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Quello che abbiamo fatto è una semplice riflessione sulla sicurezza stradale partendo da un punto di vista privilegiato: chi guida una moto ha una posizione che permette di sbirciare dentro gli abitacoli delle autovetture, rilevando quanto sia tristemente diffusa la distrazione tra chi si trova al volante.
Dopo un ventennio di costante calo dei tamponamenti e la pausa del traffico dovuta al Covid-19, gli incidenti sono tornati drasticamente a salire. Oltre a un disperato bisogno di navigare sui social, a non perdersi l'ultima puntata della serie preferita scaricata sul telefonino, un'altra causa chiave risiede nella trasformazione dell'auto in un ufficio volante: spinti dal lavoro da remoto, molti guidatori consultano tablet o partecipano persino a videoriunioni mentre si trovano nel traffico.
Di ricente discussione anche la proposta di modifica al Codice della strada (clicca qui per conoscere tutte le proposte) che comprenderebbe una minore flessibilità nei confronti della guida distratta, con multe salate e sospensioni della patente di guida.
Il pericolo sottovalutato dello smartphone: Anche se la percentuale di persone distratte potesse sembrare contenuta, gli autori sottolineano come basti un singolo automobilista attento al telefono per provocare un incidente, specie perché quasi nessuno adotta precauzioni elementari come aumentare la distanza di sicurezza mentre usa il cellulare.
Il paradosso della tecnologia di bordo. Sebbene le vetture moderne integrino sistemi di ausilio alla guida (ADAS) e connettività avanzata, moltissime persone continuano incomprensibilmente a parlare tenendo il telefono in mano. A ciò si aggiunge il paradosso degli schermi touch di bordo che, costringendo il guidatore a distogliere lo sguardo dalla strada anche solo per regolare il climatizzatore, diventano un'ulteriore fonte di pericolo.
L'evoluzione tecnologica ha portato sul mercato dispositivi per fare il mirroring dello smartphone sul display dell'auto, spingendo diversi automobilisti a guardare serie TV mentre sono in coda. Purtroppo, l'aggiornamento delle normative e delle sanzioni fatica tremendamente a stare al passo con la rapidità evolutiva di questi dispositivi.
L'assenza di controlli mirati sulle strade. Un grande punto dolente riguarda la carenza di verifiche sul campo. Strumenti come il Tutor si limitano a sanzionare l'eccesso di velocità, ma sono inefficaci nel rilevare chi si distrae con il telefono o non rispetta le distanze di sicurezza, rendendo la percezione dei controlli in città e in autostrada pressoché nulla.
In altri Paesi si adotta un pugno ben più duro contro la disattenzione, in Francia, ad esempio, è espressamente vietato l'uso di qualsiasi tipo di auricolare mentre si guida, rendendo obbligatorio l'impianto vivavoce del veicolo per ridurre al minimo la distrazione cognitiva.
Un richiamo al buon senso e alla responsabilità sarebbe cosa buona, ma come sempre varrebbe di più una sanzione, se solo venisse applicata ...