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Dopo aver mostrato al pubblico la nuova livrea dell'Aprilia con cui correrà nel 2026 (tornando al numero 89), Jorge Martin ha risposto ad alcune domande ripercorrendo la difficile stagione appena trascorsa e guardando con fiducia al futuro.
Eccole di seguito:
Qual è la lezione più importante che hai imparato da questa stagione?
“Ci sono tante lezioni che ho imparato, non solo a livello professionale ma anche personale: le persone che ti stanno vicino, gli errori che fai e che non vuoi più ripetere. Ho capito che non bisogna forzare i tempi, che non serve avere fretta. In Giappone ad esempio che partivo 18°, forse avrei dovuto essere più tranquillo e non fare quel sorpasso. Oppure probabilmente non dovevo tornare in Qatar: le cose vanno fatte al momento giusto. Questa è la lezione più importante che ho imparato: non strafare e rispettare i tempi”
È stato più difficile mentalmente o fisicamente?
“Un po’ tutto, è stato un insieme di cose. Al primo giorno di test mi sono fatto male, ho cercato di recuperare in fretta e sono ricaduto, ed è andata avanti così tutta la stagione. Per me è stato più difficile fisicamente, perché hai dolore e devi stare a casa. Quando sei infortunato, poi, arrivano anche i dubbi mentali. A metà stagione è successo quel casino, ma poi sono riuscito a tornare e a ottenere buoni risultati, quindi mentalmente mi sono convinto di potercela fare e anche adesso. Se sei pronto fisicamente, sei pronto anche mentalmente”
E ad oggi?
Oggi sto lavorando molto: è difficile dire a che percentuale sono, direi intorno al 75%. Ma sono sicuro che per la prima gara sarò al 100%”
Infortunio di Marc Marquez: come vedi la sua situazione? Può ancora dominare?
“Devi chiederlo a lui, io non lo so. Di sicuro, per essere infortunato, questo è il momento migliore per recuperare. Non è come quando stavo a casa io mentre gli altri correvano le gare e prendevano fiducia con la moto. Vedremo”
A proposito di Marquez: quanto è stato d’insegnamento il suo percorso?
“È un bellissimo esempio, è il più grande di sempre in pista adesso. La sua storia dimostra che si può tornare. Non voglio paragonarmi a nessuno, ma anche io sono fiducioso di potercela fare. Nel 2021 sono stato vicino a fermarmi poi sono riuscito a vincere una gara ed anche il mondiale e, guardando quello che ha passato lui, ne sono ancora più convinto”