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Eicma, Milano - Nicolò Bulega ha vinto il titolo Superbike riportandolo in Italia 14 anni dopo l'ultima, Biaggi 2012. Ha vinto 52 GP in SBK, come Bayliss, e nel magico 2026 ha ottenuto il record di successi in una stagione, 32.
Nell’intervista, realizzata a Eicma nello stand di WRS, Bulega ha raccontato per la prima volta cosa è successo con Marc Márquez dopo il contatto nella race of champions al WDW 2024 e ha parlato del passaggio alla MotoGP.
Qui sotto il VIDEO integrale dell'intervista e, a seguire, la trascrizione completa.
Ciao Nicolò, partiamo subito: complimenti per il titolo in SBK, ma ti chiedo di mettermi in ordine queste soddisfazioni: 52 vittorie come Bayliss, pilota italiano con più vittorie in Superbike e record di vittorie in una stagione. Quale ti piace di più?
“Il record di vittorie in una stagione penso sia al primo posto, il secondo sono le 52 vittorie come Bayliss, che è uno dei piloti che guardavo di più quando ero bambino. Una cosa del genere è una figata pazzesca, veramente bella. Bayliss era uno dei miei piloti preferiti, quando mio babbo aveva il team in Supersport e io ero un bambino che faceva danni nel paddock. Avere il suo stesso numero di vittorie è una cosa incredibile, soprattutto dopo solo tre anni di Superbike”
Lecuona è stato un compagno fortissimo. Ti ha sorpreso di più come è stato forte con te in Superbike oppure come è andato bene quando è andato in MotoGP?
“Io penso che Iker sia un ottimo pilota, ha dimostrato di essere veramente veloce. Quando è sceso dalla Honda ed è andato sulla Ducati, che quest’anno era la moto migliore, ha fatto vedere che anche lui era un pilota molto forte. Penso sia stato forte tutto l’anno, perché quando hai un compagno di squadra che va forte rimanere lucidi fino alla fine è difficile. Quando hai uno di fianco a te, con la tua stessa squadra, la tua stessa moto, tutto uguale, che ti arriva davanti, delle volte è facile perdere la strada, perché incominci a provare due miliardi di cose. Lui non l’ha fatto, è stato forte fino alla fine. Quindi credo che il prossimo anno sarà lui il pilota da battere”
Mi hai fatto un assist: pensi che a Bagnaia sia successo un po’ questo con Marquez?
“Ti dico quello che è successo a me, perché l’ho vissuta in prima persona nel box”
Con che pilota ti era successo? Cioè, a te era successo che qualcuno andasse più forte e hai provato a cambiare?
“Sicuramente è successo che ho preso la paga, però un conto è quando ti giochi il primo e il secondo posto, lì c’è qualcosa in più in ballo. Quando ti giochi il quindicesimo o il ventesimo fa meno effetto. Ritornando a Pecco, sinceramente non lo so, io penso che sia fortissimo. Penso che se ritrova la confidenza giusta sia sicuramente uno di quelli che stanno davanti”
Domanda da sì o no: visto quello che hai fatto come collaudatore con la moto 850, l’anno scorso invece hai provato la 1000 e hai fatto due Gran Premi. Vista la stagione di Toprak, sei preoccupato per i tuoi risultati l’anno prossimo?
“È giusta come domanda. Toprak sembrava dovesse spaccare il mondo e alla fine ha fatto poco”
Si è anche un po’ attapirato magari nella seconda parte di stagione...
“Sicuramente quando fai brutti risultati è facile smettere di crederci, perché le gare sono tante, la stagione è lunga ed è facile mollare. Non credo che abbia mollato, ma credo che la Yamaha in questo momento sia una moto difficile. Anche Quartararo, che è un fenomeno e ha vinto un mondiale, sta facendo fatica spesso e negli ultimi posti. A me piacerebbe vedere Toprak messo in condizione di vincere prima di valutarlo e dare un giudizio alla sua stagione”
Un po’ di domande tecniche. Cosa si prova quando siamo in carena con il casco sul serbatoio e gli occhi rivolti in avanti, per esempio sul rettilineo del Mugello?
“Senti una gran vibrazione dalla moto, una gran aria che ti passa sopra le spalle e lungo la schiena. È bello, ti senti quasi come se stessi volando, e effettivamente a 340 all’ora è volare. Però devi stare concentrato, perché sei tu che stai facendo andare la moto a 340 all’ora, quindi hai tu il pieno controllo”
E dove trovi in tutto questo il tempo per leggere le informazioni sul dashboard?
“È pochissimo”
Ci sono dei punti precisi su ogni pista?
“È veramente poco. Guardo soltanto sul rettilineo del traguardo il tempo, che solitamente è un pelo prima, poi guardo la tabella che mi mettono i meccanici, su cui ci siamo accordati cosa mettere, e in base a dove sono i settori guardo anche i settori che escono sul dashboard, quanto tempo stiamo andando più piano rispetto al tempo migliore che ho fatto durante tutto il weekend, perché quello mi fa capire se sto andando forte o piano”
Da quanto senti se un pilota è vicino a te e ti sta per attaccare? Da mezzo secondo, tre decimi?
“Le moto fanno abbastanza casino, quindi lo senti, lo percepisci. Senti il suo rumore, senti il rumore di quando frena, senti il suo freno motore, senti principalmente il motore perché alla fine è l’unica cosa che fa casino”
Sei un pilota che ha bisogno di più fiducia sull’anteriore o sul posteriore?
