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Il centenario di Ducati, celebrato in questi giorni a Bologna con un percorso espositivo diffuso in cinque luoghi simbolo della città, si intreccia con un'incognita industriale tutt'altro che secondaria: il futuro societario della Rossa di Borgo Panigale. Il piano di riorganizzazione 2030 approvato dal consiglio di sorveglianza di Volkswagen, che punta a tagliare circa un terzo delle proprie partecipazioni per far fronte alla crisi del gruppo, include infatti anche Ducati tra i circa 750 asset ritenuti cedibili, insieme a Lamborghini, controllata come la casa bolognese tramite Audi.
A confermare che la valutazione è in corso è stato lo stesso amministratore delegato Claudio Domenicali, intervenuto a margine della presentazione delle iniziative per i cento anni del marchio: l'azionista sta rivedendo le proprie partecipazioni e Ducati rientra tra queste, ma non esiste ancora alcuna decisione definitiva. Domenicali ha comunque rassicurato sul fronte occupazionale, ricordando che la casa motociclistica si muove sul mercato in modo indipendente. Sullo sfondo emerge anche un elemento concreto: secondo alcune fonti di settore, la società italiana PatrItalia avrebbe già presentato ad Audi e Volkswagen un'offerta cash da 2,5 miliardi di euro per rilevare il 100% di Ducati Motor Holding, respinta in un primo momento con la formula "Ducati non è in vendita".
La smentita
Arriva quindi una prima risposta ufficiale sull'ipotesi di cessione. A margine del lancio mondiale della nuova Audi A2 E-Tron, l'amministratore delegato di Audi AG, Gernot Döllner, ha risposto direttamente a Il Sole 24 Ore e a Bloomberg sul futuro del marchio guidato da Claudio Domenicali, chiarendo che a Wolfsburg è effettivamente in corso una revisione dell'intero portafoglio di investimenti del gruppo, di cui Ducati fa parte, ma che "non ci sarà alcuna decisione nei prossimi due o tre anni". Una precisazione che, pur non chiudendo definitivamente la porta a un eventuale cambio di proprietà in un orizzonte più lungo, smentisce nei fatti un'operazione imminente.
Sul fronte italiano
Prima della smentita le rassicurazioni erano arrivate anche dalla politica e dallo stesso management del marchio bolognese. Il ministro delle Imprese Urso si era confrontato con Domenicali assicurando l'impegno del governo a salvaguardare un'azienda definita "patrimonio del Paese", mentre il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale aveva chiesto un tavolo di confronto per tutelare un marchio simbolo della Motor Valley. Intanto si era mosso anche il sindacato: il segretario della Fiom-Cgil Michele De Palma ha avviato un confronto con i colleghi tedeschi di IG Metall per monitorare le eventuali ricadute occupazionali, sia per Ducati sia per Lamborghini.
Una prospettiva rassicurante, ma con un limite temporale limitato
Le parole di Döllner non escludono dunque che Ducati resti, insieme a Lamborghini, sotto osservazione nel medio-lungo periodo, ma per il momento fissano un punto fermo: chi si aspettava un annuncio di vendita nell'immediato dovrà attendere, se non altro, i prossimi due o tre anni, non molto in verità.
Articolo del 7/9/26 aggiornato l'8/9/26