Perché le compagnie di sharing di monopattini non ti danno il casco anche se è obbligatorio indossarlo

Perché le compagnie di sharing di monopattini non ti danno il casco anche se è obbligatorio indossarlo
Dal 16 maggio 2026 girare senza casco su un monopattino elettrico è illegale. Ma Lime, Dott e Bird non possono dartelo: non è pigrizia, è la legge
29 maggio 2026

Da quando il nuovo Codice della Strada è entrato pienamente in vigore, il casco è obbligatorio per tutti i conducenti di monopattini elettrici — privati e noleggiati — con multe che vanno dai 50 ai 250 euro per chi non lo indossa. Fin qui sembra tutto chiaro. Eppure chiunque prenda un monopattino in sharing si accorge subito che al mezzo non è agganciato nessun casco. Non è una dimenticanza degli operatori. Per quanto possa sembrare contradditorio è proprio la legge italiana stessa a vietare che venga fornito.

Il motivo è tecnico e abbastanza scomodo da spiegare. A differenza dei motorini, i monopattini non hanno un vano portaoggetti né un gancio a cui ancorare un casco in modo sicuro, e la normativa vigente non prevede la possibilità di distribuire caschi "usa e getta" o condivisi per ragioni igieniche e di responsabilità (alle quali potremmo aggiungere semplicemente "di opportunità"). Il risultato è che la sicurezza dell'utente è, di fatto, demandata all'utente stesso: se vuoi noleggiare un monopattino devi portarti il casco da casa, esattamente come faresti con il tuo mezzo.

I numeri della prima settimana di controlli dicono che questa logica non è ancora stata assorbita: 400 sanzioni su 1.000 verifiche effettuate dalla polizia locale di Roma, la maggior parte delle quali proprio per mancato utilizzo del casco. Nel mirino sono finiti anche i turisti, che spesso ignorano le nuove regole e trovano i monopattini disponibili sulle app senza alcun avviso esplicito. D'altronde sappiamo anche che l'utente può trovarsi già in giro e decidere di noleggiare il monopattino per convenienza senza averlo programmato prima di uscire di casa e il caso di un turista è piuttosto comprensibile: chi va in vacanza in un'altra città (o nazione) portandosi il casco nello zaino? 

La conseguenza più prevedibile è che una parte degli utenti si stia spostando sulle bici elettriche in sharing, per le quali l'obbligo del casco non è previsto. Nel frattempo Roma si prepara a pubblicare un nuovo bando per l'affidamento del servizio fino al 2030, e la questione del casco per i mezzi condivisi rimane tecnicamente irrisolta: coniugare sicurezza stradale e praticità del servizio, in questo caso, è meno semplice di quanto sembri. Per le compagnie è un'ulteriore difficoltà da sbrogliare.

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