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Non tutti conoscono il passato di pilota di Serafino Foti, che ha iniziato nel CIV 125 per poi passare in Supersport e in Superbike (campione italiano SB nel 1977) prima a livello italiano e successivamente mondiale. La sua ultima apparizione nel WorldSBK risale al 2003 nelle file del Team Pedercini, dopo di che, appeso il casco al chiodo, il torinese ha iniziato la propria carriera di Team Manager, culminata ora nel Team Aruba.it Racing – Ducati. Profondo conoscitore non solo della tecnica e del talento dei piloti, ma anche della loro psiche, “Sera” ha saputo valorizzare molti piloti, compresi quelli attuali, Nicolò Bulega e Iker Lecuona.
Lo abbiamo incontrato a Jerez, prima dell’ultimo round SBK 2026 per una piacevole chiacchierata.
Una stagione indimenticabile
Indimenticabile e difficilmente ripetibile. Mancano ancora le tre gare dell’ultimo round, ma a tutt’oggi abbiamo vinto tutte le gare con i nostri due piloti. Non era mai successo nella storia della SBK perché nel 2033 Ducati vinse tutte le gare ma con piloti di squadre diverse. La nostra è stata una stagione incredibile, frutto del lavoro congiunto di Ducati, che investe tanto nella tecnologia con l’ambizione di produrre la migliore moto sul mercato, del Team Aruba.it del quale fanno parte dei ragazzi incredibili, che danno sempre il 120% e dei nostri piloti che ritengo siano i migliori che attualmente gareggiano in questa categoria. Sono orgoglioso del lavoro che è stato fatto da questo fantastico “pacchetto”.
Aggiungerei che molti meriti vanno dati a chi ha scelto un pilota come Nicolò Bulega, credendo in lui quando nessun altro lo stava facendo. E mi riferisco a te.
“Se vai a vedere lo storico di Nicolò vedrai che era, ed è ancora, uno dei migliori talenti in circolazione. Quando correva nel CEV, che vinse nel 2015, erano gli anni nei quali in quel campionato correvano piloti del calibro di Fabio Quartararo, Aron Canet, Joan Mir e tanti altri, compreso il recente campione Supersport Albert Arenas. Il talento non lo perdi mai, e anche se lui veniva da un momento difficile, noi non abbiamo fatto altro che dargli serenità e stabilità e lui ha fatto il resto. A Cremona mi sono emozionato perché insieme abbiamo fatto un percorso di quattro anni e quando ha vinto il titolo mi sono passati davanti tutti i momenti salienti che abbiamo vissuto insieme, compresi quelli meno facili e chi non credeva in noi”.
Il suo debutto in SBK fece capire subito cosa avrebbe potuto fare.
“Nei test andò fortissimo e vinse subito la prima gara a Phillip Island”
Ai tempi io temevo che fosse prematuro metterlo nella squadra Ducati ufficiale, che la pressione potesse schiacciarlo
“A volte può succedere, ma non per Nicolò. Lui non solo non sente negativamente la pressione, ma ne trae stimolo. Pur essendo giovane ha la mentalità di un veterano, anche a seguito delle difficoltà che ha dovuto superare. Lo scorso anno, ad esempio, quando ha lottato testa a testa con un talento come Toprak, non ha mai commesso un errore. La pressione non lo limita, anzi a volte lo esalta, e se lo fai incazzare tira fuori il meglio di sé”.
E Lecuona è un’altra scommessa vinta
“Anche Lecuona quando è venuto da noi ci ha impressionato sotto molti punti vista. Per fare il contratto con lui ci abbiamo messo dieci minuti, perché lui voleva una cosa sola: entrare a far parte della nostra squadra”.
Perché hai scelto lui?
“Io sono un pignolo sotto questo punto di vista. Di ogni pilota io vado a guardare lo storico, i tempi in gara e in prova e analizzo molte delle loro gare. Iker ha iniziato nel supermotard, dopo di che è stato gettato in Moto2 senza alcuna esperienza e poi è andato ancora giovanissimo in MotoGP: Quando era in KTM con Oliveira, Zarco e Petrucci molte volte è stato lui il più veloce dei quattro. Questo significa avere del talento e lo ha confermato anche in Superbike con la Honda. Purtroppo è stato rallentato da alcuni infortuni, ma il suo talento non si discute, così come la sua ambizione perché anche adesso, che ha davanti un fenomeno come Bulega, quando arriva secondo è incazzato e cerca sempre di migliorarsi”.
