibrazioni e della rumorosità meccanica. Intervenendo con grande attenzione su tutti gli accoppiamenti, i tecnici Norton sono riusciti a realizzare un motore particolarmente silenzioso. E proprio questo ha permesso di "aprire" un po' di più lo scarico.

Parliamo pur sempre di una moto omologata Euro 5+, ma che, nonostante tutte le normative, riesce comunque a suonare davvero bene.

A livello elettronico, questa Norton Atlas spicca per dotazione. A bordo troviamo una piattaforma inerziale Bosch a 6 assi, con IMU 10.3 ME sulla versione Apex e 10.3 MB sulla versione standard. Non mancano il Cornering ABS, con ABS disattivabile al posteriore quando si seleziona la mappa Enduro, il Cruise Control e il Traction Control. Quest'ultimo, tra l'altro, può essere escluso comodamente tramite un pulsante dedicato sul manubrio.

Il display è un TFT da 8 pollici, curato davvero nei minimi dettagli. La grafica è precisa, la definizione dei caratteri è paragonabile a quella di uno smartphone di fascia alta e il sistema operativo, chiamato SOTA, è di una semplicità disarmante. In senso assolutamente positivo.

Muoversi tra le varie schermate è facile e intuitivo, senza bisogno di perdersi in menu complicati. A disposizione ci sono cinque Riding Mode, tutti differenti tra loro e capaci di modificare davvero il carattere della moto.

Anche i blocchetti al manubrio sono ben realizzati: solidi, piacevoli da utilizzare e capaci di offrire un buon feedback aptico quando si azionano i vari comandi.

Insomma, la qualità percepita di questa Norton Atlas, una volta saliti in sella, è davvero elevata. A prima vista, e soprattutto al primo contatto, sembra proprio una media cilindrata premium.

585cc ma... che caratterino
585cc ma... che caratterino

Che bel caratterino! Il motore sembra avere una cubatura maggiore rispetto a quanto dichiarato dalla scheda tecnica. È pieno ai bassi, spinge bene — anzi, molto bene — ai medi e poi, salendo di giri, tende a distendersi un po' nell'erogazione. Ma Norton ha lavorato bene proprio dove serve, nella zona tra i 4.000 e i 6.000 giri, ovvero quel regime di rotazione che si utilizza maggiormente per uscire dalle curve.

Il risultato è un motore davvero piacevole da utilizzare. L'unica pecca è un pizzico di on-off in apertura del gas, una caratteristica che si accentua in modalità Sport e che invece migliora selezionando la mappa Rain, dove però l'erogazione risulta forse un po' troppo filtrata. In ogni caso, le cinque Riding Mode hanno tutte un carattere ben definito e modificano realmente il comportamento della moto.

Buono il cambio, con innesti morbidi e precisi. Attenzione, invece, al Quick Shifter: ad alti regimi e con il gas completamente aperto funziona alla grande, mentre ai bassi e medi regimi, soprattutto con il gas parzializzato, risulta un po' più brusco e scattoso. Come il cambio, anche la frizione è molto morbida, ma allo stesso tempo riesce a mantenere una buona comunicatività.

 

La ciclistica è sana e trasmette fiducia. Nonostante le condizioni meteo a tratti davvero impervie, la Atlas ci ha messo subito a nostro agio, anche se ci piacerebbe riprovarla in Italia, su strade che conosciamo meglio e magari con condizioni più favorevoli.

Buono anche il sostegno offerto dalle sospensioni Kayaba. L'impianto frenante funziona bene, anche se probabilmente si sarebbe potuto curare un po' meglio il momento in cui entra in gioco la ripartizione della frenata verso il posteriore. Nulla di grave, sia chiaro: bisogna semplicemente farci un po' l'abitudine.

Promossa anche la triangolazione in sella, che permette di affrontare senza problemi anche le percorrenze più lunghe. Buono lo schiumato della sella e, una volta fermi, si riesce a toccare terra con discreta facilità. Insomma, Norton ha fatto davvero un buon lavoro.

Si conclude così la nostra esperienza in Islanda, una terra magica tutta da esplorare, e la nostra giornata in sella alla Norton Atlas.

Una moto che farà sicuramente parlare di sé, grazie a una dotazione davvero ricca e a una linea che riesce a distinguerla nettamente dal resto delle moto appartenenti alla stessa categoria.

Ma non è finita qui. Restate sintonizzati perché presto, anzi prestissimo, arriveranno altri nuovi modelli Norton. Tra questi possiamo già anticiparvi la Atlas GT, con ruota anteriore da 17 pollici, pensata per chi ama vivere la moto soprattutto sull'asfalto e godersi fino in fondo l'esperienza tra le curve.

Insomma, per Norton il ritorno è appena cominciato.

Pro e Contro Norton Atlas 2026

Pro

  • TFT. Qualità dello schermo alta, touch preciso e sistema operativo efficace
  • Dotazione estremamente ricca
  • Motore. Bello simpatico già sotto. Buona coppia

Contro

  • Intervento della frenata combinata da assimilare. Le prime volte può sorprendere
  • Prezzo leggermente alto rispetto alle dirette rivali

Maggiori info
Tester: Mattia Carpi, 29 anni, 180cm, 95kg
Luogo: Reykjavik, Isalnda, 6°C, pioggia

Abbigliamento
Casco: HJC RPHA 61
Giacca: Spidi 4Season V3
Pantaloni: Spidi 4Season V3
Guanti: Spidi
Stivali: XPD
Antipioggia: Acerbis

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Norton Atlas Apex (2026)
Norton

Norton
Higlands Road, Unit 500 Solar Park
B90 4SH Solihull - Regno Unito
+44 (0) 121 420 3000
info@nortonmotorcycles.it
https://nortonmotorcycles.com/

  • Prezzo 10.525 €
  • Cilindrata 585 cc
  • Potenza 70 cv
  • Peso 192 kg
  • Sella 845 mm
  • Serbatoio 15 lt
Norton

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info@nortonmotorcycles.it
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Scheda tecnica Norton Atlas Apex (2026)

Cilindrata
585 cc
Cilindri
2 in linea
Categoria
Enduro Stradale
Potenza
70 cv 52 kw 9.300 rpm
Peso
192 kg
Sella
845 mm
Pneumatico anteriore
Eurogrip Explo R Plus 110/80 ZR19
Pneumatico posteriore
Eurogrip Explo R Plus 150/70 ZR17
Inizio produzione
2026
tutti i dati

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