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Il nostro amico Fabrizio Gillone ci porta in un'altra delle sue avventure alpine. Stavolta è scappato dal caldo opprimente dell'estate di pianura per raggiungere il ghiacciaio del Sommeiler. Ecco il suo racconto.
Ci piaceva inaugurare un primo giro con un nuovo mezzo come questa volta con Amflow PX Carbon, scappando dalle calde pianure, senza cercare luoghi impossibili con passaggi estremi, ci siamo immersi in un paesaggio quasi lunare, sul tetto d’Europa tra confini italo-francesi, dove le Alpi bucano il celo, in compagnia di altissime cascate, laghi, fino alla bianca neve che rende l’aria ancor più frizzante!
Parliamo del Sommeiller, in compagnia di Simone, un teenager non c’è mai stato e già solo questo per lui un’emozione unica, figuriamoci con questa e-bike.
A seguirci il drone DJI Neo 2, che grazie al follow è l’ideale le riprese in bici, anche ad oltre 40 km/h, semplice nell’utilizzo, piccolo e leggero, soli 151 gr e video 4k. e come action cam la DJI Osmo 360 che con gli 8K- 50 fps e profondità colore 10 bit, restituisce colori a queste altitudini davvero emozionanti. Tra l’altro dal display Oled nel telaio dell’E-bike, è possibile comandare la action cam DJI e sincronizzare nel video tutti i dati del percorso, velocità, pendenza, altitudine etc….
Siamo partiti dai bacini di Frejusia a Bardonecchia (To) imboccando la Decuville, una strada che inizialmente aveva i binari per necessità passate, terminate, è stata trasformata in una ciclabile pedonale di circa 6 km a 2.000 mt pianeggiante, che collega direttamente alla diga di Rochemolle, li si prosegue verso il Rifugio Scarfiotti e poi al mitico Ghiacciaio Sommeiller per altri 17 km.
Veniamo abbracciati da vallate sconfinate circondati di cascate, con molteplici terreni che cambiano sotto le nostre gomme: dall’iniziale sottobosco umido ed erboso a terreno polveroso con qualche pietra, fino a poi dai 2.600 mt. a salire solo più pietre, pietre senza fine.
Fortuna alle sospensioni Fox, 160 mm di forcella e 150 mm il mono e motore Avinox M2S con coppia nominale 130 N·m e coppia di picco 150 N·m , che quando si inserisce il boost parte con ancora più vigore, coadiuvato il tutto dal controllo di trazione di Amflow che rende questa risalita più piacevole, con anche qualche taglio fuori programma in single track.
Siamo sugli ultimi tornati, il grigio terreno diventa rossastro, quasi un mutamento di pianeti, da quello lunare e marziano, siamo arrivati, tocchiamo la neve e davanti a noi il lago che si confonde con il cielo.
Che vista! Siamo su un luogo privilegiato, tutti almeno una volta nella vita dovrebbero vedere, non contenti ancora, ancora qualche risalita per vedere oltre... Superiamo i 3.000 mt. Anche per Simone una bella sfida, non essendo nemmeno un biker professionista!
Da qualche anno qui c’è anche un rifugio, dove volendo di può dormire, ma occorre portarsi tutto, compresa l’acqua a meno che non si beva la neve sciolta in una ciotola.
La discesa si fa rapida, ci lanciamo verso il rifugio Scarfiotti, la fame di fa sentire e li ci aspetta una buona polenta concia con costine o salsiccia, tutto super prelibato e volendo li si può anche dormire!
Alle spalle poi del rifugio verso la montagna, le rinfrescanti cascate dove trovare refrigerio, rilassarsi, ma anche beneficiare di un paesaggio unico.Che giornata! Una fantastica e-bike si percorsi indimenticabili, tutto perfetto.
Molto importante sapere che martedì e giovedì la strada nel periodo estivo è chiusa ai motori, quindi se davvero non si vuole incontrare nessun mezzo, questi sono i giorni ideali, mentre per la prima parte, la Decuville dai bacini di Frejusia a Bardonecchia (To), (con ampio parcheggio per auto) è sempre solo ciclo/pedonale.
La scorta d’acqua è possibile farla al Rifugio Scarfiotti ( +39 0122 901892 ) o a Bardonecchia, consigliabile giacca antivento, che se il meteo cambia a 3.000 mt. può diventare molto freddo, sempre kit forature, meglio tenere una pressione un pelo maggiore e ridurre rischi di pizzicare per chi usa camere d’aria o danneggiare cerchi con tubeless e mini kit attrezzi con smaglia catena, se un urto accidentale rompesse il forcellino del cambio, accorciando la catena escludendo il deragliatore, in qualche modo si torna a casa, infine da metà percorso a salire, non c’è copertura di rete telefonica.
Casco, occhiali e guanti quelli sempre, anche una semplice scivolata o sassolino negli occhi può non essere piacevole.
Sempre utile un Power Bank in caso di emergenze è importante, sia per il telefono ma anche per ricaricare le action cam, l’XTORM rinforzato per urti che avevamo ha anche torcia incorporata, essenziale per una piccola riparazione al buio e con la capacità di 20.000 mAh e i 35W tanta energia e ricariche rapide disponibili, l’IP 65 poi assicura un’ottima protezione dalla pioggia.
Ci rivediamo presto alla prossima avventura sulle nostre Alpi, luoghi ideali per fuggire dal caldo delle pianure con il massimo del piacere di guida e vista!