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Sono le 23,17 di lunedì 14 settembre. Nel viaggio di ritorno da Misano a casa stamani (circa 3 ore), ho pensato alle "non pagelle", a come iniziare a scriverle, da cosa, mi sono venute in mente almeno 2-3 frasi che ho considerato buone. E ora non le ricordo più!
Ho pensato anche alle tante offese ricevute (pubblicamente e in privato su tutti i social) per una domanda che ho fatto a Márquez sabato pomeriggio, cioè se è curioso di leggere cosa scriverà Valentino di lui nel suo libro. Voglio dire brevemente due o tre cose:
- a chi mi ha scritto, più o meno aggressivamente "tra tante domande che si possono fare proprio quella": per fortuna, grazie a Moto.it, ho la possibilità di fare diverse domande a Márquez, il fuoriclasse più grande di oggi e uno dei più grandi di sempre, per molti il migliore. Per me è un onore e un immenso piacere ritrovarmelo davanti ad ascoltare cosa gli chiedo (in questa intervista esclusiva abbiamo parlato per 15 minuti, con molte domande, alcune più tecniche altre più personali). Lui è sempre, sempre, disponibile e professionale.
Quella domanda lì (qui sotto il video di MotoGP.com in cui manca una parte della storia, che invece racconto qui) per me era importante perché do per scontato che a MM interessi cosa dice il suo alter ego su di lui. Come se il vostro ex migliore amico, o la vostra ex moglie o fidanzata scrivessere un libro parlando di voi, non vorreste saperlo? Figuriamoci a lui che quella storia l'ha vissuta. Ad ogni modo ero curioso, io, di sentire la sua risposta, che è stata "lo leggerò quando mi ritirerò, perché no?". Anche se a ben vedere ne parleremo giocoforza tutti prima degli ultimi due GP, visto che il libro di Rossi esce il 10 novembre.
Con quella domanda non ho offeso nessuno, potevo farne altre, certo e ne ho fatte in questi giorni. Per esempio ieri ho chiesto a MM cosa ne pensasse delle parole di Domenicali a Sky ("Marc ha ingegnerizzato la caduta", per me sintesi geniale, ndr). Gli ho chiesto cosa ne pensasse e come affronta ora i weekend che non può più cadere alla ricerca del limite. Avevo lo stesso livello di curiosità dell'altra domanda sul libro di Rossi, che ci crediate o no. Solo che, ecco, quest'ultima domanda non divide il mondo in due fazioni e allora non diventa un reel virale.
Ora basta, ora le non pagelle. Non chiamatele pagelle (foto di apertura, mia: Marco Bezzecchi, il giornalista spagnolo Emilio Perez da Rosa e Marc Márquez, nel venerdì di Misano)
Marc Márquez voto 30 e lode: non è sceso sotto l'1.30 e ha ammesso che per lui sarebbe stato impossibile, eppure è da 30 e lode, come all'università. Per il resto tutto perfetto, 37 punti su una pista che non era delle sue, ma al contempo era una su cui ha vinto molto e si è sempre difeso alla grande.
Peraltro Misano è una delle tre piste dove ha vinto con l'osso ruotato di 33°, nel 2021 (le altre due sono Texas e Sachsenring. A Misano nel 2021 vinse dopo la caduta di Bagnaia, che era in testa, ndr).
È anche tornato in vetta al mondiale, seppur a pari punti con Martín (ma MM ha 5 vittorie e JM 1).
