Quanta potenza ti serve davvero? Abbiamo provato quattro diversi motori per ebike, e... [VIDEO]

I numeri continuano a crescere: coppie da 120 Nm poi 150 e potenze con picchi fino a 1500 W! Le aziende lo sfruttano come leva di marketing, ma provandoli tutti una domanda sorge spontanea: ci serve questa potenza? E a chi serve questa rincorsa al Watt?
5 luglio 2026

Negli ultimi mesi il mercato delle e-MTB è entrato in una nuova fase. I numeri continuano a crescere: motori da 120 Nm, 150 Nm, picchi di potenza che arrivano a 1.500 watt. Ma una domanda continua a tornare nella mente di molti rider: abbiamo davvero bisogno di tutta questa potenza?

Nelle ultime settimane ho avuto l'opportunità di provare diversi sistemi di assistenza. Ho pedalato su bici equipaggiate con il nuovo Bosch Performance Line CX da 120 Nm, con il TQ HPR60, con il nuovo Yamaha PW-X4 e con l'Avinox M2S. Ho anche avuto modo di testare un prototipo con un motore di nuova generazione. Dopo tante ore in sella, su terreni e contesti differenti, ho iniziato a farmi un'idea piuttosto chiara sull'attuale corsa alla potenza.

Quattro motori a confronto

Motore

Coppia Massima

Potenza di Picco

Categoria

TQ HPR60

60 Nm

300 W

Light e-MTB

Yamaha PW-X4

100 Nm

~800 W

Full Power

Bosch Performance Line CX (2026)

120 Nm

750 W

Full Power

Avinox M2S

150 Nm

1.500 W

High Power

Differenza tra il meno e il più potente:

  • Coppia: da 60 Nm a 150 Nm (+150%)

  • Potenza di picco: da 300 W a 1.500 W (+400%)

Sulla carta si tratta di differenze enormi. Proprio per questo il confronto diretto tra questi quattro sistemi è stato particolarmente interessante: nonostante numeri così diversi, sul sentiero reale le differenze percepite non sono sempre state proporzionali alle specifiche dichiarate.

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Il test sul campo: Andalo e il Trail Top Gun

Uno dei luoghi che mi ha fatto riflettere maggiormente è stato Andalo, in Trentino. Qui ho trascorso alcuni giorni pedalando nel bike park locale e sul nuovo Trail Top Gun, un percorso che permette di alternare discese divertenti a tratti pedalati, il tutto a circa 1.000 metri di quota.

Per l'occasione avevo a disposizione due bici molto diverse tra loro: una full power equipaggiata con motore Bosch e una e-MTB leggera dotata di motore TQ.

Sulla carta le differenze sono enormi:

  • Bosch: 120 Nm di coppia e circa 750 watt di potenza di picco.

  • TQ HPR60: 60 Nm di coppia e circa 300 watt di potenza di picco.

Numeri che farebbero pensare a un divario enorme. Eppure, dopo due giorni di riding intenso, avevo consumato soltanto metà batteria su entrambe le biciclette.Questo mi ha portato a una domanda molto semplice: se voglio una bici versatile, capace di affrontare sia i trail sia qualche giornata in bike park, qual è davvero la scelta migliore?

La sorpresa delle e-bike leggere

La risposta, almeno per il mio stile di guida, è stata sorprendente.

Durante il weekend mi sono ritrovato a preferire spesso la bici elettrica leggera. Non perché fosse meno potente, ma perché risultava più agile, più maneggevole e meno faticosa da guidare per molte ore consecutive.

La differenza principale non era il motore, ma il peso complessivo del mezzo. Nei cambi di direzione, nei tratti più tecnici e nelle continue variazioni di ritmo tipiche dei trail moderni, la leggerezza si è rivelata un vantaggio concreto.

I 300 watt del TQ si sono dimostrati sufficienti per la maggior parte delle situazioni. Certo, richiedono una partecipazione maggiore del rider, ma a questo punto della stagione il livello di assistenza era più che adeguato per affrontare le salite senza particolari difficoltà.

