Roehr 1250SC: quanto di più americano possa esistere. La superbike folle col V-Twin Harley turbo [GALLERY]

Un sogno americano su due ruote rimasto incompiuto: solo 9 esemplari costruiti a mano di una moto che voleva essere la prima vera Superbike stradale con motore Harley-Davidson. Motore V-Rod turbocompresso da 168 CV, telaio a doppia trave e carenatura in fibra di carbonio per una delle supersportive più esclusive della storia. Ora una di queste rarità è in vendita nello Utah con meno di 5.000 km: il prezzo richiesto? La metà del listino originale
5 febbraio 2026

In parole povere una Harley-Davidson Superbike, con motore sovralimentato, omologata per la strada: un sogno che ha accompagnato generazioni di appassionati americani e che Walter Roehrich, imprenditore e ingegnere visionario, tentò di realizzare nel 2009 con la Roehr 1250SC. Il progetto era ambizioso: creare una vera sportiva stradale utilizzando il cuore pulsante di Milwaukee, il motore V-Rod turbocompresso, abbinato a un telaio racing e componenti di altissimo livello. Ma il sogno si infranse contro la dura realtà del mercato: solo 9 unità furono prodotte a mano prima che l'impresa fallisse, ben lontano dalle 50 previste.

Oggi una di queste rarissime moto è in vendita nello Utah con appena 5.000 chilometri percorsi, completa di certificato d'autenticità, al prezzo di 25.000 euro: esattamente la metà dei 50.000 dollari richiesti originariamente, cifra che si rivelò una delle principali barriere commerciali del progetto.

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Gli appassionati delle Harley-Davidson più sportive hanno sempre coltivato un mito particolare: quello delle moto da competizione del marchio americano che sfidavano la supremazia europea e giapponese in pista. La memoria corre alle leggendarie Aermacchi GP 250/350 degli anni Settanta, prodotte quando Harley controllava il marchio italiano, e soprattutto alle moto infernali degli anni Ottanta che, pilotate da Jay Springsteen e Gene Church, dominarono la categoria Battle of the Twins. Queste moto erano basate sulla mitica XR750 da dirt-track e sulle successive evoluzioni XR1000, veri e propri mostri di potenza e carattere.

La saga continua negli anni Novanta con l'imponente VR1000, progetto costoso e ambizioso che però non raccolse i successi sperati, e con le indimenticabili Buell (1983-2009), marchio satellite di Harley che produsse sportive caratterizzate da soluzioni tecniche innovative e un'anima racing autentica. Ma dopo la chiusura di Buell, il sogno di una Harley sportiva da strada sembrava destinato a rimanere tale. Almeno fino all'arrivo della Roehr 1250SC.

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Walter Roehrich fondò la sua azienda a metà degli anni Novanta con un obiettivo chiaro: costruire una sportiva bicilindrica a due tempi con iniezione elettronica. Il progetto iniziale, però, venne accantonato in favore di una soluzione più pragmatica ma altrettanto ambiziosa: utilizzare il motore V-Twin a 60 gradi della Harley-Davidson V-Rod, il primo propulsore di serie del marchio americano dotato di testata a quattro valvole per cilindro. Una base solida, ma che necessitava di una trasformazione radicale per competere con le supersportive europee e giapponesi.

La soluzione trovata da Roehrich fu tanto semplice quanto efficace: installare un turbocompressore centrifugo Rotrex che iniettava 8 psi di pressione. Il risultato fu strabiliante: da 115 CV del motore originale si passò a 168 CV, mentre la coppia schizzò da 118 Nm a 136 Nm. Un incremento sostanziale che trasformava completamente il carattere del propulsore, rendendolo competitivo con i migliori quattro cilindri in linea dell'epoca. I radiatori laterali provenivano dalla Honda RC51, il cambio manteneva le 5 marce originali, mentre la caratteristica "ciminiera" che spuntava dal serbatoio aveva la funzione di aspirare aria fresca nell'aspirazione, ottimizzando il raffreddamento e le prestazioni.

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Se il motore era il cuore pulsante della 1250SC, la parte ciclistica rappresentava l'anima racing del progetto. La Roehr montava un telaio a doppia trave in acciaio/alluminio prodotto artigianalmente a Chicago, abbinato a un monobraccio che conferiva alla moto un aspetto decisamente racing. La lista dei componenti premium era impressionante e faceva impallidire molte supersportive di serie dell'epoca.

Le sospensioni erano firmate Öhlins, le ruote forgiate Marchesini, i dischi lobulati Braking abbinati a pinze radiali anteriori Brembo. Il doppio scarico Akrapovič garantiva il sound appropriato per una moto da 168 CV, mentre la centralita Screamin' Eagle e gli iniettori Trask gestivano l'erogazione del motore turbocompresso. Persino i dettagli erano curati: sellino canadese Luimoto e pedane in alluminio dentato "tipo off-road" in sostituzione di quelle originali, per garantire il massimo grip in piega.

La carenatura in fibra di carbonio presentava un design con chiara ispirazione italiana, ricordando le linee di Mondial Piega 1000, Benelli e MV Agusta. Non a caso, molte componenti della moto provenivano dall'Italia, confermando il legame storico tra Harley-Davidson e l'eccellenza motociclistica del Belpaese. Nonostante l'equipaggiamento da competizione, il peso a secco si fermava a soli 192 kg, un valore eccellente per una bicilindrica di questa cilindrata.

Tutto bellisimo, ma il prezzo di 50.000 dollari si rivelò proibitivo per la maggior parte dei potenziali acquirenti. In un mercato dominato da Ducati, Aprilia, BMW e dai marchi giapponesi, con modelli consolidati e reti di assistenza capillari, la Roehr rappresentava un salto nel vuoto per chi avesse voluto acquistarla. L'assenza di una rete di concessionari, i dubbi sull'assistenza futura e il marchio sconosciuto frenarono le vendite, condannando il progetto a rimanere incompiuto.

Oggi, a 17 anni dal lancio, la Roehr 1250SC rappresenta uno dei pezzi più rari e desiderabili per i collezionisti di moto americane sportive. Con sole 9 unità prodotte, trovarne una in vendita è un evento eccezionale. L'esemplare attualmente in vendita nello Utah vanta meno di 5.000 chilometri percorsi e include il certificato di autenticità originale, elementi che ne certificano la provenienza e lo stato di conservazione.

Il prezzo richiesto di 25.000 euro, pur essendo la metà del listino originale, riflette la rarità assoluta del mezzo e il suo valore storico come testimonianza di un sogno americano rimasto incompiuto. Per chi cerca una moto unica, diversa da qualsiasi altra Harley-Davidson mai prodotta e capace di coniugare l'anima di Milwaukee con prestazioni da vera supersportiva, la Roehr 1250SC rappresenta un'opportunità irripetibile. Una moto che avrebbe potuto cambiare la storia del marchio americano nel segmento sportivo, ma che rimane oggi un affascinante "what if" a due ruote, testimonianza del coraggio e della visione di un uomo che osò sfidare le convenzioni.

Fonte e immagini: Motorbikemag