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Jorge Martin, dopo il ritiro in Malesia, è riuscito a chiudere a Lusail un weekend completo, chiudendo il GP in settima posizione e rimandando così a Portimao il match point di Marc Marquez.
Dopo il podio conquistato nella Sprint, il pilota Aprilia ha dovuto fare i conti con il dolore e la mancanza di forza, che gli hanno impedito di sfruttare completamente il potenziale della sua moto. Intervistato da Sky, ha anche raccontato le difficoltà incontrate durante la gara, spiegando quanto sia stato complicato anche soltanto decidere di partecipare al weekend.
Come stai dopo la gara?
"Ogni giorno meglio, sono fiducioso che per Portimao sarò vicino al 100%. Oggi ho fatto il massimo. Partendo dietro era difficile fare una rimonta come ieri, alla fine settimo, un buon risultato per le circostanze e speriamo di recuperare adesso"
Il problema era soltanto il braccio oppure hai avuto anche difficoltà con il consumo delle gomme?
"No, penso che non sono riuscito a tirare fuori il massimo della moto perché non riuscivo fisicamente. Il punto di frenata era giusto sempre, ma quando devi fermarla alla fine non avevo la forza per farlo. Perdevo mezzo decimo qua e là, alla fine del giro sono due o tre decimi, che sono quello che mi mancava per lottare per il podio. A Portimao sarò al 100% o quasi e tornerò dove posso"
Questo weekend è andato oltre le tue aspettative?
"No, per niente. Martedì non volevo venire, ero in dubbio se prendere l'aereo o no. Ho detto: 'Aspetto mercoledì e decido', questo fa vedere come mi sentivo. Abbiamo fatto un podio ieri e oggi settimo, bei punti e portiamo tutto a Portimao"
Come valuti la tua situazione in questo finale di stagione?
"Sempre più difficile e lontano, io ho fatto il massimo, ma quando finisce l'anno so di aver fatto il massimo e basta"
A cosa è dovuto il cambiamento rispetto alla Malesia...
"Alla fine lavorare tutti i giorni su me stesso, essere molto perfezionista. Ho un centro di fisioterapia a casa, mio. Potevo andare lì, starci tutto il giorno, ho fatto sette ore di terapie e quello fa. Anticipa il recupero, non è come stare sul divano e aspettare. Anche se sembra impossibile, dopo due settimane l'osso è quasi guarito"
Quanto ha influito la poca conoscenza dell'Aprilia in alcuni circuiti durante questa stagione?
"Penso poco, conosco molto la moto. Arrivare qui in Qatar infortunato era una situazione in cui mi ero già trovato prima. Avevo molta paura di tornare nella stessa situazione, però ho una consapevolezza della moto, del limite e di cosa fa. Ogni volta che passavo sulla 12 mi ricordava quel momento in cui mi è passato Diggia... Oggi ce l'avevo anche dietro e ho detto: 'Spero sia un altro'. L'importante è imparare dagli errori, sapere che ogni anno siamo diversi e che cresciamo. Non penso che sia stato girare o no, semplicemente non avevo la velocità"
Su quanto è stato difficile sopportare il dolore durante la gara...
"Oggi ho tenuto duro ma gli ultimi giri non ce la facevo più, ho provato ma alla fine il dolore comanda"