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Alle 18.05 di lunedì 14 settembre, alle Curve Gemelle di viale Pietro e Maria Curie a Milano, è stata svelata "Le Pieghe", la grande opera di Nicola Samorì ispirata a Luca Salvadori. Nel giorno del secondo anniversario della sua scomparsa, la scultura è stata presentata alla presenza del papà Maurizio Salvadori, della famiglia, degli amici e di tutte le persone che hanno voluto bene a Luca e che negli anni hanno condiviso con lui una parte delle loro giornate.
La proposta di realizzare l’opera e di collocarla proprio alle Curve Gemelle è partita dal padre Maurizio, che ha poi donato la scultura al Comune di Milano. Da questa scelta è nato un progetto che unisce arte, memoria e territorio, affidato a Nicola Samorì, tra gli artisti contemporanei più apprezzati della scena attuale.
"Le Pieghe" nasce dal desiderio di trasformare il ricordo di Luca in un luogo capace di conservarne la presenza e, allo stesso tempo, di raccontare il suo legame con le moto e con le Curve Gemelle. A spiegarlo è Demetrio Paparoni, critico d’arte che ha seguito le fasi progettuali e realizzative dell’opera.
La scultura, spiega Paparoni, rappresenta un unicum nel percorso di Samorì, che per la prima volta dedica un lavoro a una persona dei nostri giorni. Non è quindi un monumento celebrativo tradizionale, ma un’opera costruita attraverso una serie di rimandi simbolici legati alla storia di Luca e al mondo della motocicletta.
La prima cosa che colpisce è la forma: l'opera si sviluppa verticalmente per 5 metri e 40 centimetri e richiama una grande "S", suggerita anche dalla forma delle due Curve Gemelle. Alla base c’è un tronco d’albero incurvato, alto oltre tre metri, sul quale si innalza una figura umana di circa un metro e ottanta, sospesa in una condizione di apparente equilibrio.
Anche il volto richiama direttamente Luca, ma non è però un ritratto realistico: Samorì ne riprende i tratti in maniera stilizzata, con la testa piegata all’indietro e rivolta verso il cielo. Il volto, percepibile frontalmente soprattutto guardando verso l’alto, contribuisce a dare alla figura una sensazione di velocità e di tensione verso l’esterno.
Per realizzare alcune parti della figura, come la testa e la tuta, Samorì ha infatti utilizzato componenti della Ducati Panigale V4S 1100 appartenuta a Luca, ritenendo importante che una delle sue motociclette entrasse materialmente a far parte dell’opera
Anche la base racconta il legame con le due ruote. La scultura poggia su due dischi sovrapposti in pietra lavica sul cui bordo è impressa l’impronta del battistrada della moto di Luca, mentre lungo il perimetro del disco più grande è incisa la frase:
"QUI ALLE CURVE GEMELLE LUCA FECE LE SUE PRIME PIEGHE"
L’opera è inoltre integrata nel paesaggio attraverso una pavimentazione circolare di sette metri di diametro, realizzata con ciottoli naturali del Ticino in due tonalità e disposti secondo un motivo radiale. L’obiettivo è fare in modo che la scultura non appaia come un elemento estraneo, ma come qualcosa che nasce naturalmente all’interno del parco.
"La scelta di lasciare una traccia della breve e intensa vita di Luca si è fatta strada man mano che mi sono reso conto che il dolore e il gran vuoto lasciato dalla sua scomparsa non erano vissuti solamente dalla famiglia e dagli amici più stretti ma trovavano eco anche nella comunità di appassionati che Luca era riuscito ad aggregare attorno a sé. Ho pensato che la sua capacità di trasmettere la passione per il mondo delle corse, sia gareggiando sia raccontando le proprie emozioni alle centinaia di migliaia di persone che lo seguivano, meritasse un segno duraturo che potesse ricordarlo ai tanti che continuano a percepire in maniera profonda la sua mancanza. Nicola Samorì è riuscito nel difficile compito di dare una forma poetica, con un linguaggio universale, alla storia di Luca. Ha creato una scultura in cui coraggio, slancio e fragilità convivono in una figura apparentemente sbilanciata, come un motociclista che affronta una curva piegando al limite. La memoria, volgendosi al passato, può ancorarsi alla tristezza e rimanere inerte di fronte agli eventi traumatici. Può anche, però, elaborare una prospettiva che si apra al futuro, indicando percorsi costruttivi e di solidarietà. Dall’elaborazione del trauma possono così nascere progetti rivolti ai più deboli e ai più fragili. Con questo spirito è stata istituita la “Fondazione Luca Salvadori,” il cui fine primario è essere di aiuto ai motociclisti coinvolti in incidenti, sia in circuito che su strada, oltre a promuovere la cultura della sicurezza nel mondo delle due ruote. L’Opera “Le Pieghe” di Nicola Samorì, installata tramite una donazione al Comune di Milano, condivide lo stesso spirito e gli stessi obiettivi della Fondazione"