Monopattini a Roma: perché rubare le targhe è un bluff

Monopattini a Roma: perché rubare le targhe è un bluff
A Roma si moltiplicano i vandalismi sulle targhe dei monopattini in sharing. Il sistema antimanomissione le distrugge, rendendo il furto impossibile e dannoso. Gli operatori chiedono nuove regole.
8 giugno 2026

Sono comparsi nei giorni scorsi, e si moltiplicano, i monopattini in sharing che girano per Roma con evidenti segni di manomissione sul retro o sotto il manubrio: qualcuno ha tentato di strappare via il contrassegno identificativo obbligatorio. Un fenomeno nuovo, confermato direttamente dagli operatori Lime, Dott e Bird alla testata RomaToday, che si aggiunge al già complesso quadro della micromobilità nella Capitale. Il problema, però, è che i vandali si sono spesi invano: le targhe si distruggono non appena si cerca di rimuoverle, rendendo il gesto tanto inutile quanto dannoso per tutti.

Dal 16 maggio 2026, infatti, è entrato in vigore l'obbligo del contrassegno identificativo per tutti i monopattini elettrici circolanti in Italia, sia privati che in sharing — misura che si aggiunge all'obbligo di casco introdotto già a dicembre. Chi viene fermato su un mezzo privo di targa rischia una sanzione da 100 a 400 euro, e questo vale anche per chi ha semplicemente noleggiato un monopattino sprovvisto di contrassegno: la responsabilità dell'utente esiste anche quando è l'operatore a non aver ottemperato.

A Roma la stretta è stata immediata: solo nella prima settimana di controlli sono state fermate oltre 1.000 persone e comminate più di 400 sanzioni. Un segnale inequivocabile di quanto il tema sia preso sul serio dalle autorità locali.

Naviga su Moto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Perché rubarle è inutile

La logica dietro il furto delle targhe lascia perplessi, ma la spiegazione potrebbe essere semplice: qualcuno pensa di poter circolare su un mezzo privato usando il contrassegno sottratto a un monopattino in sharing, oppure vuole semplicemente impedire che un mezzo possa essere identificato. In entrambi i casi, si tratta di un calcolo sbagliato.

Come spiegano sia la Polizia Locale di Roma che Andrea Giaretta, vicepresidente di Dott, le targhe sono realizzate con un materiale specifico che si distrugge al primo tentativo di manomissione: "Appena si prova a strapparla, la targa si distrugge. Non si può rubare", ha dichiarato Giaretta. Il meccanismo è lo stesso delle marche da bollo: un sistema antimanomissione pensato proprio per scoraggiare usi impropri. Bird ha addirittura iniziato a sigillare le targhe con un nastro trasparente speciale, ma nemmeno questo ha fermato i malintenzionati.

Il rischio legale per chi tenta la rimozione è concreto: se un agente della Polizia Locale nota un contrassegno danneggiato, sa immediatamente che è stato manomesso. Chi strappa una targa rischia una denuncia per danneggiamento.

Se per il vandalo l'operazione è inutile, per gli operatori è un danno continuo e oneroso. I monopattini privi di targa non possono legalmente circolare, il che significa che ogni mezzo vandalizzato va ritirato dalla strada. Per ottenere un nuovo contrassegno è necessario presentare denuncia e attendere l'emissione di una copia — una procedura che, su flotte composte da centinaia di mezzi, rischia di trasformarsi in un'attività a tempo pieno.

Giaretta chiede un intervento urgente al Ministero dei Trasporti: "Serve che il ministero convochi gli operatori per rivedere questa normativa, che non è assolutamente funzionale per lo sharing". La richiesta concreta è che venga semplificata la procedura di sostituzione dei contrassegni, senza dover ricominciare ogni volta dall'iter burocratico completo.

Il problema si complicherà a luglio: arriva l'assicurazione obbligatoria

La questione è destinata ad aggravarsi. Dal 16 luglio 2026 scatterà l'obbligo di RC obbligatoria per i monopattini elettrici — un ulteriore livello normativo che lega il contrassegno identificativo alla copertura assicurativa del mezzo. Cambiare targa a un monopattino già assicurato significa, in teoria, dover aggiornare anche la polizza: un problema procedurale che nessuna norma attuale ha ancora risolto.

"Occorre interrompere la validità dell'assicurazione su un mezzo se siamo costretti a cambiare targa", spiega ancora Giaretta, evidenziando come il quadro normativo attuale non sia stato pensato per le specificità dello sharing. Nel settore auto, la sostituzione di una targa smarrita richiede denuncia, attesa di 15-20 giorni, nuova immatricolazione e circa 100 euro di spesa: una procedura già macchinosa per un privato, moltiplicata per decine di mezzi diventa insostenibile.

Il fenomeno delle targhe rimosse a Roma è, in fondo, il sintomo di una regolamentazione introdotta in fretta, senza che tutti gli aspetti operativi fossero stati risolti a monte. Il materiale delle targhe, il processo di sostituzione, il coordinamento con le polizze assicurative: sono tutti nodi che il Ministero dei Trasporti dovrà sciogliere nei prossimi mesi, possibilmente prima che l'obbligo assicurativo entri in vigore e trasformi ogni atto vandalico in un blocco operativo a cascata.

Caricamento commenti...