“Anteriore. Sicuramente anteriore”
E il freno dietro lo usi tanto o poco?
“Lo uso tantissimo, e tra l’altro ho un freno dietro a indice, sotto la frizione, che mi sono fatto montare perché quando fai le curve a destra è difficile andare a mettere giù il piede, quando sei piegato. È come se fosse il freno davanti ma a sinistra, ed è quello dietro”
Quindi a seconda di dove sei usi o il piede o l’altra mano...
“Nelle curve a destra uso il freno con la mano a indice, nelle curve a sinistra uso il piede destro”
La stessa cosa si applica su Superbike e MotoGP?
“Sì, ormai è qualche anno che ho questo sistema e ho imparato a guidare così, non riesco più a farne senza”
Marc Márquez in Australia ha detto “se hai la velocità non hai bisogno degli ordini di squadra”. È sembrata una frase non casuale, una frecciata a Martin. Secondo te una frase del genere detta da Márquez può avere innescato qualcosa nella testa di Martin?
“No, non credo che per così poco si faccia influenzare Martin. Márquez è stato fortissimo quest’anno, nessuno avrebbe mai detto che avrebbe recuperato così tanti punti. Nessuno l’avrebbe mai detto dieci gare fa, quindi ha fatto il Marquez. Poi, sai, ci sono tanti giochini che si fanno nelle interviste, nelle prove di partenza, ci sono tante cose. E Márquez è forte in tutto, anche in queste cose”
Tu l’hai battuto due volte, anzi una e mezzo diciamo: al WDW quest’anno e al WDW nel 2024 lo stavi battendo, ma lui ti ha mai chiesto scusa per quel contatto?
“Sì, mi ha chiamato la sera dopo la gara e mi ha chiesto scusa. Ormai è una cosa passata, alla fine fare una cazzata ci sta. Mi ha regalato il suo casco con la sua dedica: mi ha scritto sulla visiera che sono un pilota molto veloce, con uno stile molto bello. Per scusarsi mi ha voluto regalare il suo casco”
Questa cosa non l’avevi mai raccontata? Io non l’avevo mai sentita...
“Forse no, perché mi è sempre piaciuto tenere questa cosa un po’ riservata, per non creare ulteriore polemica, ma ormai sono passati tre anni (poco più di due in realtà, ndr) e quindi posso anche dirlo”
Bello! Quando hanno chiesto a tutti i piloti la cosa che li incuriosisce di più del prossimo anno, lui ha detto “Bulega”. Come l’hai presa?
“L’ho presa bene, perché è un grandissimo campione e sentirsi dire da uno come lui che sarò la sorpresa del prossimo anno mi ha fatto molto piacere e, come ho detto, mi ha dato una grande carica”
So che non puoi scendere nel dettaglio, ma tu che le hai guidate entrambe, quali sono le maggiori differenze tra la 850 e la 1000?
“Intanto il motore: la 850, quella del prossimo anno, va abbastanza più piano. In realtà il resto è molto simile, non ci sono gli abbassatori, quindi devi fare una cosa in meno mentre guidi. È un po’ più facile, è un po’ più una moto normale, diciamo”
Vedremo le impennate in partenza?
“Sicuramente un po’ di più, ma con l’elettronica che c’è e le ali è difficile che si impenni la moto. Sicuramente un po’ di più della 1000”
Per passare alla MotoGP dovrai cambiare allenamento, mettere più massa muscolare?
“No, l’allenamento è molto simile. La Superbike è già una moto che va molto forte, pesa ancora più della MotoGP. La MotoGP ha molta più aerodinamica, quindi l’effetto del vento che ti spinge la moto verso il suolo rende la moto un po’ più pesante, e fai un po’ più fatica. Però l’allenamento è molto simile, mi sto allenando tanto, dal lunedì al sabato faccio qualcosa tutti i giorni. È una moto fisica, si fa molta fatica, però probabilmente è molto più grosso lo step tra la Supersport e la Superbike che tra la Superbike e la MotoGP”
Se tu potessi prendere una cosa a Marc Márquez, quale sarebbe?
“Tutto (risate)"
Considera che poi devi prendere una cosa anche a Rossi, Lorenzo e Stoner...
“Ah, ok. È difficile dire una cosa. A Márquez prenderei probabilmente l’adattamento a ogni condizione”
Rossi?
“Prenderei tante cose anche a lui. La velocità con cui si adatta all’andare forte velocemente. Nel senso che è sempre stato uno che è andato forte fin da subito”
Lorenzo?
“Di Lorenzo la percorrenza e lo stile di guida, mi è sempre piaciuto veramente tanto”
Stoner?
“Stoner... andava forte anche con questo tavolino qua. Bastava mettergli un motore e due ruote e ci andava forte”
Ultima cosa: se dovessi riassumere il tuo 2026 con una parola, quale sarebbe?
“Irripetibile”
Sogni mai le gare, di notte?
“Non so se capita anche ad altri piloti, ma sogno spesso di cadere. Quando sono a letto e mi sto per addormentare, nel dormiveglia, delle volte sogno che mi si chiude il davanti e faccio degli scatti, e la mia morosa mi chiede sempre che cosa sto facendo”
E cosa le dici?
“Che sono caduto all’Arrabbiata 1, tipo! (risate)”