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Agosto è ormai alle spalle e, con le vacanze, finisce anche la tregua sulle novità: la stagione 2026, benché ancora in corso, è di fatto già archiviata, e gli occhi sono puntati su EICMA e su cosa arriverà il prossimo anno. Bando alle ciance: qui proviamo a fare un po' di ordine su ciò che si sa, su ciò che si è visto nelle foto spia e su ciò che si suppone possa arrivare. Lavoriamo di indizi, mezze confidenze, qualche depistaggio e, soprattutto, di una buona dose di fantasia. Procediamo in ordine alfabetico di marca, dalla A di Aprilia alla Y di Yamaha, distinguendo dove possibile tra ciò che è già stato confermato dalle case e ciò che resta, per ora, nel campo dell'indiscrezione. Non si tratta neppure lontanamente di un compendio completo di ciò che ci aspetta, ma di uno stuzzichino, un aperitivo. Perciò ritorneremo sicuramente sull'argomento con le indiscrezioni più aggiornate a mano a mano che ci avvicineremo a EICMA 2026.
Si parte dalla Casa di Noale e da un modello che in molti aspettavano già a lo scorso anno, noi compresi: la Tuareg 457. L'idea alla base è tanto semplice quanto sensata: prendere il bicilindrico parallelo da 457 cc che già equipaggia RS 457 e Tuono 457 e inserirlo in una ciclistica da adventure di accesso, in un segmento che si sta facendo sempre più affollato. Il motore, che sulla RS eroga 47,6 CV, verrebbe rimappato per privilegiare la coppia ai bassi regimi, mentre l'estetica potrebbe riprendere quella della sorella maggiore 660. Un prototipo esiste e lo abbiamo avvistato più di un anno fa, ma da allora non è arrivata alcuna conferma ufficiale, anzi.
Tra le ipotesi più affascinanti circola anche quella di una Tuareg in cilindrata 125, segmento sul quale Aprilia vanta una lunga tradizione, e di una crossover intermedia nella famiglia 660, a metà strada tra la Tuono e la Tuareg, con ruota anteriore da 17 o 19 pollici. Non manca infine il rumor di un possibile ritorno nel mondiale Superbike: dopo i risultati ottenuti in MotoGP, un allargamento della sfida con Ducati anche sulle derivate di serie non sarebbe una sorpresa, magari con l'occasione per introdurre aggiornamenti sostanziali sulla RSV4.
Dalla Casa di Monaco sembra ormai certo l'arrivo della M 1300 GS. Attenzione però, perché non si tratta della GS in chiave sportiva che la sigla M farebbe pensare, bensì di una variante a vocazione off-road ancora più marcata. Le foto spia hanno ripreso due muletti distinti. Il primo sarebbe la R 1300 GS in versione model year 2027: dalle parti visibili l'aggiornamento appare contenuto, non un salto generazionale, anche se spunta una tinta gialla chiara mai vista prima sulla GS o perlomeno che non si vedeva dalla 1100. Il secondo, quello con i richiami alla lettera M, sarebbe il terzo capitolo della famiglia accanto a GS e GS Adventure, con una ruota anteriore da 21 pollici. Sarebbe una prima assoluta per una GS "moderna" (la R 12 G/S non fa testo, essendo un revival con il boxer raffreddato ad aria e olio).
Un indizio interessante arriva dal listino colori 2027, già valido da agosto, in cui la GS non compare: segnale che l'aggiornamento arriverà subito dopo la pausa estiva di Monaco. Più difficile, invece, che l'operazione coincida con un aumento di cubatura: BMW ha sempre introdotto salti di questo tipo ogni cinque anni circa, e un incremento nel 2027 arriverebbe con largo anticipo sulla tabella di marcia. Non è escluso che sia la sola M 1300 GS a montare l'eventuale nuovo boxer da 1.350 cc, lasciando invariata la GS standard, ma sono solo ipotesi.
Le novità bavaresi non finirebbero qui: è stato avvistato anche un terzo prototipo riconducibile a una possibile F 650 GS, media adventure pensata per colmare lo spazio tra la F 450 GS e la famiglia F 800/900 GS. Se confermata, BMW arriverebbe a coprire con la gamma GS praticamente ogni fascia di cilindrata.
Invece è ormai certo il debutto della roadster R20.
Su Ducati le indiscrezioni sono meno supportate da foto spia concrete e vanno quindi lette più come scenari di prodotto plausibili che come certezze. Al centro delle ipotesi c'è il nuovo motore V2 da 890 cc, che potrebbe interessare due modelli in gamma: la Scrambler e un'eventuale Supersport di ritorno.
