Il ministero firma il decreto sugli autovelox: regole uniche per omologazione e controlli

Il ministero firma il decreto sugli autovelox: regole uniche per omologazione e controlli
Stabilite procedure uniformi; l’obiettivo, porre fine al lungo periodo di incertezze normative e relativi contenziosi sul tema. Attendibilità delle misurazioni e tracciabilità delle verifiche tecniche al centro delle nuove direttive
10 giugno 2026

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha firmato il decreto che stabilisce procedure uniformi per l’omologazione, la verifica e la taratura degli autovelox impiegati per rilevare le infrazioni dei limiti di velocità. La misura nasce con l’obiettivo di porre fine al periodo di incertezza normativa e relativi contenziosi che, negli ultimi anni, ha visto moltiplicarsi ricorsi e pronunce della magistratura sul tema.

Secondo il Mit, il provvedimento definisce un quadro normativo chiaro e omogeneo, studiato per assicurare l’attendibilità delle misurazioni, la tracciabilità delle verifiche tecniche e la solidità giuridica delle multe emesse tramite dispositivi di rilevazione della velocità. In concreto, il testo precisa le modalità di approvazione tecnica, i criteri per la taratura periodica e le responsabilità degli enti locali nella gestione degli strumenti, con l’intento di ridurre i margini di dubbio che hanno alimentato contenziosi sul territorio nazionale.

La questione era emersa con forza in seguito a una serie di sentenze che hanno distinto la semplice approvazione tecnica dall’omologazione, intesa come certificazione ministeriale a pieno titolo. Tale distinzione ha portato a decine di migliaia di ricorsi, molti dei quali hanno messo in discussione la legittimità delle sanzioni elevate con apparecchi ritenuti privi di una formale omologazione. Da un lato, le amministrazioni locali hanno sostenuto l’utilità degli autovelox per la prevenzione degli incidenti e la tutela della sicurezza stradale; dall’altro, automobilisti e studi legali hanno denunciato carenze procedurali e lacune documentali.

Il decreto introduce anche obblighi di registrazione e conservazione delle prove: i dati delle misurazioni, i certificati di taratura e i verbali di controllo dovranno essere tracciabili e facilmente accessibili in caso di verifica giudiziaria. Il ministero sottolinea che la trasparenza procedurale è fondamentale per garantire la fiducia dei cittadini e la correttezza delle operazioni di controllo della velocità.

Salvini aveva più volte attaccato l’installazione di dispositivi in tratti stradali considerati non a rischio, accusando alcune amministrazioni di avvalersi dei controlli come fonte aggiuntiva di entrate. Nel commentare il decreto, il Mit ha ribadito che la priorità è «garantire la massima sicurezza sulle strade», precisando però che i controlli devono essere effettuati in modo proporzionato e motivato, evitando l’uso strumentale dei sistemi sanzionatori per «fare cassa a spese dei cittadini». La speranza del ministero è che il nuovo quadro normativo riduca il contenzioso, migliori la qualità dei controlli e, soprattutto, contribuisca a una riduzione degli incidenti stradali grazie a misurazioni più affidabili e procedure più trasparenti. Restano da definire i tempi di attuazione e le risorse per le attività di omologazione e per aggiornare gli strumenti già in uso.

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