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Ci siamo anche con la "big" Himalayan. Uno delle novità di Royal Enfield che ha destato più curiosità qui in Europa è ormai in procinto di arrivare sulle nostre strade. L'esemplare di Himalayan 750 fotografato dai colleghi britannici di MCN nei pressi del centro tecnico inglese di Royal Enfield nel Leicestershire non è più un mulo di sviluppo mascherato da camuffature improbabili, ma una moto che monta cerchi in lega, gomme stradali e una strumentazione che ha tutta l'aria di essere quella definitiva. In altre parole: la Himalayan 750 ha smesso di nascondersi. E abbiamo abbastanza esperienza ormai dei lanci Royal Enfield per capire che quando si mostra così vuol dire che la data di uscita si sta approssimando.
Della bicilindrica di Chennai ne parliamo praticamente da inizio 2025, quando alcuni prototipi con motore Interceptor e telaio ridisegnato per l'uso adventure erano stati avvistati in India. Da lì la moto ha attraversato mesi di sviluppo intenso culminati nei test in quota condotti in prima persona dal CEO Govindarajan sui passi del Ladakh, un banco di prova che per Royal Enfield ha un significato quasi identitario prima ancora che tecnico. Nell'estate successiva erano già comparsi i primi cerchi in lega al posto dei raggi, segnale che il progetto stava convergendo verso una configurazione più stradale rispetto alle prime ipotesi.
A EICMA 2025 lo stesso Govindarajan aveva chiarito ai microfoni di MCN che il concept esposto a Milano andava considerato tale: un lavoro ancora in corso, da validare "dal punto di vista del cliente" prima di poterlo dichiarare pronto per la produzione. Parole che, guardando le ultime immagini, oggi suonano come una promessa mantenuta. Il countdown verso la versione acquistabile, insomma, si è drasticamente accorciato, e i piani annuali di Eicher Motors confermano l'arrivo della gamma 750, Himalayan compresa, come una delle priorità dell'anno per il gruppo indiano. Anche perché se le 350 fanno tanti volumi soprattutto in patria, la "serie grande" bicilindrica è quella di conquista per i mercati occidentali.
Il dato più interessante delle nuove immagini riguarda la configurazione delle ruote: cerchi in lega calzati con gomme stradali, una scelta che indirizza chiaramente l'esemplare fotografato verso un uso più touring che off-road. Questo conferma quanto si ipotizzava da tempo: la Himalayan 750 arriverà in almeno due allestimenti distinti.
Accanto alla variante più votata all'asfalto, infatti, è attesa una declinazione più enduro-oriented, con cerchi a raggi da 19" davanti e 17" dietro e gomme miste, capace di coprire l'altra metà del pubblico a cui Royal Enfield si rivolge storicamente quando parla di Himalayan. Le due versioni condivideranno con ogni probabilità tutto il resto, a partire dall'impostazione stilistica generale. Sull'esemplare catturato in Inghilterra mancano ancora paramani e attacchi per borse laterali, elementi che con tutta probabilità finiranno nel catalogo accessori piuttosto che nella dotazione di serie.
Finora la Himalayan ha rappresentato una famiglia a parte all'interno della gamma Royal Enfield. Sia la 411 sia la 452 hanno avuto una piattaforma tecnica specifica. Con l'introduzione della Himalayan bicilindrica le carte vengono mescolate. Il motore infatti è l'evoluzione del Twin da 650 cc che conosciamo bene e che equipaggia tutta la gamma dalla Interceptor in poi. Con la Himalayan però si è parlato sin da subito di 750. La cilindrata è infatti cresciuta alla ricerca di qualche cavallo e qualche Nm in più per competere nei mercati occidentali con le altre adventure tourer. Si parla perciò di circa 60 CV, non tantissimi in assoluto ma un bel po' di più dei 48 CV dell'attuale 650. Anche se la curiosità maggiore sarà per il dato relativo alla coppia che al momento non è trapelato.
Per accogliere il motore maggiorato, Royal Enfield ha sviluppato un nuovo telaio tubolare che utilizza il propulsore come elemento portante, oltre a un impianto di scarico completamente riprogettato per adattarsi agli ingombri del nuovo bicilindrico e per integrare la catalizzazione necessaria alla commercializzazione europea. Un lavoro di ingegneria che segna un salto generazionale rispetto alla gamma 650 attuale.
Sul fronte dell'equipaggiamento, l'esemplare fotografato mostra un acceleratore ride-by-wire, con comandi dedicati a modalità di guida e cruise control sul lato destro del manubrio: a prima vista non sembra una soluzione intuitiva da azionare, ma verificheremo con il modello di serie. Il resto della dotazione ricalca quanto ci si aspetta da un'ammiraglia Royal Enfield: quadro strumenti TFT mutuato dalla Himalayan 450, avviamento con chiave tradizionale, sella a doppia altezza, portapacchi posteriore, carter catena metallico e illuminazione Full-LED.
Le sospensioni vedono una forcella usd Showa all'anteriore e un monoammortizzatore centrale al posteriore. Ipotizziamo che solo questo sia regolabile nel precarico. L'impianto frenante affida la potenza d'arresto a un doppio disco anteriore con pinze Bybre e a un singolo disco al retrotreno. Nella configurazione touring, l'altezza sella contenuta e l'escursione delle sospensioni piuttosto misurata raccontano una moto pensata più per il viaggio su strada che per l'avventura estrema.
Tutti gli indizi convergono verso un'unica data: 5 novembre 2026, primo giorno di EICMA. Una moto pensata per il cliente occidentale non può chiedere un palcoscenico migliore. Sul fronte prezzi, possiamo fare solo delle ipotesi conoscendo il catalogo della Casa indiana. Immaginiamo che si inserirà visti i contenuti nella fascia più alta della gamma e quindi poco sopra quota settemila euro, un prezzo che sarebbe competitivo per il segmento. Ma, ribadiamo, non c'è nulla di ufficiale e sono solo nostre supposizioni.
(Fonte: MCN)