Il paradosso di Roma: più autovelox, meno multe

Il paradosso di Roma: più autovelox, meno multe
Nel 2025 si dimezza il numero delle sanzioni, malgrado l'aumento delle postazioni di rilevamento delle infrazioni
19 giugno 2026

La Capitale dei paradossi: come segnala in cronaca di Roma il corriere.it, all'ombra del Cupolone crescono gli autovelox ma si dimezzano le multe.

Addirittura nel 2025 si sarebbe più che dimezzato l'importo delle sanzioni elevate, sceso a 2,3 milioni di euro rispetto ai 4,8 dell'anno precedente.

Un vero collasso per le sempre esangui casse comunali, la cui responsabilità, più che ad una maggiore virtuosità degli automobilisti e dei motociclisti che ne solcano le strade, sarebbe dovuto al fatto che oltre il 70% dei dispositivi risulterebbe ancora in attesa di omologazione.

Secondo i dati disponibili, nella Capitale sarebbero attivi circa 130 autovelox, cifra che porrebbe Roma in testa alla classifica nazionale: ma nel report che ogni anno i Comuni devono fornire al Ministero dell'Interno entro la fine di maggio, emerge un dato in controtendenza, ripreso e sottolineato da uno studio del Codacons.

Ovvero, come già scritto, che nel 2025 le entrate legate alle multe da autovelox si sono più che dimezzate rispetto all’anno precedente, passando da 4,8 a 2,3 milioni di euro.

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Un valore eclatante, che potrebbe scaturire dalla maggiore attenzione da parte degli utenti delle strade capitoline a rispettare i limiti di velocità (ma su questo abbiamo legittimi dubbi vista l'esperienza quotidiana cui siamo nostro malgrado costretti, tranne poche eccezioni come la Galleria Giovanni XXIII sulla via Olimpica, dove in effetti si corre di meno e sono drasticamente diminuiti anche gli incidenti), oppure essere con più probabilità legato ad una problematica di tipo tecnico.

Ovvero, che per via delle note vicende burocratiche, gli autovelox siano fisicamente presenti sulle strade, ma risultino inattivi, spenti, non funzionanti perché privi delle autorizzazioni omologate previste dalla normativa vigente.

Non sarebbero pochi in questa situazione, anzi tutt'altro: ben il 71% di essi, secondo Assoutenti, attende per il via libera il famoso decreto del Mit sull’omologazione dei dispositivi, ancora non pubblicato in Gazzetta Ufficiale malgrado abbia già incassato l’ok dell’Ue.

Tale provvedimento è fondamentale perché fornisce le coordinate degli autovelox in termini di omologazione, taratura e posizionamento, stabilendo un prima e un dopo il 2017: per gli apparecchi più vecchi un nuovo collaudo, già in regola quelli più nuovi.

Una maniera per rendere efficaci le multe a fronte dei ricorsi che, in assenza di paletti sicuri, vedono sistematicamente vincere gli utenti rispetto le pubbliche amministrazioni locali.

Per evitare quindi di vedersi annullati i verbali dai giudici, i comuni (quindi anche Roma, ma non soltanto) avrebbero deciso di tenere spenti gli autovelox pur tenendoli in strada, come strumenti di deterrenza nei confronti di comportamenti non corretti alla guida.

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