Quando l'interfono ti salva (letteralmente) la vita

Quando l'interfono ti salva (letteralmente) la vita
Un motociclista dell'Arizona è vivo grazie all'SOS automatico del suo Cardo. Dopo un incidente è stato ritrovato grazie alla localizzazione GPS. Una storia che dimostra quanto la tecnologia che indossiamo e che spesso trascuriamo talvolta si possa rivelare fondamentale per la sicurezza
20 gennaio 2026

Leggiamo su alcuni media americani come People o Fox News una storia che ci ha colpito e che vi condividiamo. 

Dustin Hayes stava percorrendo la New River Road, tra Carefree Highway e l'Interstate 17 in Arizona, quando intorno alle 21:00 qualcosa è andato storto. Secondo quanto ipotizzato dalla moglie Brooke, avrebbe cercato di evitare un animale, perdendo il controllo della moto. Si tratta di ipotesi chiaramente, mentre quello che è chiaro è il bilancio drammatico: 20 ossa rotte (tra cui collo e colonna vertebrale), una commozione cerebrale e un'emorragia intracranica. Da quel momento Dustin è in coma farmacologico, con un lungo percorso di recupero davanti a sé.

Ma questa storia avrebbe potuto avere un finale molto diverso. E molto peggiore.

La foto della moto di Dustin Hayes postata dalla moglie
La foto della moto di Dustin Hayes postata dalla moglie
Naviga su Moto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Ciò che ha salvato Dustin non è stato un testimone casuale o una telecamera di sorveglianza. È stato il suo Interfono. Il sistema di comunicazione per motociclisti che aveva montato sul casco era infatti dotato di rilevamento automatico delle cadute e funzione SOS. Non si tratta di una funzione molto diffusa ancora, ma che proprio oggi dimostra la propria validità. "Ho ricevuto un messaggio sul telefono con scritto 'urgente'", ha raccontato Brooke a Fox 10. "Diceva che Dustin poteva essere stato coinvolto in un incidente. Ho pensato: 'Guido fino lì, sono solo 30 minuti, giusto per controllare'."

Arrivata alla posizione GPS segnalata dal dispositivo, Brooke non ha visto nulla. Nessuna moto, nessun corpo, solo buio. Ma qualcosa le ha detto di non mollare. "Ho avuto un presentimento, così ho camminato lungo la strada con la torcia del telefono. Ho visto la sua moto, sono corsa e l'ho trovato. Le auto che passavano non potevano vederlo, la moto era volata oltre un recinto."

Dustin giaceva ai margini della carreggiata, in un punto invisibile dal traffico. Quando è arrivata la polizia, 10 minuti dopo Brooke, erano già passati più di 30 minuti dall'incidente.

"Non avrei mai saputo dove si trovava", continua Brooke. "Nel punto in cui era, non credo che qualcuno lo avrebbe trovato prima del mattino."

Questa vicenda solleva una questione fondamentale: quanti motociclisti viaggiano con un sistema di sicurezza attivo? I moderni interfoni come il Cardo utilizzato da Dustin non sono più semplici strumenti per comunicare in gruppo o ascoltare musica. Sono dispositivi dotati di:

  • Rilevamento automatico delle cadute
  • Localizzazione GPS in tempo reale
  • Invio di alert ai contatti di emergenza
  • Funzione SOS attivabile manualmente

Nel suo caso il sistema ha funzionato perfettamente. Senza quell'alert, con la moto oltre il recinto e lui praticamente invisibile dalla strada con tutte quelle fratture, il destino sarebbe stato probabilmente segnato.

La storia si aggiunge ad altre nelle quali scopriamo che questo tipo di accessori, finora visti più che altro come un vezzo, si rilevano fondamentali. E non parliamo ovviamente solo di interfoni. La localizzazione GPS è ormai cosa comune su molti dispositivi a partire dal nostro smartphone. Ciò che non è ancora diffusa è l'abitudine di avere una condivisione attiva della propria posizione e la possibilità di mandare alert SOS in automatico in caso non siamo in grado di farlo. Non importa se a chiamare casa sia un Cardo, un Midland, un Interphone, un Sena o un Garmin: iniziate a pensare a questa eventualità e tenetela in considerazione quando dovete acquistare un nuovo dispositivo.

Il Cardo Packtalk Pro, uno dei pochi ad avere la chiamata di emergenza
Il Cardo Packtalk Pro, uno dei pochi ad avere la chiamata di emergenza

Tornando al nostro amico dell'Arizona, nel momento in cui scriviamo questo articolo apprendiamo che il protagonista è in coma farmacologico. I medici prevedono che si risveglierà ma la strada verso il recupero sarà sicuramente molto lunga. La sua storia però è arrivata a molti altri motociclisti che hanno supportato una campagna di crowdfunding e donato così circa diecimila dollari per sostenere le spese. Non ci resta che fargli un grosso in bocca al lupo perché lo aspetta una strada impegantiva. Una cosa però è certa: senza quel segnale SOS, Dustin probabilmente non avrebbe avuto nemmeno questa possibilità.