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Chi si aspettava un pronto e perentorio "no, non vendiamo Ducati" da parte di Audi e quindi del Gruppo Volkswagen è rimasto (al momento) deluso. Dopo avervi riportato le voci del tutto ipotetiche su una cessione del brand motociclistico "per fare cassa" in un momento di difficoltà e ristrutturazione, non è ancora giunta una dichiarazione ufficiale da Wolfsburg. Tuttavia, dopo le indiscrezioni riportate dal Financial Times, la stampa di settore noi compresi, ha iniziato a fantasticare su questa eventualità che non appare poi così remota. Un portavoce del gruppo negli Stati Uniti ha fornito ai colleghi di Ride Apart una dichiarazione che di fatto non conferma ma neppure smentisce le ipotesi. Non possiamo prenderla ancora come uno statement ufficiale del gruppo, ma è piuttosto verosimile che la direzione al momento sia proprio quella espressa.
La risposta fornita dal portavoce parla di trasformazione "profonda" dell'intero settore automotive e del gruppo. Si ribadisce come un modello di business che prevede lo sviluppo in Germania, la produzione in Europa e l'esportazione nel mondo "non funziona più per tutti i marchi" perlomeno secondo il board di VW. Si parla di efficienza, disciplina sui costi e sugli investimenti, necessità di restare competitivi di fronte a dazi, concorrenza più dura e mercati in stagnazione. Ducati non viene mai nominata, né in un senso né nell'altro. E forse è proprio questo silenzio mirato ad alimentare le speculazioni perché se il marchio non fosse davvero sul tavolo, sarebbe stato facile dirlo esplicitamente.
Come già riportato, la voce nasce da un articolo del Financial Times secondo cui gli advisor finanziari di Volkswagen starebbero spingendo per nuove cessioni dopo il successo della vendita di Everllence, la divisione motori marini, chiusa per circa 7,4 miliardi di euro. Sull'onda di quel risultato, secondo il quotidiano britannico, alcuni consulenti vorrebbero convincere il gruppo a valutare anche Ducati, ipotesi già esplorata (e poi archiviata) nel 2017, oltre a una possibile quotazione in borsa di Lamborghini.
Non è un dettaglio da poco: il Gruppo ha già ceduto Bugatti a Rimac e a un consorzio di investitori, e ha annunciato tagli fino a 100.000 posti di lavoro nel mondo con la chiusura di alcuni stabilimenti tedeschi. Il quadro, insomma, è quello di un gruppo industriale che sta rimettendo mano a tutto il proprio portafoglio marchi, non solo a quelli in perdita.
Va detto con altrettanta chiarezza: al momento nessun processo di vendita è stato formalmente avviato e neppure annunciato. Ducati resta uno dei marchi più interessanti del gruppo, con risultati solidi negli ultimi anni e un palmarès che in MotoGP e Superbike vale più di un bilancio. Suonerebbe quasi beffardo che una sua cessione avvenisse proprio nell'anno del centenario, in un momento in cui è così sotto i riflettori e i suoi risultati tecnici sono in tale spolvero e considerazione. Diversi analisti citati dallo stesso Financial Times giudicano tutt'altro che scontata una cessione, anche perché smontare un marchio che performa bene avrebbe senso strategico solo in un piano complessivo molto aggressivo.
Il board del gruppo dovrebbe presentare il piano di riassetto al consiglio di sorveglianza il 9 luglio: sarà quello il primo vero momento per capire se Ducati compare davvero tra gli asset in discussione o se la vicenda si sgonfierà come già accaduto nel 2017.
Per ora restiamo con una dichiarazione ufficiosa e forse volutamente ambigua. Non appena arriveranno indicazioni più concrete dal Gruppo Volkswagen, torneremo sull'argomento con un aggiornamento.