Full power: ottime, ma per un utilizzo diverso

Parallelamente ho utilizzato anche una Trek Rail+, una delle e-MTB full power più interessanti oggi sul mercato.

La Rail+ offre una geometria molto equilibrata e un comportamento che può soddisfare una vasta gamma di rider. È una bici estremamente capace, ma porta inevitabilmente con sé il peso tipico delle piattaforme full power.

Dopo alcuni giorni di utilizzo la mia conclusione è stata semplice: sono rimasto molto soddisfatto della bici, ma la vedo ideale in un contesto diverso rispetto a una e-bike leggera.

Oggi la tecnologia non consente ancora di avere una vera full power con grande autonomia e un peso inferiore ai 20 kg. Se si desiderano batterie capienti e livelli di assistenza elevati, bisogna accettare un peso maggiore.

Non dimentichiamo Yamaha

Un altro sistema che mi ha colpito è stato il nuovo Yamaha PW-X4, montato sulle nuove Raymon che sto attualmente testando.

Negli ultimi tempi l'attenzione del mercato si è concentrata soprattutto su Bosch e Avinox, ma sarebbe un errore ignorare Yamaha. Il PW-X4 offre circa 100 Nm di coppia e una potenza di picco nell'ordine degli 800 watt, numeri che lo collocano tra i protagonisti della categoria.

Approfondirò queste bici in un test dedicato, ma le prime impressioni sono decisamente positive.

Avinox M2S: quando la potenza diventa estrema

La quarta esperienza è stata probabilmente la più interessante.

Ho avuto modo di provare il sistema Avinox M2S montato sulla nuova Pivot Shuttle AM. Sulla carta i numeri sono impressionanti: 150 Nm di coppia e fino a 1.500 watt di potenza di picco.

Per capire realmente il comportamento del sistema ho effettuato diversi confronti diretti sui sentieri dell'area del Montalbano, vicino Empoli, alternando la Pivot equipaggiata con Avinox e una bici dotata del nuovo Bosch.

La scoperta più interessante è arrivata osservando le impostazioni utilizzate dal proprietario della bici. Pur avendo a disposizione 1.500 watt, nella modalità Trail aveva limitato il picco di potenza a circa 750 watt.

Una scelta che fa riflettere

Se un rider che possiede una bici da 1.500 watt decide di utilizzare quotidianamente la metà della potenza disponibile, forse significa che il massimo valore dichiarato non rappresenta necessariamente ciò che serve davvero sul sentiero.

Conta più l'erogazione che il numero

Nei confronti diretti ho affrontato salite tecniche, curve strette, sezioni scorrevoli e passaggi particolarmente ripidi.

Sia il Bosch sia l'Avinox, impostati intorno ai 120 Nm e 750 watt, hanno fornito più potenza di quanta ne fosse realmente necessaria.

In nessuna situazione ho sentito il bisogno di aumentare ulteriormente l'assistenza per superare gli ostacoli presenti sul percorso.

La differenza più evidente riguardava invece il carattere del motore:

  • Bosch offre un'erogazione più immediata e aggressiva.

  • Avinox risulta più progressivo e continuo.

Non si tratta di una questione di quantità di potenza, ma di come questa viene erogata.

Dove finisce questa corsa alla potenza?

Dopo aver provato nell'arco di poche settimane quattro motori molto diversi tra loro, dal TQ HPR60 al Yamaha PW-X4, dal nuovo Bosch fino all'Avinox M2S, la cosa che mi ha colpito di più non sono state le differenze nei numeri, ma quanto raramente ho sentito il bisogno di utilizzare tutta la potenza disponibile.

Tra 300 e 1.500 watt di picco esiste un'enorme differenza sulla carta, ma sul sentiero il discorso è molto più complesso. Peso della bici, maneggevolezza, autonomia, carattere dell'erogazione e stile di guida hanno spesso avuto un impatto maggiore dei semplici valori di coppia e potenza.

Le full power continuano a offrire vantaggi evidenti in determinate situazioni, ma queste prove mi hanno lasciato una domanda: stiamo davvero raggiungendo il limite di ciò che serve su una e-MTB?

Forse il futuro non sarà fatto soltanto di motori sempre più potenti?