Mercato moto Europa, primo semestre 2026: la crescita supera anche il 2023. Bufera passata?

Mercato moto Europa, primo semestre 2026: la crescita supera anche il 2023. Bufera passata?
+16,8% per le moto nei cinque mercati chiave europei: non più solo un rimbalzo tecnico, ma un livello che supera persino il 2023, l'anno "normale" pre-correzione. I ciclomotori invece continuano a arrancare, nonostante il segno positivo; è il ritorno alla normalita?
27 luglio 2026

I dati ACEM (Association des Constructeurs Européens de Motocycles) relativi al primo semestre 2026 confermano quanto avevamo intercettato già nel primo trimestre: il mercato europeo delle due ruote non si sta solo "riprendendo" dal crollo 2025, ma sta crescendo. Nei cinque mercati monitorati (Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) sono state immatricolate 636.490 moto tra gennaio e giugno, con un incremento del +16,8% sulle 545.127 unità dello stesso periodo 2025.

Crescita diffusa, nessun mercato in rosso

Come già accennato nel trimestre precedente, la caratteristica di questa fase è che crescono tutti, senza eccezioni. La Germania guida la classifica con 114.849 immatricolazioni e un +27,6%, seguita dalla Spagna a 141.101 unità (+23,6%). Il Regno Unito segna 54.962 unità (+15,8%), l'Italia resta il mercato più grande in valore assoluto con 220.776 moto (+13,2%), mentre la Francia cresce più lentamente a 104.802 unità (+6,4%).

Rispetto al Q1, dove la Germania aveva impressionato con un +44,5% "drogato" dal confronto con un 2025 disastroso, ora il ritmo si è normalizzato ma resta solido: significa che la crescita tedesca non è un fuoco di paglia isolato al primo trimestre, ma si conferma lungo tutto il semestre.

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Superato il 2023

Nei nostri articoli precedenti avevamo sottolineato come, pur in presenza di rimbalzi vistosi, i mercati restassero ancora sotto i livelli del 2023, l'anno prima della correzione legata all'Euro 5+. La domanda era: si tratta di vera crescita o solo di un pareggio dei conti dopo il crollo?

Il semestre dà una prima risposta e va nella direzione giusta. Il totale dei cinque mercati nel primo semestre 2023 era di 600.810 unità: il 2026 lo supera con un +5,9%. Non è un dettaglio da poco: per la prima volta dall'inizio della crisi, il mercato europeo non si limita a recuperare terreno rispetto al periodo pre-correzione, lo supera. Se guardiamo ancora più indietro, il confronto con il 2019 (500.252 unità) restituisce un +27,2%, dato che lo stesso Antonio Perlot, Segretario Generale ACEM, ha citato nel comunicato ufficiale per sottolineare che non si tratta di una semplice ripresa ma di un'espansione strutturale della domanda.

Quindi, la bufera è passata? Con le cautele del caso, sì, almeno guardando all'aggregato: il mercato moto non solo ha smaltito lo shock Euro 5+, ma oggi vale più di quanto valesse prima che quello shock arrivasse. Resta da capire se questo valga in modo uniforme anche per Germania, Francia e UK, che nel primo trimestre erano ancora sotto il 2023 su base singola: senza uno storico Paese per Paese aggiornato al semestre non possiamo scomporre il dato aggregato, ma la traiettoria complessiva è quella di un mercato che ha voltato pagina.

Ciclomotori, l'anello debole

Il segmento ciclomotori (sei mercati: Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Spagna) segna un +4,7%, arrivando a 72.076 unità. Cresce l'Italia (+18,2%), seguita da Germania (+9,3%), Spagna (+9,1%) e Belgio (+8,8%); in calo solo i Paesi Bassi (-5,4%). A differenza delle moto, però, qui il segno positivo non basta a chiudere il cerchio: rispetto al 2019 il segmento è ancora sotto del -39,4%, e anche contro il 2023 resta indietro di circa il -27,7%. La bufera, per i ciclomotori, non sembra ancora del tutto alle spalle ma come abbiamo già detto qui si tratta più di un cambiamento delle abitudini e di un mercato che soffre una concorrenza variegata tra pedalata assistita e device tecnologici.

Elettrico sì e no

Curioso il caso delle due ruote a batteria. Le moto elettriche tornano a crescere con decisione: 18.202 unità, +35,2% sul 2025, anche se restano sotto il picco del 2022 (21.078 unità). I ciclomotori elettrici, invece, calano ancora (-4%, a 21.126 unità) e si sono più che dimezzati rispetto al picco 2022. Segno che anche in questo segmento "il cinquantino" sta perdendo continuamente attrattività.

Cosa dice ACEM?

Perlot descrive il semestre come una fase di "momentum sostenuto", in coincidenza con la stagione di picco degli acquisti, e conferma la lettura del +27% sul 2019 come segno di espansione strutturale e non di semplice recupero. Un'unica cautela, condivisibile: bisognerà vedere se il trend regge anche nei mesi autunnali, storicamente meno favorevoli alle immatricolazioni, prima di dichiarare chiusa la partita. L'umore, però, resta alto.

In sintesi

Per le moto, la risposta alla domanda del titolo, ovvero se la bufera sia passata o meno, è tendenzialmente sì: il mercato europeo sembra aver smaltito la correzione Euro 5+ e oggi vale più del periodo pre-crisi, almeno per quanto riguarda il numero complessivo di immatricolazioni. Sarebbe poi utile poter scorporare da questo dato le varie tipologie e cilindrate oltre che fasce di prezzo per poter comprendere la direzione di ogni Paese. Per i ciclomotori, invece, la storia è tutta diversa: si cresce, ma da una base ormai molto più piccola di quella pre-2023 e se non cambiano le regole del gioco sembra che per i cinquantini il destino sia scritto. L'autunno dirà se il passo delle moto si mantiene o se anche qui si tratta ancora di un episodio legato alla stagione di punta.

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