Sulla prima ipotesi c'è più di un dubbio in redazione: una moto che fa della tradizione il proprio biglietto da visita potrebbe "stonare" con l'unità più moderna della Casa. Più credibile invece l'ipotesi di una nuova Supersport: un modello che, pur senza un grande riscontro di pubblico negli ultimi anni, resta apprezzato da chi cerca una via di mezzo tra sportività e comodità, diversa dall'impostazione da viaggio della Multistrada V2.
Per il resto della gamma V4 ci si aspetta l'introduzione di ulteriori raffinatezze tecnologiche, e c'è chi si è spinto a ipotizzare una Multistrada V4 mild-hybrid, con un sistema di recupero dell'energia in frenata per ottimizzare i consumi. Al momento l'ipotesi appare prematura, ma in casa Ducati non sarebbe la prima volta che le sorprese arrivano prima del previsto.
Su Honda il quadro è già più definito per quel che riguarda due direzioni di sviluppo completamente diverse. La prima è quella dell'accessibilità e del gusto classico: in India è stata presentata l'evoluzione della 350, la CB500, con un nuovo monocilindrico da 501 cc raffreddato ad aria e olio, circa 28 CV e 43 Nm. Il modello è pensato per il mercato indiano, ma Honda ha depositato la denominazione GB500S anche in diversi mercati europei: visto il successo della GB350S, è lecito attendersi l'arrivo di una versione europea con lo stesso stile ma più coppia a disposizione.
La seconda direzione è quella della tecnologia pura, con la V3R 900 E-Compressor mostrata in concept a EICMA 2025: un motore V3 a 75° abbinato a un compressore a gestione elettronica, pensato per garantire risposta pronta ai bassi regimi senza rinunciare alle prestazioni agli alti. La cilindrata è di 900 cc, ma l'obiettivo prestazionale dichiarato da Honda è quello di un 1.200. Il progetto ha già fatto passi avanti concreti, dal solo motore mostrato due anni fa a una moto completa lo scorso anno, fino al sound già sentito in pubblico. Un ulteriore passo avanti a EICMA appare dunque probabile, anche se l'arrivo sul mercato nel 2027 resta tutto da verificare. Non stupirebbe se attorno a questa meccanica Honda stesse costruendo un'intera gamma, con una naked in stato avanzato di sviluppo e, al suo fianco, una crossover ancora in fase più prototipale.
Da Honda ci aspettiamo molto altro, ma queste due vie sono al momento quelle con più fondamento.
A fine luglio 2026, lungo le strade del Montenegro, due turisti in vacanza hanno fotografato per caso due muletti parzialmente coperti, sorprendendo una troupe Kawasaki impegnata nelle riprese di un video promozionale. Le immagini, girate alla nostra redazione, raccontano dell'inedita Versys 900, la crossover chiamata a colmare il vuoto tra la Versys 650 e la Versys 1100.
Il quattro cilindri in linea da 948 cc, già ampiamente collaudato sulla Z900, sarebbe adattato con interventi mirati alla vocazione più turistica della Versys, mentre la ciclistica, con cerchi in lega da 17 pollici, attingerebbe all'esperienza fatta con l'attuale Versys 1100. Vista la maturità del prototipo, è probabilmente una delle novità Kawasaki più concrete tra quelle in circolazione e potenzialmente una delle più importanti dell'intero salone di Milano, perché unisce il meglio dei due modelli più venduti della gamma Kawasaki.
KTM è in una fase di rilancio che riguarda più fronti contemporaneamente. Il primo porta un nome storico e impegnativo da portare: 990 Adventure, che andrebbe a sostituire l'attuale 890 con l'evoluzione del bicilindrico parallelo LC8c. Sulla naked 990 Duke eroga 123 CV, qui probabilmente sarà ricalibrato per privilegiare l'uso ai regimi medio-bassi. Sul piano estetico, le foto spia mostrano una linea più convenzionale rispetto alle forme spigolose dell'attuale 890, con un vago richiamo alla storica Adventure che negli anni Duemila correva le Dakar africane. Allora la linea che non convinse tutti, ma con gli anni è diventata iconica.
