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Addio alla classica catena e al cambio tradizionale, la MUL.E sfrutta una trazione integrale 2x2 azionata da due motori elettrici completamente indipendenti, uno posizionato nel mozzo anteriore e uno in quello posteriore. Questo schema garantisce due vantaggi: motricità totale (Arrampica e supera tratti di fango profondo o terreni sconnessi con una facilità disarmante), ridondanza vitale (in uno scenario bellico la meccanica è soggetta a danni continui se uno dei due motori viene compromesso da una scheggia o un guasto, l'altro rimane operativo per riportare il pilota alla base).
La propulsione elettrica non offre soltanto uno spunto immediato, ma garantisce un'impronta acustica e termica ridotta al minimo (fondamentale per non farsi individuare dai droni con visore termico). Ma il vero colpo di genio degli progettisti sta nel calcolo della massa e nell'impronta a terra.
Grazie alla distribuzione del peso e alle ruote a sezione maggiorata, la MUL.E esercita sul terreno una pressione superficiale bassissima, del tutto paragonabile a quella dello scarpone di un fante.
Il risultato pratico? La moto è in grado di transitare sopra la maggior parte delle mine anticarro e antiveicolo senza applicare la pressione necessaria a innescare il detonatore. Un dettaglio che al fronte fa la differenza tra la vita e la morte.
Di base, il pacco batterie della MUL.E garantisce un'autonomia dichiarata attorno ai 100 chilometri. Tuttavia, per evitare che i soldati rimangano bloccati in mezzo al nulla con la batteria scarica, i progettisti hanno integrato sul telaio un generatore a benzina estraibile.
Questo range extender svolge un doppio ruolo:
Ricarica gli accumulatori mentre la moto è in marcia, estendendone il raggio d'azione.
Può essere smontato in pochi secondi per trasformarsi in un generatore autonomo da campo, utile per alimentare apparecchiature mediche, stazioni radio o ricaricare i droni FPV nelle postazioni avanzate.
Progettata a stretto contatto con i reparti che vivono la prima linea, la MUL.E è stata strutturata per svolgere il lavoro sporco: trasportare soldati con equipaggiamento affardellato, trainare rimorchi leggeri carichi di munizioni e infilarsi nei passaggi più stretti tra boschi e trincee per l'evacuazione rapida dei feriti (MEDEVAC). Noi l'abbiamo immaginata così come sopra!
In un'epoca in cui siamo abituati a misurare la bontà di una moto in base al tempo sul giro o alla scheda tecnica da urlo, la MUL.E ci ricorda l'essenza più pura e ancestrale delle due ruote: un mezzo essenziale e inarrestabile, capace di arrivare dove tutti gli altri devono arrendersi.