Cyclone RX625

Cyclone RX625
Un brevetto depositato descrive la nuova Cyclone RX625, mostrando chiaramente la strategia di Zonsen: unire l'eredità di un nome storico americano a una piattaforma tecnica moderna, fortemente competitiva e orientata al mercato globale (concorrendo direttamente con Kove e Voge).
29 maggio 2026

Se il nome Cyclone vi fa accendere una lampadina, probabilmente avete un debole per la storia del motociclismo. Più di un secolo fa, tra il 1913 e il 1917, una piccola azienda del Minnesota produceva delle splendide moto da corsa "giallo acceso" che dominavano i circuiti in legno dell'epoca. Oggi quel nome leggendario è nelle mani di Zonsen (colosso industriale cinese precedentemente noto come Zongshen), che lo sta usando per firmare la sua gamma premium. E l'ultimo brevetto depositato per la nuova Cyclone RX625 racconta una storia decisamente interessante.

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La moto volta nettamente pagina rispetto all'attuale RX600. Se prima si parlava di una classica crossover stradale, qui l'ispirazione arriva dritta dai rally-raid e dalla mitica Dakar. Sparisce la vecchia combinazione di ruote da 19 e 17 pollici per far spazio a un ben più specialistico 21 pollici all'anteriore e 18 al posteriore, la scelta d'elezione per chi vuole fare fuoristrada vero. Anche l'ergonomia cambia passo: il parabrezza diventa quasi verticale, spunta il classico parafango a becco alto e la sella si fa lunga e piatta per permettere al pilota di spostare il peso facilmente nella guida in piedi.

Sotto il vestito da rally batte un cuore che i motociclisti europei stanno imparando a conoscere molto bene. Nonostante la sigla "625", la cilindrata reale si attesta sui 581 cc. Si tratta di un bicilindrico parallelo che condivide il passaporto tecnico con modelli come la Kove 625X e la Voge DS625X, sue dirette rivali di mercato.

Rispetto al vecchio motore da 550 cc della RX600, i tecnici hanno scelto una configurazione molto più "superquadro", aumentando l'alesaggio a 76 mm e accorciando la corsa a 64 mm. Tradotto in sensazioni di guida, significa un motore che gira più in alto e con maggior brio, capace di erogare circa 63 CV a 9.000 giri e una coppia di 42 lb-ft.

La RX625 non si fa mancare nulla nemmeno sul fronte tecnologico, mixando lo spirito "racing" con le ultime tendenze del mercato asiatico. La strumentazione, ad esempio, è un display TFT orientato in verticale, proprio come i roadbook delle moto da gara. In più, la moto nasce già pronta per i grandi viaggi grazie a fari ausiliari, telaietti per le valigie e persino una telecamera anteriore integrata abbinata a un sensore posteriore (che potrebbe rivelarsi un radar antiriflesso o una seconda telecamera).

Questo modello è la conferma di come Zonsen stia spingendo forte sull'alto di gamma, spesso attingendo a eccellenze occidentali: basti pensare alla Cyclone RX6, che monta un motore derivato da un progetto Norton, o alla RA1000, una stradale muscolosa nata sulla base ciclistica e motoristica della vecchia Aprilia Shiver. Al momento non ci sono notizie ufficiali sul suo sbarco nei mercati occidentali, ma le premesse per dare del filo da torcere alle concorrenti ci sono tutte.