Avete puntato su Bulega e Lecuona, due piloti giovani e proprio per questo pensavo che per sostituire Nicolò avreste scelto Alberto Surra.
“Non ti eri sbagliato di tanto. Innanzitutto Alberto sta facendo una bellissima stagione e si sta migliorando costantemente, per questi motivi è uno dei piloti che teniamo d’occhio e che fa parte della cerchia di piloti Ducati. Al momento della nostra scelta abbiamo deciso che per lui, per la sua maturazione, sarebbe stato meglio trascorrere un'altra stagione in una struttura privata. Riteniamo abbia un ampio margine di crescita ed un grande talento, ma non sapevamo, essendo ancora così giovane, come avrebbe potuto reagire alla pressione di una squadra ufficiale”.
E perché avete scelto proprio Morbidelli?
“Franco è un pilota velocissimo. Dopo aver iniziato in questo paddock ed aver vinto la Stock 600 è andato in Moto2 ed ha vinto anche quel titolo. In MotoGP è stato il miglior rookie e vicecampione del mondo nel 2020. In seguito ha avuto dei momenti critici, ma sono andato a vedermi tutti i suoi tempi in gara e in prova di quest’anno, ed in alcuni casi è stato a uno o due decimi da Marc Marquez. Infine non dobbiamo scordare che lo scorso anno, ad un certo punto della stagione, era quarto in classifica. Un pilota così vuol dire che ha la velocità per fare bene dappertutto. Inoltre come sai lui viene dalle Michelin, che sono le gomme che anche noi utilizzeremo il prossimo anno. Grazie alla sua esperienza potrà darci una grossa mano con le gomme. Ultimo, ma non ultimo è italiano. Sia chiaro che per me il passaporto è il cronometro, ma avere un italiano in squadra mi fa sempre piacere”.
Quindi tu ci credi
“Sono sicuro al 100% che, messo in condizioni di esprimersi, lui abbia il potenziale per poter vincere e per fare una grande stagione”.
Pensi che entrerà in SBK con la mentalità giusta?
“Quando ha saputo che non sarebbe rimasto in GP è rimasto deluso, come è normale che sia. Poi però quando ha metabolizzato ha compreso che l’unica strada per continuare a fare quello che desidera, cioè correre in moto, passa dalla Superbike allora ha tramutato la delusione in forza perché ha capito che qui gli si apre la possibilità di una nuova carriera, nuovi obiettivi e nuovi stimoli ed ora è motivatissimo. Da parte nostra cercheremo di dargli tutto il supporto possibile”.
Vi siete parlati? Come ti è sembrato?
“Certo, ci siamo incontrati ed abbiamo parlato. Non lo conosco ancora bene, ma Franco mi è sembrato un ragazzo un po introverso e riservato, ma a livello umano è una brava persona, gentile e disponibile. Con lui cercheremo di fare al meglio il nostro lavoro e di metterlo a proprio agio nel team e sulla moto e poi vedremo cosa succederà”.
Cosa ne pensi delle nuove regole? Benzina unica e possibile riduzione dei giri motori, sembrano fatte apposta per limitare Ducati. Sei preoccupato?
“Si, sono preoccupato. Capisco che ci voglia dell’equilibrio in campionato, però la mentalità di Ducati è quella di progettare ed offrire la miglior moto possibile sul mercato. Ducati investe tante energie e risorse sulla tecnologia e accettare questi continui limiti diventa difficile. Noi lavoriamo per migliorare costantemente i nostri prodotti, ma a causa di queste limitazioni siamo invece obbligati a spendere risorse ed energie per adattarci a continue nuove regole che ci limitano. Ci vorremmo impegnare per migliorarci e non per limitarci. Anche perché questo è contrario alla nostra mentalità. So che altre aziende hanno mentalità diverse, ma la nostra è questa”.
Qualcuno sta investendo nel racing e nelle performance delle loro moto, altre aziende non lo fanno
“Per fortuna si. Bimota, BMW e anche Honda si stanno impegnando molto e stanno facendo un grande lavoro. Però il fulcro del discorso è questo: se in questo campionato le moto migliori sono messe nelle condizioni di vincere allora siamo interessati a partecipare. In caso contrario riteniamo non abbia senso proseguire”.
Ritieni che anche Dorna si stia impegnando nella gestione del campionato?
“Assolutamente sì. Il compito di Gregorio Lavilla è molto difficile, perché deve mediare tra i diversi interessi delle case e pur non essendo per niente facile sta facendo del suo meglio, e io questo lo apprezzo”.