Il secondo fronte riguarda le cilindrate minori, con KTM al lavoro su una nuova naked bicilindrica, la 490 Duke, destinata a occupare lo spazio tra la 390 e la 790 Duke. Le prime foto spia mostrano un prototipo ancora lontano dalla veste definitiva, con componenti provvisori e cablaggi a vista, ma confermano che il progetto è in fase di sviluppo attivo. Sarebbe un modello importante per KTM in ottica globale, che si affiancherebbe a quello, sempre nella fascia 400-500 cc, della RC 490 sportiva di cui vi avevamo già parlato in passato. Nelle ultime ore, invece, KTM ha già anticipato a sorpresa la 690 Rally.
Si chiude un anno importante per Mandello del Lario, quello dell'inaugurazione del nuovo stabilimento, e la Casa dell'aquila avrebbe bisogno di attrarre nuovi motociclisti per consolidare questo passaggio. Sembra per questo praticamente certo l'arrivo di una roadster di media cilindrata che sfrutterebbe la meccanica Aprilia, ovvero il bicilindrico parallelo da 457 cc che oggi troviamo su RS 457, Tuono 457 e sulla possibile Tuareg 457 di cui abbiamo parlato in apertura. Alle indiscrezioni si affiancano già alcune foto spia. Sarebbe un cambiamento notevole per un marchio che dagli anni Settanta non propone uno schema motoristico diverso dal bicilindrico a V anche se, va detto, la storia di Moto Guzzi ha conosciuto più architetture motoristiche di quante si tenda a ricordare. I puristi dell'aquila potrebbero storcere il naso, ma non sarebbe a loro che questo modello si rivolgerebbe: l'obiettivo dichiarato sarebbe assicurarsi i futuri guzzisti, non accontentare quelli attuali, che nel resto della gamma trovano già ampia soddisfazione.
Nel listino delle ipotesi resta anche il ritorno di una cruiser in stile California o Nevada, un segmento rimasto scoperto dopo l'uscita di scena della V9 — moto tecnicamente valida ma probabilmente priva dell'immagine giusta per competere con le più accessibili americane di Mandello. Sembra invece essersi raffreddata l'ipotesi di una roadster su base V100, un progetto che si ricollegherebbe idealmente a modelli come Centauro e Griso ma che si scontra con un segmento di mercato tutt'altro che semplice.
Royal Enfield è attesa al debutto nella fascia di cilindrata più alta della sua storia. Il progetto più noto è la Himalayan 750, già anticipata lo scorso anno e ora vicina alla versione definitiva: monta un bicilindrico parallelo raffreddato ad aria e olio derivato dal collaudato 648 cc di Interceptor e Continental GT, ma profondamente rivisto per garantire più coppia ai bassi e medi regimi, con stime che parlano di circa 60 CV e non meno di 60 Nm. La ciclistica vista sui muletti aveva forcella upside-down regolabile, monoammortizzatore regolabile, doppio disco anteriore ed appare di un livello finora mai visto sotto il marchio indiano.
Sulla stessa base meccanica arriverebbe anche la Continental GT 750, la sportiva café racer del marchio: le immagini, arrivate direttamente dall'India, mostrano un propulsore visivamente molto simile a quello della Himalayan 750, montato su una ciclistica che ricalca nella sostanza quella della GT 650 attuale, ma con doppio disco anteriore e display TFT circolare, lo stesso già visto su Himalayan 450 e Guerrilla 450. Assieme a lei arriverebbe anche la nuova Interceptor 650, modello decisamente più gettonato. Risulta improbabile che al momento vengano aggiornate anche le altre 650 ovvero Bear, Super Meteor, Classic, Shotgun e Bullet. Non è escluso però che le nuove 750 aprano la strada a un innalzamento generalizzato di cubatura sull'intera gamma 650: un'ipotesi che, se confermata, ricalcherebbe un copione già visto altrove nel settore. Ci auguriamo che Royal Enfield non snaturi la propria identità inseguendo prestazioni e il marketing della performance.
Circolano poi almeno un paio di rumor più defilati. Nella gamma 450, dopo la Guerrilla con ruota anteriore da 17 pollici e la Himalayan con la sua 21, si è parlato a lungo ma con minore e sospetta insistenza nelle ultime settimane, di una terza via: la Scram 450, posizionata a metà strada con una ruota da 19 pollici, per un mix di attitudine off-road e agilità stradale. Il suo arrivo appare piuttosto probabile.
Sulla fascia 350, quella della piattaforma J che muove Classic, Meteor, Goan Classic e HNTR, si ipotizza inoltre una nuova variante in chiave anch'essa più scrambler. Al momento però non ci sono foto spia a supporto e rimane quindi una fantasia.
