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Misano Adriatico - Jorge Martín è una persona che si fa domande che non hanno niente a che fare con le moto, è curioso della vita, dell'esistenza.
Esplora la sua mente e la storia, si è chiesto 'perché Gesù è così importante per il mondo? E chi era davvero?', ed è andato a cercare le risposte nella Bibbia che ora, dice lui, legge regolarmente.
Domenica Martín ha finito 5° la gara, ma è stato anche primo, poi la sindrome compartimentale, ha spiegato dopo, gli ha fatto perdere diverse posizioni: ha fatto il massimo, 11 punti. Ora è secondo nel mondiale, seppur a pari punti con Marc Márquez.
Ho una domanda sulle tue origini: chi sono gli Almogávares?
"Almogávares (ripete il nome perché io ho sbagliato l'accento, ndr), sì. Dal mio cognome, Almoguera. Erano delle famiglie, come una tribù di mercenari che all'epoca degli arabi andavano a uccidere nei paesi, ma venivano pagati. Mercenari"
Quindi i tuoi antenati sono guerrieri?
"Sì, sono guerrieri. Esatto"
La mia fidanzata, che è tua tifosa, ha detto che per te è molto importante tuo nonno. È vero?
"È vero"
Perché?
"Perché è morto un po' di anni fa e per me era come... era il patriarca della nostra famiglia, quella persona importante, grande, alta, in forma, che dettava un po' le regole della famiglia. Per questo ha avuto molto impatto su di me quando ero piccolo, e poi quando è morto ovviamente è stato veramente difficile. Ma sento che mi dà molta forza nelle gare, e se c'è un momento difficile penso a lui e mi dà forza"
Una frase che dici spesso, e che altri piloti non dicono mai, è "non posso controllare quello che pensano gli altri". Da dove arriva questa cosa?
"Da un po' di tempo ho iniziato a controllare quello che posso controllare: quello che posso mangiare, quanto posso dormire, e non controllo quello che non è nelle mie mani. Una delle cose che non posso controllare, ovviamente, è quello che dice la gente, oppure la gomma che userà Bez domenica, per fare un esempio. Le cose che non posso controllare non le penso nemmeno. Trovo che stare concentrato su quello che posso controllare mi aiuti a fare le cose meglio"
"Quando ho perso il mondiale nel 2023, non l'ho perso, ma ho fatto secondo, lì ho sentito che non volevo più andare in moto. Non sapevo perché..."
In un'intervista con Gino Borsoi gli ho detto che secondo me nel 2024 sei stato molto bravo da questo punto di vista, perché eri molto bravo a non prenderti la pressione, mentre invece Bagnaia se la prendeva, diceva "qui posso vincere". Tu dicevi "non posso controllare...", e questa cosa penso venga anche dal lavoro che facevi con lo psicologo. È vero che fu Borsoi a consigliarti di prenderlo e tu all'inizio non volevi?
"Ne avevamo parlato. Anche il team voleva che ne prendessi uno, ed è vero che io non volevo. Ma quando ho perso il mondiale nel 2023, non l'ho perso (si corregge, ndr), ma ho fatto secondo, lì ho sentito che non volevo più andare in moto. Non sapevo perché. Ovviamente mi sono preso un po' di vacanze, poi è arrivato gennaio, febbraio, era ora di tornare in moto e dicevo "non voglio andare in moto, com'è possibile?". Poi ho parlato con qualcuno e alla fine era paura, paura di perdere. Allora abbiamo iniziato a lavorare, e sicuramente sono stato anch'io aperto verso quel tipo di lavoro mentale"
Sempre Borsoi mi ha detto che nel 2024 ti diceva "tu sei fortissimo, ma devi correre all'85%, perché se corri al 100% rischi di cadere" (potete vedere il momento esatto nel video sotto, ndr), e tu dicevi "non è possibile", è andata così?
"Sì, è vero, non è che vado all'85%, vado sempre al 100%. Però è vero che bisogna correre in una maniera un po' più intelligente, sapendo quando usare quel 100%. A volte l'85% di un weekend è tirare fuori il 100%, perché se vai a fuoco e poi cadi, alla fine è un disastro. È meglio a volte fare un passettino indietro, finire, almeno per me è andata bene così. Forse per altri piloti non funziona così, ma per me funziona così"
Ed è la strategia che userai anche quest'anno?
