SBK. Lecuona: dalla GP la spinta per vincere in SBK?

SBK. Lecuona: dalla GP la spinta per vincere in SBK?
I risultati ottenuti in Ungheria hanno dato a Lecuona maggior sicurezza delle proprie capacità e forse anche quel “qualcosa in più” che sino ad ora gli è mancato. Bulega sembra meno lontano.
8 giugno 2026

Sorpresa….fino a un certo punto

Forse non se lo aspettava nemmeno lui. Per Iker Lecuona concludere al settimo posto la gara della MotoGP al Balaton Park Circuit è stata quasi una vittoria, un ottimo risultato per un pilota che non conosceva le gomme, la moto e la squadra. La sua ultima apparizione in GP avvenne in Qatar nell’ultimo appuntamento del 2023 con una Honda e non fu fortunata, visto che si dovette ritirare per un problema elettrico.

Questa volta è andata decisamente meglio per Lecuona, che ha compiuto enormi progressi da quando è entrato a far parte del Team Aruba.it Racing – Ducati, che dopo aver vinto la “scommessa” Nicolò Bulega, sembra stia vincendo anche quella su Lecuona.

Nei suoi precedenti tre anni con il team HRC Honda, Iker aveva conquistato solo due podi ed una pole position, mentre quest’anno con la squadra di Stefano Cecconi, in sei round ho ottenuto 15 podi, tutti secondi posti alle spalle dell’invincibile Bulega.

Le sue prestazioni al Balaton Park sono state di assoluto rilievo, anche se va detto che nella gara sprint era stato più veloce in Superbike di quanto non lo sia stato in MotoGP. Ma a tal proposito diamo un’occhiata ai tempi, per comparare quelli che Lecuona ha stabilito in Superbike e quelli in MotoGP.

Un po di numeri

In Superpole ha migliorato di 854 millesimi il suo best lap della SBK: da 1’38”878 a 1’38”024. Nella gara sprint il suo miglior tempo sul giro è stato di 1’38”854, ma aveva fatto meglio di 431 millesimi nella Superpole Race delle derivate: 1’38”423. Una volta prese le misure alla Ducati Desmosedici GP26, lo spagnolo ha dato il meglio di sè nella gara lunga della GP, dove ha fermato i cronometri sul tempo di 1’38”261, migliorando di 387 millesimi quanto aveva fatto con la Panigale: 1’38”648.

In altre parole la differenza tra prototipi e derivate si fa sentire molto sul giro secco della pole, ma molto meno in gara, come confermano le differenze tra i record delle due categorie. In Superpole il record di Marc Marquez (del 2025) di 1’36”518 ed è migliore di 1,572 secondi rispetto a quello di Bulega di 1’38”094, mentre la differenza dei record in gara non è così netta: Marquez ha fatto il record GP nel 2025 con 1’37”699 mentre Bulega detiene quello SBK con 1’38”230: “solo” 531 millesimi in più.

Questi dati, uniti ai risultati ungheresi di Lecuona, confermano come la differenza di prestazioni tra GP e SBK sia davvero minima, soprattutto se consideriamo che stiamo parlando di moto derivate dalla serie, che costano quattro o cinque volte meno dei prototipi della GP. Inoltre, come ha dichiarato lo stesso Lecuona dopo la gara, il livello dei piloti delle derivate è veramente molto alto, ed è ormai vicinissimo a quello dei piloti GP.

E Toprak?

Lo sta confermando anche Toprak Razgatlioglu, seppure condizionato da una Yamaha che si sta rivelando la peggior moto tra i prototipi. Nonostante sia al debutto in MotoGP, in Ungheria il fenomeno turco è stato il primo dei piloti della casa di Iwata nella sprint, tredicesimo davanti a Jack Miller con un vantaggio di 1,6 secondi, con Fabio Quartararò diciassettesimo e Alex Rins addirittura ventunesimo. Nella gara lunga è stato Miller (ottavo) a precedere Toprak (undicesimo) di 1,3 secondi. Rins ha chiuso tredicesimo mentre Quartararo si è ritirato.

Conoscendo il valore (in ascesa) di Lecuona e quello (estremamente talentuoso) di Razgatlioglu lascio a voi immaginare cosa potrebbe fare il turco con una Ducati…….

Le ripercussioni sulla SBK

I risultati del Balaton Park hanno dato molto morale ed autostima a Lecuona, soprattutto in ottica Superbike. Ad oggi lo spagnolo non è mai riuscito a superare il suo scomodissimo compagno di squadra, ma ha visto via via assottigliarsi il distacco che li separa, tanto che nella Superpole Race disputata al Motorland Aragon c’è voluto il miglior Bulega, che per assicurarsi l’ennesima vittoria ha dovuto far segnare il record della pista all’ultimo giro. Un grande Bulega, ma indubbiamente anche un grande Lecuona, al quale è bastato il solo round australiano (nel quale ha concluso sesto, nono e ottavo) per diventare il migliore ed unico rivale di Nicolò, e raccogliere da lì in poi ben 15 secondi posti.

“Ho chiesto ai tecnici Ducati di valutare, dati alla mano, quali siano le differenze di prestazioni tra me e Bulega – ha affermato di recente - e mi hanno detto che non ce ne sono”.

In effetti sono sicuro che se valutiamo soltanto i freddi numeri le differenze tra i due siano davvero microscopiche. I dati però non descrivono: il saper leggere la gara, il saper dare il massimo proprio nel momento giusto, il mettere in pratica la miglior strategia che in quel momento la gara richiede. Sono queste a mio parere le attuali differenze tra il numero 11 ed il numero 7 del Team Aruba, e sono le differenze che passano tra un campione nel pieno della sua condizione psico-fisica ed un “apprendista campione”, che adesso deve avere l’abilità (e la fortuna) di “rompere il ghiaccio”.

Una sua vittoria non cambierebbe le sorti di questa stagione SBK 2026, ma renderebbe indubbiamente più interessanti e combattute le restanti gare. Da quanto abbiamo visto in Ungheria potrebbe essere solo questione di tempo

E’ chiaro che Bulega non farà sconti. Il fatto che abbia rinunciato a Balaton GP la dice lunga sull’impegno e la determinazione che Nicolò ci sta mettendo, per portare a casa quello che sarebbe il suo primo titolo mondiale e salutare la Superbike nel modo migliore.

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