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A Roma, la questione degli autovelox non omologati (o non regolarmente censiti) ha subito sviluppi decisivi, con un crollo drastico degli incassi e delle multe elevate nel territorio comunale. Il Comune di Roma, così come altri enti in Italia, ha dovuto fare i conti con diverse sentenze della Corte di Cassazione che hanno dichiarato nulle le sanzioni rilevate da dispositivi non omologati, nonché con le nuove normative ministeriali che impongono il censimento e l'adeguamento di tutti i dispositivi di rilevamento della velocità.
La situazione attuale degli Autovelox a Roma
Multe dimezzate. Negli ultimi mesi, a Roma si è registrato un calo drastico (fino al 52%) degli incassi e delle multe. Si stima che circa tre dispositivi su quattro operanti nella Capitale siano in attesa di omologazione definitiva o di adeguamento ai nuovi standard nazionali.
Dispositivi spenti o non utilizzabili
Molti apparecchi sono stati al centro di contestazioni legali poiché in origine possedevano solo un’autorizzazione ministeriale ma non la formale omologazione. Il Decreto Censimento. A seguito del decreto ministeriale del MIT, i Comuni sono stati obbligati a censire ogni postazione fissa e mobile, pena l'illegittimità delle sanzioni. A Roma, le vecchie postazioni non conformi sono state spente o rimosse per evitare contenziosi di massa.
La Cassazione
Diverse ordinanze (tra cui la n. 10505/2024 e la n. 7374/2026) hanno confermato che l'omologazione è requisito essenziale per validare le multe per eccesso di velocità. L'approvazione è considerata insufficiente se non supportata dal decreto di omologazione previsto dal Codice della Strada. È importante ricordare che le sentenze distinguono l'omologazione dalla taratura periodica. Anche se un apparecchio fosse omologato, una multa può essere contestata se manca la prova della sua corretta e recente taratura.
Se hai ricevuto un verbale per eccesso di velocità nel territorio del Comune di Roma e hai il dubbio che l'autovelox non fosse omologato, puoi procedere in questo modo. Richiedi copia dell'atto di omologazione e del certificato di taratura al Comando della Polizia Locale di Roma Capitale. Tale documentazione deve essere indicata o allegata al verbale, altrimenti l'amministrazione deve fornirla su richiesta. Ricorso al Giudice di Pace. Puoi presentare ricorso telematico (o tramite deposito) entro 30 giorni dalla notifica della multa. Il costo base per avviare il procedimento è il Contributo Unificato di € 43.
In alternativa, puoi presentare ricorso amministrativo al Prefetto di Roma entro 60 giorni dalla notifica, gratuitamente. Questa via è consigliata se l'irregolarità del dispositivo è palese e documentata.