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Leggiamo sul Corriere Motori del 3 febbraio, con firma Marco Gasperetti, la notizia di un sistema che potrebbe in una certa misura scoraggiare l’uso dello smartphone alla guida. E’ in grado di documentare con certezza assoluta chi guida (e come) nel momento di un sinistro e passare la documentazione all’autorità giudiziaria.
Il dispositivo informatico si chiama Speye e lo ha brevettato una startup toscana che si chiama Smart AI, in collaborazione con un team di ingegneri del Politecnico di Bari e della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. E’ composto da una videocamera e da un piccolo box; per la prima volta utilizza tecnologie blockchain (le stesse dei bitcoin) per garantire sicurezza e privacy assoluta. Naturalmente andrebbe promosso e incentivato nella maniera giusta.
“Le immagini che riprendono il guidatore oscurano il suo volto e lo rendono irriconoscibile - spiega Davide Cecio, presidente di Smart AI - e sono scattate soltanto nel caso di brusche decelerazioni del veicolo o, nella versione più evoluta in ambito automotive, con l’eventuale attivazione dei sistemi pre sense che rilevano il rischio di un impatto. È tecnologia responsabile, pensata per chi vuole sicurezza senza coercizione”.
La fotografia rimane nel dispositivo, mentre il sistema associa l’evento ad un codice blockchain che riporta in modo immutabile la targa, la data e l’ora esatta dell’evento rilevato. Il tutto sarà disponibile, appunto, per l’autorità giudiziaria in caso di incidente. Gli ingegneri toscani stanno progettando una telecamera ancora più piccola e con un design capace di adattarsi agli abitacoli di tutte le auto in modo non invasivo. Ci sono già contatti con alcune aziende automotive per integrare il sistema nell’abitacolo. Come funziona?
Secondo le statistiche elaborate da studi dell’Istat e della Nhtsa (National Highway Traffic Safety Administration), cioè l’agenzia federale degli Stati Uniti che si occupa della sicurezza stradale, il fenomeno/piaga cresce rapidamente: prima dell’era degli smartphone (2000-2007) la distrazione al volante era responsabile del 10-12% dei sinistri, nell’era dei social telefonici (2015-2025) siamo arrivati al 22%.
Questo dicono alcune statistiche ufficiali, ma la nostra osservazione quotidiana ci porta a temere che il problema resti sottostimato. Purtroppo crediamo che dispositivi come questo toscano - pur meritori e da segnalare - non risultino abbastanza incisivi. Probabilmente serve rivedere anche il concetto di privacy in una diversa prospettiva della sicurezza.