Honda V3R: le linee definitive

Honda V3R: le linee definitive
Sono trapelati i documenti di progettazione definitivi depositati da Tokyo, disegni CAD che ci svelano la moto in veste stradale, pronta per arrivare nei concessionari.
16 luglio 2026

Iniziamo dal cuore del progetto, perché la V3R è una moto costruita intorno al suo motore. E che motore, ragazzi!

  • La configurazione: Parliamo di un V3 a quattro tempi, una prima assoluta per una moto di serie (se escludiamo i vecchi mostri a due tempi da GP). La disposizione vede due cilindri rivolti in avanti e uno all'indietro, uno schema asimmetrico che richiama da vicino il leggendario motore V5 della RC211V con cui Valentino Rossi dominava in MotoGP.

  • La sovralimentazione intelligente: Ma qui c'è di più. Questo V3 è il primo ad adottare la tecnologia E-Compressor di Honda. Sopra la bancata anteriore è montato un compressore elettrico azionato da un motore brushless dedicato, alimentato da un pacco batterie agli ioni di litio (che si ricarica quando non chiedete il massimo del gas).

  • Zero ritardo, tanta spinta: Niente "turbo lag" o ritardi di risposta tipici dei vecchi turbo meccanici. Quando aprite la manopola destra, un sistema di valvole a solenoide decide se far respirare la moto normalmente o se deviare il flusso d'aria nel compressore. L'effetto? Secondo i tecnici Honda, la pressione d'aria extra aumenta la cilindrata effettiva di circa un terzo, regalando potenza e coppia paragonabili a quelle di una maxi da 1200 cc.

Il dettaglio asimmetrico: Avete presente il lato destro della carenatura che sporge vistosamente rispetto al sinistro? Non è un errore dei designer. Lì dentro è stivata l'intera presa d'aria e l'airbox del compressore. A sinistra, invece, c'è solo una piccola presa d'aria pensata per raffreddare la centralina principale della moto.

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I disegni CAD ci mostrano la moto finalmente spogliata delle pellicole mimetiche e arricchita di tutti quegli accessori noiosi, ma obbligatori, per poter circolare su strada.

La ciclistica è da leccarsi i baffi: forcella a steli rovesciati, pinze radiali Nissin all'anteriore e un bellissimo forcellone monobraccio che lascia completamente scoperta la ruota posteriore con cerchi in lega a razze parallele.

I designer giapponesi hanno dovuto fare i conti con il codice della strada, ma lo hanno fatto con stile:

  • Il portatarga posteriore è piuttosto lungo e si estende notevolmente all'indietro per rispettare le normative europee (che impongono che la carrozzeria superi la proiezione del pneumatico). Lì sopra sono montate le frecce a LED e il catarifrangente, mentre il faro principale rimane integrato nel codino.

  • Gli specchietti e le frecce anteriori sono elementi circolari molto puliti, mentre gli indicatori di direzione anteriori sono posizionati appena sopra due alette aerodinamiche rivolte verso il basso, posizionate ai lati del radiatore.

  • I freni "da corsa" con profilo a margherita e quelle asole di ventilazione così estreme e caratteristiche, che sul prototipo sembravano pezzi da esibizione, sono stati confermati per la produzione. Leggeri e cattivissimi.

Dai disegni è chiaro che Honda non utilizzerà il sistema E-clutch (la frizione automatica) su questa V3R, almeno non al debutto. Una scelta che noi puristi approviamo al 100%: una moto con un motore così unico e tecnologico merita di essere goduta con il classico "clac" del cambio e la gestione millimetrica della leva della frizione.

Davanti al pilota svetta lo stesso display TFT a colori visto sulla concept, mentre la totale assenza di un foro per la chiave di accensione ci conferma che la moto sarà dotata di sistema Keyless di serie.