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L'Italia si prepara a un possibile blackout dei sistemi di controllo della velocità. A partire da maggio 2026, migliaia di autovelox, tutor e telelaser potrebbero essere disattivati lungo le strade italiane, con conseguenze potenzialmente drammatiche per la sicurezza stradale. L'allarme arriva dal Codacons, che definisce "fuori controllo" la situazione degli apparecchi di rilevamento dopo l'emanazione del decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in materia di omologazione.
Il provvedimento, attualmente al vaglio di Bruxelles, dovrebbe entrare in vigore a fine maggio e potrebbe stravolgere completamente il sistema di controllo della velocità nel nostro Paese.
Dei 3.873 apparecchi dichiarati dagli enti locali attraverso la nuova piattaforma telematica ministeriale, soltanto 1.282 supererebbero i requisiti previsti dal decreto. Questo significa che oltre 2.500 dispositivi - circa il 67% del totale dichiarato - dovranno essere spenti in attesa di essere sottoposti alle nuove procedure di omologazione. Un dato che fotografa l'entità di quella che rischia di diventare una vera e propria paralisi del sistema di controllo della velocità su tutto il territorio nazionale. La situazione riguarda non solo le strade urbane ed extraurbane, ma si estende anche alla rete autostradale, dove i sistemi Tutor e Vergilius installati su numerose tratte potrebbero subire la stessa sorte.
Gli amministratori locali si trovano di fronte a un bivio senza vie d'uscita. I Comuni che decideranno di mantenere attivi gli apparecchi non conformi alle nuove norme rischiano una valanga di ricorsi da parte degli automobilisti multati, con conseguenti spese legali potenzialmente insostenibili e la possibilità di dover rispondere davanti alla Corte dei Conti per danni erariali. Dall'altra parte, chi opterà per lo spegnimento preventivo dei dispositivi potrebbe assistere a un incremento dell'incidentalità sul proprio territorio, venendo meno l'effetto deterrente che questi strumenti hanno dimostrato di avere nel corso degli anni. Una situazione paradossale che mette in luce le contraddizioni di un sistema che, secondo il Codacons, "ha fallito nel creare un equilibrio tra diritti dei cittadini e sicurezza stradale".
Le statistiche diffuse dal Codacons dimostrano inequivocabilmente l'efficacia dei sistemi di controllo della velocità nella riduzione dell'incidentalità. Sulle autostrade italiane, tra il 2002 e il 2024, il numero di incidenti è diminuito del 42,3%, passando da 16.359 a 9.443 sinistri. Ma il dato più significativo riguarda le vittime: i morti sono crollati del 68%, passando da 801 nel 2002 a 256 nel 2024, mentre i feriti sono scesi del 44,35%, da 27.827 a 15.479. Numeri che rappresentano migliaia di vite salvate, in gran parte grazie al progresso nella sicurezza attiva dei mezzi ma, inequivocabilmente grazie a sistemi di controllo come autovelox, tutor e laser vari.
La questione autovelox ha sempre diviso l'opinione pubblica tra chi li considera strumenti indispensabili per la sicurezza e chi li vede come semplici "macchinette mangiasoldi" ed effettivamente troppo spesso gli enti locali hanno utilizzato gli autovelox al solo scopo di far cassa, evidenziando uno dei problemi strutturali del sistema. Questa distorsione nell'utilizzo dei dispositivi ha alimentato sfiducia nei cittadini e ha contribuito a creare quella situazione di incertezza normativa che oggi rischia di compromettere definitivamente l'intero impianto dei controlli sulla velocità.
Tutto dipenderà dall'esito della valutazione di Bruxelles sul decreto ministeriale. Se il provvedimento dovesse essere approvato nella sua forma attuale, da maggio l'Italia potrebbe trovarsi con una rete di controllo della velocità drasticamente ridimensionata. Nel frattempo, associazioni di consumatori e amministratori locali chiedono un intervento urgente per evitare il caos e garantire, al tempo stesso, la legalità delle sanzioni e la sicurezza dei cittadini.
Immagine: ANSA