"Alla fine provo a tirare fuori il massimo di un weekend, con la priorità di finire, perché penso che cadere prima di tutto non ti fa prendere punti, e poi perdi fiducia, o almeno io perdo fiducia per la gara seguente. Per me è meglio finire le gare, costruire quella fiducia, costruire quel feeling, e questo serve per finire le gare"
"Mi chiedevo perché Gesù ha avuto così tanto impatto sulla nostra vita, perché il nostro calendario, perché tutto. Allora ho iniziato a leggere..."
Qual è per te il contrario della parola paura, miedo?
"Non lo so, perché è difficile: potresti dire "valentia", coraggio, ma in verità avere paura e saperlo è anche un coraggio, è conoscersi. Però è difficile dire un contrario, e per me la paura sta dentro tutti, è parte di noi"
Potrebbe essere, allora, un po' come hai detto tu, il contrario di paura è conoscersi?
"Sì, conoscersi, ma non è un contrario, è quasi la stessa cosa. Alla fine penso che tutti abbiamo paura. A volte si pensa che noi piloti, giovani con successo, non abbiamo paura, ma per me è il contrario: abbiamo tante paure. Sicuramente non se ne parla tanto, ma per me è molto importante conoscerle e accettarle, perché l'unico modo per far sparire una paura è accettarla. Penso che faccia parte della vita"
Se tu dovessi parlare non con me, ma con un altro pilota, e gli dovessi dire com'è questa Aprilia 2026, come la descriveresti? Un po' tecnico...
"Per me è una moto incredibile, la più bilanciata che abbia mai provato. Altre moto magari hanno più grip dietro, altre magari hanno un avantreno migliore, però alla fine, come bilanciamento della moto, puoi entrare forte, girare forte, aprire il gas, fa tutto bene. È una moto incredibile. Ovviamente ci sono giorni in cui non è così, dove soffri, ma in generale il bilanciamento è quello di una moto incredibile"
Hai guidato anche un'altra moto strepitosa per tutti, la GP24. Anche quella era molto bilanciata, o era più spostata sulla prestazione?
"Era una moto sicuramente molto diversa da utilizzare. Forse una moto un po' più stabile, diciamo, però aveva punti molto più forti rispetto alle altre, come l'uscita di curva o la staccata da dritto, altri punti positivi"
Ho visto un'altra cosa, sempre personale, che hai detto: che hai sentito il bisogno di incontrare Gesù e stai leggendo la Bibbia. Mi puoi parlare di questa... boh, vocazione?
"No, non è stata una vocazione tipo "adesso mi faccio prete", ovviamente. Però da un po' di tempo volevo leggere la Bibbia, mi piace molto la storia in generale, un po' di Roma, di Grecia, quello che è successo nel passato. E poi mi chiedevo perché Gesù ha avuto così tanto impatto sulla nostra vita, perché il nostro calendario, perché tutto. Allora ho iniziato a leggere e mi ha colpito veramente tanto. Sento che è una forma - tipo pregare tutti i giorni - in cui posso non chiedere, ma ringraziare per tutto quello che mi succede, e un po' parlare, visualizzare cosa voglio per la mia gente, per il mio intorno. Penso che alla fine siano tutte cose positive che mi possono aiutare"
"Anche io, come Marc, sul lato destro faccio più fatica a dormire"
"Sicuramente i piloti italiani hanno qualche segreto più di noi, perché onestamente se non mi alleno non riesco a finire le gare, e tante volte guardo loro e dico "ma com'è possibile che facciano le gare così?"
Tu potresti essere il primo pilota ad aver vinto un mondiale MotoGP con un team satellite, e potresti essere il primo a vincerlo con Aprilia. Non ti sembra che il titolo del 2024 sia un po' sottostimato? E ora potresti dire "non posso controllare quello che dicono gli altri"...
"Non lo so, alla fine non lo penso. Penso che abbiamo fatto veramente la storia, è stato bellissimo. E poi il fatto che me lo stai chiedendo vuol dire che forse tu pensi che sia sottostimato?"
No, io penso che si parli davvero troppo poco dell'impatto che ha avuto quel mondiale, di tu che l'hai vinto così...
"In generale si parla troppo poco di me, ma va bene così. Io alla fine ho le idee molto chiare su di me, e anche adesso che forse danno altri piloti molto più favoriti di me, va bene così. L'importante per me è portare a casa, a fine anno, quello che posso, e fare il meglio possibile"
Cosa ne pensi della foto che ha postato Marc della sua situazione alla spalla, al braccio?
