Ci serve tanta potenza? Il primo test del nuovo Avinox M2S [VIDEO]

Il nuovo motore di DJI punta chiaramente sui numeri eclatanti per fare breccia tra gli appassionati ma solleva qualche domanda sull'effettiva necessità di prestazioni simili e sul futuro del ciclismo a pedalata assistita
13 aprile 2026

Questa è una prima prova del nuovo motore Avinox M2S, una delle novità più interessanti per il 2026, già adottata da oltre 65 marchi. Si tratta di un sistema che punta chiaramente su numeri importanti e prestazioni elevate, ma che già scorrendo la scheda tecnica ci ha fatto sollevare il sopracciglio. Questo test dunque era per noi fondamentale per capire cosa ci sia di vero, di utile, di sostanziale dietro a dei numeri che talvolta sembrano essere messi lì su un foglio più da un ufficio marketing che da una reale richiesta della clientela. Andiamo perciò a conoscerlo nel dettaglio.

Specifiche tecniche e caratteristiche principali

La nuova versione del motore introduce una coppia fino a 130 Nm in modalità costante, con diverse modalità di assistenza tra cui Turbo, Trail ed Eco. A queste si aggiunge una modalità Boost, attivabile per 30 o 60 secondi, che porta la coppia fino a 150 Nm. Il motore ha una potenza nominale di 250 W, come richiesto dalla normativa europea, ma dichiara una potenza di picco fino a 1300 W, anche se non è specificato per quanto tempo possa essere mantenuta. Il peso è di 2,65 kg, leggermente superiore rispetto alla generazione precedente. Uno degli aspetti più impressionanti è il livello di assistenza massimo, che arriva fino all’800%: in pratica, per ogni unità di forza applicata dal ciclista, il motore ne restituisce otto. Questo cambia radicalmente il modo in cui viene erogata la potenza, rendendola molto più dipendente dalla cadenza di pedalata piuttosto che dalla coppia applicata, come avviene su altri sistemi. La batteria è da 800 Wh, integrata nel telaio (quindi non rimovibile) e compatibile con la ricarica rapida.

Specifiche Motore M2S

  • Potenza: 250W
  • Peak Power: 1300w
  • Coppia nominale: 130Nm
  • Coppia Boost: 150Nm
  • Batteria: 800Wh
  • Carica batteria: Fast charge 12A
  • Display: Avinox touch screen
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Modalità di utilizzo e tecnologia

Sono disponibili diverse modalità di assistenza: Eco, Trail, Turbo, Boost e anche una modalità Auto. Il comportamento generale resta simile alla versione precedente: il “DNA” del motore non è cambiato radicalmente. Interessante il sensore sulla ruota posteriore (di tipo “fonico”), che consente una gestione più precisa della potenza. Il display include un touchscreen, che permette di modificare le impostazioni direttamente dalla bici, senza necessariamente usare un’app — anche se l’attivazione iniziale del sistema richiede comunque l’utilizzo dell’app. Il software ricorda quello di un drone: si impostano i parametri desiderati e il motore si comporta di conseguenza, rispettando le preferenze dell’utente.

Sul sentiero

Dopo una giornata di test su diversi tipi di sentiero — dalle salite ripide tecniche ai percorsi più scorrevoli — emergono alcune considerazioni interessanti. In salita tecnica, il motore offre tantissima potenza, ma il controllo non è allo stesso livello di sistemi come Bosch CX o altri concorrenti. L’erogazione, molto legata alla cadenza, fa sì che basti pedalare anche con poca pressione per ottenere una forte spinta. Questo comportamento ricorda in parte i motori utilizzati per le bici da delivery: tanta assistenza, ma meno finezza nella gestione della trazione. Per percorsi molto tecnici, esistono sistemi più raffinati. D’altra parte, per un utilizzo tipo shuttling o per risalite veloci su sterrati e gravel, il motore diventa estremamente interessante: permette di raggiungere facilmente i 25 km/h senza sforzo, rendendo più rapide le sessioni di discesa.

Pro e Contro

Pro

  • Mantiene il DNA della versione precedente, apprezzata da molti utenti
  • Presenza del touchscreen, che evita l’uso costante dell’app
  • Migliore fluidità e risposta più rapida rispetto al modello precedente

Contro

  • L’assistenza fino all’800% spinge il concetto oltre il ciclismo tradizionale
  • La gestione della potenza risulta meno naturale e più “robotica” rispetto ad altri sistemi
  • I livelli estremi di potenza sollevano dubbi sull’utilità reale e sul loro impiego pratico

Conclusioni

Il nuovo Avinox M2S è un motore che fa parlare di sé, soprattutto per i numeri dichiarati. Tuttavia, resta il dubbio su quale sia la direzione del settore: con potenze di picco così elevate, ci si avvicina sempre di più al concetto di mini moto elettrica, piuttosto che a quello di bicicletta assistita. Inoltre, considerando che in alcuni mercati come gli Stati Uniti il limite legale è di 750 W, i 1300 W dichiarati pongono interrogativi su come queste prestazioni vengano gestite nella pratica. Nel complesso, l’esperienza in sella è stata positiva, ma ha generato più domande che certezze. Se cerchi potenza e divertimento, questo motore potrebbe fare al caso tuo. Se invece preferisci un’assistenza più naturale e orientata al ciclismo, esistono alternative più equilibrate sul mercato