MotoGP - ESCLUSIVO - Claudio Domenicali e le rimonte di Marquez e Bagnaia: “Stessa tenacia, ma Marc ha dovuto recuperare anche dagli infortuni" [VIDEO]

MotoGP - ESCLUSIVO - Claudio Domenicali e le rimonte di Marquez e Bagnaia: “Stessa tenacia, ma Marc ha dovuto recuperare anche dagli infortuni' [VIDEO]
L'Ad Ducati: "La scelta di Marquez? Per noi è stata meno audace di quanto sembrasse". Sul mondiale: “Non abbiamo ancora fatto niente”. Su Aprilia: “Avversario degno, soprattutto sulle curve veloci”
5 novembre 2026

Eicma, Milano - Claudio Domenicali, amministratore delegato di Ducati Motor Holding dal 2013, ha parlato a Moto.it a Eicma, nel mercoledì del GP del Qatar.

Ha detto la sua sul paragone tra la rimonta di Marquez su Aprilia e quella di Bagnaia nel 2022 su Quartararo, poi ha commentato la scelta di ingaggiare Marc e ha tracciato un bilancio dei cento anni di Ducati.

Qui sotto il VIDEO dell'intervista e a seguire la trascrizione integrale.

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Siamo alla vigilia di un possibile traguardo importante, ma vorrei fare un paragone. Quali analogie ci sono con questa straordinaria rimonta di Marquez e quella che fece Bagnaia nel 2022 su Quartararo?

“Beh, certamente ci sono delle analogie. Pecco credo che fosse a meno 91, qui eravamo a meno 102. Credo che in entrambi i casi si sia visto fino ad oggi una grandissima tenacia, in quel caso di Pecco di non mollare e in questo caso di Marc. Questo forse ha una variante, nel senso che è stata molto segnata anche dagli infortuni: nella prima parte Marc era reduce dall’infortunio, avuto nell’incidente con Bez l’anno scorso in Indonesia, e quando è tornato non era al meglio. Pecco invece nella prima parte aveva fatto più fatica in generale per altre cose, ma non aveva questa difficoltà fisica. Poi Marc è ritornato dopo l’operazione ed è progressivamente migliorato come forma fisica e come capacità di gestire la moto. In entrambi i casi c’è stato anche un contributo, io credo, del fatto che in quel caso Fabio ha fatto diversi errori e in questo caso anche i competitor di Marc hanno fatto diversi errori. Come sempre nella vita bisogna essere nel posto giusto, nel momento giusto, e poi vediamo. Siamo a tre gare dalla fine e quindi bisogna secondo me tenere la concentrazione adesso e lavorare bene fino alla fine”

A distanza di 2 anni, quella che sembrava per alcuni una scelta audace, la scelta di Marquez, ora sembra quasi diventata una scelta logica e razionale rispetto a quello che è successo...

“Beh, con il senno di poi è sempre facile parlare, ma per noi c’era un vantaggio rispetto ad altri: questa cosa della scelta audace per noi era un po’ meno audace, nel senso che abbiamo visto l’anno in cui lui ha corso con noi, con il team Gresini, e aveva una moto che sapevamo avesse un certo gap prestazionale. Non dico che fosse certo, ma era un po’ più chiaro che c’erano buone possibilità...”

Quanto è stato difficile, in questa rimonta, avere a che fare con questa Aprilia che quest’anno si è dimostrata un avversario degno?

“È tutt'ora un avversario degno, nel senso che il mondiale è in bilico: le cose sono finite quando sono finite, come dice Gigi, non abbiamo ancora fatto niente. Siamo in una buona posizione nel campionato, ma è un campionato che non è finito. Sicuramente è stato fino ad oggi un campionato molto combattuto, e quindi bene, nel senso che prima alcuni si lamentavano che non c’era competizione, oggi nessuno si lamenterà che non c’è stata competizione. Abbiamo vissuto tante gare bellissime con grande competizione: in alcuni casi la nostra moto ha funzionato molto meglio, in altri la moto del nostro competitor principale era un po’ più a posto, in particolare sulle curve veloci. Abbiamo visto che hanno fatto un ottimo lavoro, quindi... D’altronde il loro direttore tecnico ha studiato tanto in Ducati, no? Fabiano Sterlatcini è uno che sa bene, è un amico, è uno che stimo particolarmente. Non dico che è stato tutto lui, ma sicuramente ha dato una grossa mano”

Le voglio chiedere una cosa su Tardozzi, che è una sua persona di fiducia: c’è un aneddoto, qualcosa che vi lega, che la fa divertire, se ci pensa?

“Beh, Davide, sì, ci conosciamo da tantissimo tempo, dall’inizio degli anni 90, da quando ho cominciato in Ducati, nel 1991. Tanto tempo. Lui aveva appena finito di fare il pilota o stava finendo, poi ha cominciato come team manager. Di aneddoti ce ne sono tantissimi. Lui è romagnolo, quindi ha questo carattere focoso, molto determinato, molto appassionato, molto competente. È una persona che ha dato la vita per le moto e per Ducati, quindi alcuni aneddoti non sono raccontabili perché sono oltre ogni possibilità, sicuramente non di fronte alla camera. Però è una persona a cui sono molto legato e a cui credo anche Ducati debba tanto”

Quest’anno sono 100 anni per Ducati. Qual è un bilancio di questi 100 anni di Ducati?

“Beh, il bilancio dei 100 anni di Ducati è molto, molto positivo, perché innanzitutto poche aziende arrivano a compiere 100 anni, quindi innanzitutto siamo vivi. Siamo qua e siamo vivi, abbiamo fatto un secolo. Non siamo nostalgici: non guardiamo il passato in modo nostalgico. Bello il passato, importante, ma quello che conta è il presente. Ci rende particolarmente orgogliosi avere tutto questo passato, questa storia, ma poi avere oggi, quest’anno, concluso un campionato Superbike straordinario vincendo tutte le gare con Nicolò. L’avevamo fatto nel 1992, quindi andiamo indietro tanto, ma siamo stati capaci di rifarlo. E nel campionato MotoGP abbiamo vinto sei volte il titolo costruttori consecutivamente negli ultimi 6 anni e quattro volte il titolo piloti, e qui ci stiamo giocando il quinto. Credo che tante cose le abbiamo fatte bene, tante altre le abbiamo sbagliate, però come somma del tutto penso che oggi abbiamo Ducati davvero in grande spolvero”