Resta infine sullo sfondo una domanda: con Honda che si muove sulla fascia dei 500 cc, potrebbe arrivare anche per Royal Enfield un motore di quella cilindrata? Si prospetta il ritorno della Classic 500?
Suzuki copre già quasi tutti i segmenti con una gamma rinfrescata piuttosto di recente, il che rende difficile ipotizzare un modello radicalmente nuovo. Ecco perché prende corpo l'ipotesi che la vera novità di Hamamatsu per il prossimo EICMA non sia un modello ma un'alimentazione: una meccanica ibrida che porterebbe finalmente a compimento diversi progetti già intravisti nei saloni giapponesi. Da tenere d'occhio anche il fronte cross, dove si vocifera dell'arrivo di un modello totalmente nuovo.
Le foto spia della Tiger 900 mostrano un prototipo con carter diversi rispetto all'attuale tre cilindri da 888 cc, scarico ridisegnato, forcellone più lungo e telaietto posteriore rivisto. Il dettaglio che salta però maggiormente all'occhio è la presenza di radar anteriore e posteriore. Restano confermati la ruota anteriore da 19 pollici e le pinze Brembo Stylema. Più che un semplice restyling, sembra profilarsi un'evoluzione profonda, al punto che si è già parlato di un possibile cambio di nome in Tiger 950, anche se non c'è ancora certezza sulla cilindrata definitiva.
Anche la Speed Twin 1200 sarebbe in piena evoluzione: le foto spia più recenti mostrano l'abbandono del classico telaio a doppia culla in acciaio in favore di una struttura senza culla inferiore, con il bicilindrico che diventa elemento stressato per una soluzione più sportiva e moderna. Cambia di conseguenza anche il retrotreno, con l'addio ai due ammortizzatori tradizionali a favore di un monoammortizzatore centrale con leveraggi. Il propulsore da 1.200 cc non dovrebbe invece subire grandi cambiamenti.
Come per gli altri marchi, anche per Triumph sono attese però altre novità. Potrebbe esserci già spazio per un restyling della Tiger 1200 e poi gira nell'aria un'altra fantasia suggestiva: e se ritornasse la Sprint?
Si chiude questa prima carrellata con quella che è una delle novità più attese: la Ténéré 900 a tre cilindri. Non si tratta più soltanto di un rumor da forum, perché Yamaha stessa ha diffuso un teaser ufficiale in vista di un annuncio fissato per il 2 novembre 2026 a Milano, alla vigilia dell'apertura di EICMA.
L'ipotesi più accreditata è che dietro il teaser ci sia il tre cilindri CP3 da 889 cc, lo stesso che equipaggia MT-09, Tracer 9 e YZF-R9, riadattato con mappature Ride-by-Wire più morbide per l'uso fuoristrada. Sulla ciclistica le ipotesi si dividono: da un lato una configurazione con ruota anteriore da 21 pollici e posteriore da 18, per non tradire la vocazione off-road della famiglia Ténéré; dall'altro un più stradale 19-17, per colmare il vuoto lasciato da una vera granturismo per lunghe distanze. Sarebbe comunque il ritorno di un'ammiraglia Adventure per Iwata dopo l'uscita di scena della XT1200Z Super Ténéré, anche se posizionata su un gradino di cilindrata più basso, e andrebbe a sfidare direttamente Triumph Tiger 900 (o 950), KTM 990 Adventure e Honda Africa Twin. Difficile invece immaginare, in questa fase, un aumento sostanziale di cubatura e soprattutto l'adozione di una trasmissione a cardano.
Potrebbe non essere l'unica novità della famiglia: da tempo si attende una risposta di Yamaha al segmento dual sport di cilindrata medio-bassa, e circola con insistenza l'ipotesi di una Ténéré 350. Alcuni rumor riportano infine un aggiornamento meccanico anche per l'attuale Ténéré 700, o perlomeno per alcune delle sue versioni.
Il quadro che emerge da questa prima carrellata è quello di un 2027 particolarmente ricco per il segmento delle adventure e delle crossover di media cilindrata, con almeno tre marchi (BMW, Kawasaki e Royal Enfield) pronti a colmare vuoti di gamma specifici, e con Yamaha che potrebbe riportare un motore a tre cilindri in un segmento che negli ultimi anni ha visto crescere solo bicilindrici. La prossima puntata tornerà su questi stessi modelli per verificare quali indiscrezioni avranno preso corpo e per raccontare le novità emerse nel frattempo, compresi i marchi cinesi, sui quali al momento è ancora difficile fare previsioni.