Volkswagen in crisi e la cessione di Ducati torna sul tavolo

Volkswagen in crisi e la cessione di Ducati torna sul tavolo
Il gruppo di Wolfsburg affronta una difficoltà senza precedenti, studia fino a 100.000 esuberi e la chiusura di quattro stabilimenti tedeschi. Tra le ipotesi per fare cassa rispuntano le cessioni delle perle italiane Ducati e Lamborghini
30 giugno 2026

Le notizie che arrivano dalla Germania in queste ore non lasciano molto spazio alle interpretazioni: Volkswagen sta valutando concretamente la cessione di Ducati e la quotazione in Borsa di Lamborghini, i due marchi italiani che il gruppo controlla rispettivamente dal 2012 (tramite Audi) e dal 1998. A riportarlo per primo è stato il Financial Times, e la notizia è stata ripresa nelle ultime ore da diverse testate, tra cui Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore.

Non è un fulmine a ciel sereno. Il quadro finanziario del gruppo di Wolfsburg si è deteriorato in modo sensibile: l'utile 2025 si è quasi dimezzato, fermandosi a 6,9 miliardi di euro, mentre il debito complessivo ha raggiunto i 196 miliardi. In Borsa il titolo ha perso oltre il 20% del proprio valore nell'arco di un anno.

Una crisi su più fronti

Dietro ai numeri ci sono cause precise, e nessuna di queste è nuova per chi segue il settore automotive. I dazi americani voluti dall'amministrazione Trump pesano su Volkswagen per circa 4 miliardi di euro l'anno. In Cina, storicamente il mercato più redditizio per il gruppo tedesco, i costruttori locali stanno guadagnando quote a colpi di prezzi aggressivi e prodotti sempre più competitivi. A questo si somma il costo, sempre più insostenibile, di mantenere in piedi una struttura industriale pensata per un'epoca diversa da quella attuale, fatta di transizione elettrica e investimenti in software.

La risposta del CEO Oliver Blume sarebbe drastica: un piano che prevede il taglio di 100.000 posti di lavoro sui 625.000 complessivi del gruppo, oltre alla chiusura di quattro impianti tedeschi (Hannover, Zwickau, Emden e lo stabilimento Audi di Neckarsulm). Parallelamente, gli investimenti dei prossimi cinque anni verrebbero ridotti del 15%, scendendo a 130 miliardi.

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E si torna a parlare di Ducati

Per finanziare una ristrutturazione di queste dimensioni servono risorse immediate e Volkswagen lo ha già dimostrato cedendo il 51% di Everllence (l'ex MAN Energy Solutions, attiva nei motori marini e industriali) al fondo Bain Capital, per un incasso di 7,4 miliardi di euro e una valutazione complessiva della società di circa 10 miliardi.

È in questo contesto che riemerge l'ipotesi Ducati. La cessione totale del marchio di Borgo Panigale non è una novità assoluta: se ne era già discusso nel 2017, quando il progetto venne bloccato dal sindacato tedesco IG Metall. Otto anni dopo, con un gruppo molto più sotto pressione, la resistenza sindacale potrebbe pesare meno. Va detto che, al momento, si tratta di un'ipotesi allo studio e non di una decisione formalizzata: gli analisti citati dal Financial Times restano cauti sulle probabilità che l'operazione si concretizzi a breve.

Lamborghini, la strada è diversa: si parla di quotazione

Per Lamborghini lo scenario non sarebbe la vendita diretta, ma lo scorporo e la quotazione in Borsa (IPO), seguendo lo schema già visto con Ferrari e, più recentemente, con Porsche. Una strada che permetterebbe a Volkswagen di mantenere comunque un legame con il marchio di Sant'Agata Bolognese, incassando però liquidità fresca dal mercato.

Le due strategie diverse (cessione per Ducati, IPO per Lamborghini) riflettono presumibilmente la diversa natura dei due business: una moto sportiva di nicchia da un lato, un marchio automobilistico di lusso con margini più ampi e un mercato dei capitali più favorevole dall'altro.

Sul tavolo anche batterie e guida autonoma

Il riassetto allo studio a Wolfsburg non riguarda solo i marchi della Motor Valley. Volkswagen starebbe cercando partner o acquirenti anche per PowerCo (la divisione batterie), ADMT (guida autonoma) e per il marchio americano Scout, rilanciato pochi anni fa nel segmento fuoristrada. Il messaggio implicito è chiaro: in questa fase, a Wolfsburg, nessun asset è considerato davvero intoccabile.

Cosa succede adesso?

La parola definitiva spetta al consiglio di sorveglianza, a cui Blume presenterà nelle prossime settimane il piano completo di ristrutturazione. Solo a quel punto si capirà se le indiscrezioni circolate in questi giorni si tradurranno in decisioni operative, oppure se Ducati e Lamborghini resteranno, almeno per ora, sotto l'ombrello tedesco. Per Borgo Panigale, che negli ultimi anni ha costruito una solidità industriale e commerciale invidiata da diversi concorrenti, la posta in gioco riguarda non solo la proprietà del marchio, ma gli investimenti futuri su elettrificazione e nuovi modelli.

Continueremo a seguire l'evoluzione del dossier nelle prossime settimane, man mano che emergeranno informazioni più definitive sul piano industriale di Volkswagen.

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