Truffa bollo auto e moto: il finto sito ACI che ruba i dati della carta

Truffa bollo auto e moto: il finto sito ACI che ruba i dati della carta
Il CERT-AGID lancia l'allarme su una campagna di phishing che imita grafica e loghi dell'Automobile Club d'Italia. La vittima viene guidata passo dopo passo fino alla consegna dei dati bancari, sfruttando l'urgenza di una presunta sanzione. Individuati due domini falsi, già segnalati per la rimozione
25 settembre 2026

Una nuova truffa online sta colpendo gli i motociclisti e gli automobilisti italiani sfruttando uno degli adempimenti più temuti: il pagamento del bollo. A lanciare l'allerta è stato il CERT-AGID, l'agenzia nazionale per la cybersicurezza, che il 23 settembre ha individuato e segnalato una campagna di phishing costruita utilizzando indebitamente nome, logo e grafica dell'ACI. Il meccanismo è semplice quanto efficace: convincere la vittima di avere una morosità da saldare e accompagnarla, con la scusa di una verifica, fino al furto dei dati della carta di credito.

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Come funziona il raggiro

Tutto parte da un messaggio che segnala un presunto bollo annuale non pagato entro la scadenza. Per aumentare la pressione psicologica, vengono elencate conseguenze pesanti: sanzioni, maggiorazioni, fermo amministrativo e limitazioni alla circolazione. È una tecnica collaudata nel mondo del phishing: creare un senso di urgenza che spinga la vittima a completare la procedura senza fermarsi a controllare.

Chi clicca sul link finisce su un portale che riproduce fedelmente l'aspetto dei servizi ACI, ma che con l'ente non ha nulla a che fare. Il CERT-AGID ha identificato due domini incriminati, acitalia.info e acitalia.click, entrambi estranei ai canali istituzionali ufficiali.

Targa, codice fiscale e poi i dati della carta

La trappola si sviluppa in più fasi. Nella prima schermata viene richiesto l'inserimento di codice fiscale e targa del veicolo, con la scusa di una verifica della posizione relativa al bollo. Superato questo passaggio, il sito raccoglie ulteriori informazioni personali: nome, cognome, email, numero di telefono e indirizzo completo di residenza.

È l'ultimo step quello decisivo. Sullo schermo compare una sanzione da pagare di appena 15,87 euro: una cifra volutamente bassa, calcolata per non insospettire chi la trova. Per saldarla, alla vittima vengono chiesti intestatario, numero della carta, data di scadenza e codice CVV. A quel punto, i criminali hanno tutto ciò che serve per tentare operazioni fraudolente sul conto della vittima. Il CERT-AGID ha già richiesto la dismissione dei due domini e condiviso gli indicatori della campagna con le organizzazioni accreditate al monitoraggio.

I segnali per riconoscere il falso sito ACI

La qualità grafica non è più un indicatore affidabile: le campagne di phishing più recenti riescono a riprodurre con grande precisione loghi, colori e struttura dei portali ufficiali. Il primo controllo da fare, prima di inserire qualsiasi dato, riguarda l'indirizzo del sito: nel caso individuato dal CERT-AGID è proprio il dominio a tradire l'inganno.

Un altro campanello d'allarme riguarda l'autenticazione. Il servizio ufficiale ACI per il pagamento del bollo richiede l'accesso tramite i sistemi di identità digitale della Pubblica Amministrazione, come SPID o CIE. Se una pagina raggiunta tramite un messaggio non richiesto chiede dati personali o bancari senza passare da questo step, è un segnale da non ignorare.

Cosa fare in caso di messaggio sospetto

La regola d'oro resta una sola: non agire sull'onda dell'urgenza. Se arriva un SMS, un'email o qualsiasi altra comunicazione che segnala un bollo arretrato, la cosa migliore è chiudere il link ricevuto e verificare autonomamente la propria posizione attraverso i canali ufficiali. ACI mette a disposizione strumenti online per controllare importi, scadenze e pagamenti già effettuati, oltre a un servizio di assistenza dedicato proprio a chi riceve avvisi di pagamento sospetti.

Il contesto, del resto, conferma quanto il fenomeno sia tutt'altro che marginale: solo nella settimana tra il 12 e il 18 settembre, il CERT-AGID ha rilevato 191 campagne malevole, delle quali 158 rivolte specificamente a obiettivi italiani.

Il vero pericolo di questa truffa sta proprio nella sua normalità apparente: una tassa che ogni possessore di veicolo conosce, una sanzione minima e un sito graficamente credibile. Bastano pochi minuti di attenzione, e un controllo sull'indirizzo del sito, per evitare che un falso bollo da 15,87 euro si trasformi in un danno economico ben più serio.

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