Filippine. "Gara" di moto finisce in tragedia: un morto e tre feriti alla Ironman Challenge

Filippine. "Gara" di moto finisce in tragedia: un morto e tre feriti alla Ironman Challenge
La Boss Ironman Motorcycle Challenge Mindanao Cup doveva promuovere la sicurezza stradale, ma si è trasformata in una corsa con semafori bruciati e incidenti mortali. Le autorità filippine aprono un'indagine dopo i video shock sui social media che mostrano le violazioni del codice della strada
4 febbraio 2026

Una "gara di resistenza motociclistica" (questo già preoccupa) che avrebbe dovuto celebrare la sicurezza stradale si è trasformata in un incubo sulle strade delle Filippine. Un motociclista è morto e altri tre sono rimasti feriti durante la Boss Ironman Motorcycle Challenge Mindanao Cup, evento tenutosi tra il 31 gennaio e il 1° febbraio che ha attraversato diverse province dell'isola di Mindanao.

La competizione, organizzata su un percorso di 1.200 chilometri da completare in 24 ore, ha scatenato feroci polemiche dopo che video e immagini sui social media hanno documentato gravi violazioni del codice della strada, con partecipanti che sfrecciavano ignorando semafori rossi, guidando in modo spericolato e mettendo a rischio la sicurezza pubblica. Ora le autorità filippine chiedono un'indagine approfondita per accertare le responsabilità di quanto accaduto.

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La vittima e gli incidenti

Un uomo ha perso la vita dopo essere entrato in collisione con un motociclo a tre ruote lungo la National Highway a Kibawi, nella provincia di Bukidnon. Trasportato d'urgenza in ospedale, il motociclista è stato dichiarato morto all'arrivo. Non è stato l'unico episodio drammatico del weekend: altri due concorrenti sono rimasti coinvolti in incidenti separati riportando ferite significative. Il primo avrebbe impattato contro un autobus nella città di Picong, a Lanao del Sur, mentre il secondo si è scontrato con un triciclo nella città di Datu Sinsuat, a Maguindanao.

Ma le vittime non sono state solo tra i partecipanti. Il sindaco di Lantapan, Bukidnon, Ricky James Balansag, ha denunciato che uno dei feriti era un esponente della comunità locale impegnato in funzioni ufficiali al momento dell'incidente, mentre sua moglie ha riportato una frattura e rimane tuttora ricoverata in ospedale. Una conferma drammatica di come l'evento abbia messo a rischio non solo chi vi partecipava volontariamente, ma anche cittadini comuni che si trovavano semplicemente al posto sbagliato nel momento sbagliato.

Cos'è la Boss Ironman Challenge?

La Boss Ironman Motorcycle Challenge si presenta come una gara di resistenza su lunga distanza su strada pubblica (sì, avete letto bene) che dovrebbe mettere alla prova la disciplina e la consapevolezza della sicurezza stradale dei motociclisti. La Mindanao Cup è una delle tappe regionali, con concorrenti provenienti da tutto il Paese che affrontano il percorso a bordo di moto BMW. La competizione è partita la sera del 31 gennaio da General Santos City, attraversando Cagayan de Oro City e diverse province di Mindanao prima di tornare al punto di partenza.

Henry Tolentino, presidente dell'organizzazione Boss, ha affermato che l'evento aveva lo scopo di raccogliere fondi per programmi di sensibilizzazione, promuovere il turismo locale, lo spirito di cameratismo e incoraggiare una guida sicura. Tolentino ha insistito sul fatto che non si trattasse di una gara vera e propria, ma di un "viaggio di resistenza" in cui i partecipanti dovrebbero rispettare tutte le norme del codice della strada. A differenza delle gare tradizionali, ha spiegato, non si tratta di una competizione di velocità ma di completare il percorso entro il limite temporale di 24 ore.

La verità che smentisce gli organizzatori

Le dichiarazioni degli organizzatori, tuttavia, sono state clamorosamente smentite dai filmati diffusi sui social media. Video e fotografie hanno rivelato una realtà ben diversa da quella raccontata ufficialmente: motociclisti che superano i semafori rossi a tutta velocità guidando in modo spericolato tra il traffico cittadino. Le immagini hanno suscitato un'ondata di indignazione tra le autorità locali e i cittadini filippini, che hanno denunciato il totale disprezzo delle norme di circolazione e della sicurezza pubblica.

Particolarmente controverso è risultato l'uso non autorizzato di sirene e lampeggianti da parte di alcuni partecipanti. La legge filippina limita infatti l'utilizzo di questi dispositivi ai soli veicoli di emergenza contrassegnati, inclusi quelli della polizia, dei vigili del fuoco e delle unità mediche. L'impiego da parte di motociclisti privati durante la competizione rappresenta quindi una violazione aggiuntiva che ha contribuito ad alimentare la pericolosità dell'evento.

I social media sono stati letteralmente invasi da commenti di utenti che condannavano l'evento, sottolineando i pericoli intrinseci nello svolgimento di gare di resistenza ad alta velocità sulle autostrade pubbliche e senza il rispetto del codice della strada. Molti hanno evidenziato come l'iniziativa abbia tradito completamente la sua missione dichiarata di promuovere la sicurezza stradale.

@shred_is_dead I have numerous friends who have joined BIMC and there's no hate there. I've considered joining in the past and I know Karla has been eying this event. But there are a few things that people miss about the event. Full credit to all the videos I stitched. Their handles are at the bottom of each clip, you should give them a follow. #bossironman2026 #bimc #bmwmotorradphilippines #bossironmanchallenge #shredisdead ♬ original sound - shred is dead
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Avviate le indagini

Le reazioni istituzionali non si sono fatte attendere. Il sindaco di Kidapawan City, Jose Paolo Evangelista, ha formalmente invocato un'indagine post-evento da parte dell'Ufficio dei Trasporti Terrestri (LTO) e del Gruppo di Pattuglia Autostradale. L'obiettivo è accertare le responsabilità organizzative e individuali che hanno portato alla tragedia e verificare se siano state rispettate le normative in materia di eventi motoristici su strade pubbliche.

La Intelligence and Investigation Division (IID) dell'Ufficio dei Trasporti Terrestri ha già avviato indagini preliminari per verificare le accuse e raccogliere ulteriori prove, a seguito di una valutazione iniziale dei video circolati sui social media. Markus V. Lacanilao, funzionario dell'LTO, ha rilasciato una dichiarazione che non lascia spazio a interpretazioni: "Il filmato straziante che abbiamo visto circolare online è un duro promemoria che la sicurezza stradale non è negoziabile. Ogni vita sulle nostre strade conta, specialmente i più vulnerabili tra noi, come i bambini. Gli eventi di veicoli a motore privati non devono mai venire a costo di vite innocenti".

Lacanilao ha inoltre ricordato che, ai sensi del Republic Act n. 4136, gli organizzatori hanno "l'obbligo legale e morale" di garantire il rispetto delle leggi sul traffico e dare priorità alla sicurezza per tutti. Una norma che, evidentemente, non è stata rispettata durante la Mindanao Cup, sollevando interrogativi sulla concessione dei permessi e sui controlli preventivi che avrebbero dovuto essere effettuati.

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Fonte e immagine: AsiaNews