"Sì, l'ho vista. Penso che purtroppo questo sport sia così. Siamo tutti... io sono uno che sono simile, e ognuno ha la sua storia, ognuno ha le sue cadute. Purtroppo siamo tutti spaccati"
Ma tu riesci a dormire su tutte e due le parti?
"No, devo cambiare ogni tanto. Sul lato destro faccio più fatica a dormire. Per noi questo è normale, ma è incredibile che non si riesca a dormire comodi su un lato. Adesso piano piano sto iniziando a dormire anche sul lato destro, a volte"
Assurdo. Dicono che tu sia molto impulsivo di carattere. Però uno che è impulsivo, come fa a fare 16 volte il secondo posto come nel 2024, o ad accontentarsi di fare due volte quinto come ad Aragón? Insomma, mi sembra un lavoro importante e anche una grande qualità...
"Sì, sono impulsivo, ma non sono... come si dice... tonto. Sono impulsivo, ma non sono scemo, e so cosa è meglio per me. Ovviamente a volte puoi cadere o no, ma ho molto chiaro i rischi che voglio prendere, ed è una cosa che ho imparato soprattutto dagli infortuni. A volte devi prendere un rischio per vincere, ma se è più vicino il cadere che il vincere, allora forse mi accontento. E questo alla fine mi porta anche a grandi risultati nei campionati. Il modo in cui voglio correre è questo: se sento di avere la possibilità di fare meglio, farò sempre meglio. Se posso fare secondo invece che terzo, farò secondo. Se posso fare quarto invece che quinto, farò quarto. Ma se per fare terzo devo cadere, allora mi accontento"
C'è una cosa che mi colpisce molto fisicamente della vostra preparazione: tu e i piloti spagnoli, lo diceva anche Bagnaia, siete più allenati, più grossi fisicamente. Quelli italiani invece sono più magri, più secchi, perché?
"Sicuramente loro sanno qualche segreto più di noi, perché onestamente se non mi alleno non riesco a finire le gare, e tante volte guardo loro e dico "ma com'è possibile che facciano le gare così?". Sicuramente imparano a guidare da piccoli in una maniera un po' meno fisica. Noi siamo molto più... sembra che abbiamo più grinta, o dobbiamo allenarci fisicamente come matti, e alla fine sono tutti e due forti. Ma sì, sembra strano anche a me, onestamente"
"Fabiano e Massimo mi stanno aiutando molto a tornare a essere il Martín del 2024"
Ti aspettavi che Márquez facesse così tanta differenza su Bagnaia in questi due anni?
"Ovviamente no. Pecco per me è fortissimo. Non so cosa succeda dentro, questo bisogna chiederlo a lui, ma alla fine può capitare che ci siano momenti brutti. Però alla fine uno ce l'ha dentro, e sono sicuro che Pecco riuscirà a tornare dove merita, perché per me è uno dei più forti della griglia"
Yamaha ha preso due grandissimi piloti. Hai paura che la moto non sia all'altezza? C'è questo timore?
"In Spagna si dice "sarna con gusto no pica" (si potrebbe tradurre con: una cosa scelta non pesa farla, ndr). Sarà un progetto futuro, adesso ho una grande opportunità qui, voglio finire bene. Però quando hai un'illusione, tiri fuori tutto quello che serve, e sono sicuro che andrà bene"
L'ultima: io ho ipotizzato che in futuro tu e Aprilia potreste scoprire che eravate fatti l'uno per l'altro, e magari ritrovarvi più avanti.
"Nella vita non ti puoi mai chiudere le porte. Per fortuna il rapporto che abbiamo è molto buono, penso che non si sappia mai nella vita, e io sono molto contento. Ovviamente auguro il meglio ad Aprilia, però stiamo andando troppo lontano con questo pensiero. Adesso abbiamo un'opportunità incredibile. Sarebbe un pensiero azzeccato solo se vorrà dire che quest'anno sarà finito nella migliore maniera possibile. Allora lavoreremo al massimo, e sono molto contento di come stiamo lavorando con Fabiano e con Massimo (Sterlacchini e Rivola, ndr), della visione che abbiamo per fine stagione. Penso che mi stiano aiutando molto a tornare a essere il Martín del 2024"
E poi ieri Borsoi mi ha detto: guarda che ora arrivano le piste che piacciono a Martín...
"Spero, spero che mi piacciano queste piste come in passato. Speriamo"