Marco Bezzecchi voto 29, o meglio 1.29! Velocità pazzesca, forse il più veloce del 2026, ma spesso non concretizza, se si fosse accontentato dei piazzamenti adesso sarebbe in testa al mondiale con margine. Ha 28 anni e come ho già detto è sicuramente uno dei piloti più forti della sua epoca. Questo però non vuol dire che vincerà il mondiale di MotoGP. Non ha mai vinto un mondiale, ci è andato vicino quattro volte nelle varie classi, finendo sempre terzo. Si può essere dei grandissimi piloti senza essere campioni. Ma si può anche cambiare, capire gli errori, migliorare e diventare campioni. Waiting for quel che succederà. È stato il primo uomo al mondo a scendere sotto l'1.30 a Misano con una MotoGP. E chissà fin quando lo rimarrà. Comunque il voto non è 29, che sarebbe quasi un 10. Il voto non c'è, si sa che Bez ha sbagliato in quel primo giro pazzesco di domenica: partenza mostruosamente perfetta, prime curve con linee strettissime, poi i settori 2-3 assurdi, quando è caduto aveva già 0.3-0.4 di vantaggio su Márquez: ha esagerato
Jorge Martín voto 7 (torniamo ai voti da 1 a 10): ha detto che la sindrome compartimentale al braccio destro, mai avuta prima, ha compromesso le possibilità di vittoria e di podio. Ad ogni modo viene via da Misano con 18 punti (7+11). Borsoi mi ha detto: "Occhio che ora arrivano le piste orientali che piacciono a Jorge". Siamo qua a vedere, non era mai successo, a quel che ho capito, che due piloti fossero a pari punti dopo 14 GP. Bello!
Loris Capirossi voto 10 e lode: nuova MotoGP Legend, state pronti che tra pochi giorni esce un'intervista esclusiva con Loris, VIDEO, fatta un mesetto fa durante il premio alla carriera che il Motoclub Massa ha consegnato a Loris
Álex Márquez voto 8: ragazzi, come sarebbe andato il suo mondiale se a Barcellona non gli si fosse piantata davanti la KTM di Acosta? Un vero peccato. Ora è velocissimo, fortissimo, tra i migliori 5 sicuramente
Il mistero di Bagnaia: è un giallo, sportivamente parlando. Ancora una volta sgombriamo il campo dalle cazzate: Ducati non ha interesse a boicottarlo, perché dovrebbe? Facendolo andare piano farebbe un danno anche a se stessa, perché la moto è la loro. Non esiste. Pecco non può andare piano per scelta, non ha senso.
La situazione si è solo ingarbugliata tra setup provati e cambiati, tentativi, fallimenti, errori, come un enorme gomitolo intrecciato in mille nodi.
E la testa di un pilota, mi hanno confermato praticamente tutti i piloti a cui l'ho chiesto, deve essere libera da pensieri (come GoFree), altrimenti le tensioni si riversano sul corpo, sulla guida, sulla prestazione. Bagnaia non sarà il miglior pilota di sempre, ma non è di certo uno da 15° o 20° posto o da tre zeri consecutivi, o da essere l'ultima Ducati tra le sei. Io non ho risposte, ma non le hanno neanche Ducati e Bagnaia. Quindi mettiamoci l'animo in pace: Adda passà 'a nuttata
Sfida Aprilia-Ducati voto 10: sei spagnoli ai primi sei posti a Misano. E gli italiani? Intanto ci sono le moto italiane che dominano. Tra i primi 10 piloti in classifica mondiale 9 guidano o un'Aprilia o una Ducati. Come ho detto lunedì in DopoGP: perché Aprilia e Ducati non investono il 2-3% del fatturato per far crescere piloti italiani? Sarebbe una storia bellissima! Nel frattempo Ducati ha sorpassato Aprilia in classifica costruttori: 412 punti a 410
Pedro Acosta voto 8: bravo bravo e bravo. 15° podio in MotoGP in tre anni, 5° quest'anno. Unica moto non italiana tra i primi 10 in classifica
Voto 10 alla livrea speciale di Gresini: in onore della Honda San Carlo di Marco Simoncelli, spettacolare
Voto 8 alla livrea speciale di Aprilia: amo le moto bianche, peccato fosse così simile alla Ducati Gresini. La t-shirt sullo stile della livrea, con gli sponsor cuciti sopra e non stampati invece è da 10. La livrea Aprilia richiamava la tuta bianca indossata da Gilles Villeneuve nel 1981 a Monaco