Bollo auto e moto, Tajani rilancia l'ipotesi abolizione: "Convinto che ce la faremo"

Bollo auto e moto, Tajani rilancia l'ipotesi abolizione: "Convinto che ce la faremo"
Il vicepremier ha annunciato l'intenzione di ridurre le tasse legate al possesso dei veicoli, ma la misura dovrà fare i conti con un gettito regionale da 7,48 miliardi di euro l'anno
29 luglio 2026

Per motociclisti e automobilisti italiani, il bollo resta una delle voci di spesa più indigeste dell'intero pacchetto fiscale legato ai veicoli. E proprio su questo fronte torna a intervenire Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, che in un video diffuso sui propri canali social ha rilanciato l'idea di abolire, o quantomeno ridurre, la tassa di possesso su auto e moto.

Il messaggio del leader di Forza Italia è diretto: meno pressione fiscale su più fronti. Nel video il vicepremier parla di un pacchetto di misure allo studio, che includerebbe il taglio delle tasse sulle tredicesime, la discesa dell'aliquota Irpef dal 35 al 33% per chi dichiara fino a 60mila euro e, appunto, l'intervento sul bollo. "Ci riusciremo? Io sono convinto di sì", ha dichiarato, aggiungendo che parte della copertura finanziaria potrebbe arrivare da capitali privati coinvolti nei grandi progetti infrastrutturali pubblici.

Va detto che non si tratta di una novità assoluta nel panorama politico italiano: l'idea di cancellare il bollo è una proposta che riemerge periodicamente da almeno due decenni, con precedenti annunci mai concretizzati sia dal centrodestra sia dal centrosinistra. Il motivo per cui, finora, nessuno ci è mai realmente riuscito ha una spiegazione precisa: si tratta di un tributo che finisce direttamente nelle casse regionali, non in quelle dello Stato, per un valore complessivo stimato in circa 7,5 miliardi di euro ogni anno. Una somma che pesa per quasi un decimo dell'intero carico fiscale collegato al possesso e all'utilizzo dei veicoli in Italia.

Cancellarla dall'oggi al domani significherebbe quindi trovare un modo per compensare le Regioni, che su questo gettito costruiscono parte della programmazione dei propri bilanci, sanità compresa. Le strade più semplici, come un ritocco delle accise sui carburanti o dell'IVA, rischierebbero però di scaricare il conto su altri capitoli di spesa dei cittadini, vanificando in parte il beneficio promesso. Per ora, quindi, quella di Tajani resta un'apertura politica in salsa di “campagna elettorale”, se e come si tradurrà in un provvedimento concreto è tutto da vedere.

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