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Va bene salvaguardare l’ambiente, ma i costi devono essere sostenibili. Il regolamento del WorldSBK prevedeva per il 2027 l’introduzione del 100% no fossil fuel, che si propone come la più valida alternativa ai combustibili fossili, ma con ogni probabilità slitterà al 2028 per non pesare sui bilanci delle squadre.
La notizia non è ancora ufficiale ma lo sarà presto.
Ma qual è al momento la situazione dei carburanti nella classe regina delle derivate? Mentre nelle altre tre categorie, Supersport, Sportbike e Women’s Circuit Racing, esiste un unico fornitore (Panta Racing, azienda italiana che fa parte del Gruppo ungherese MOL) in Superbike il mercato è libero.
Nelle tre categorie di cui sopra il costo al litro della benzina (una no fossil al 40%, la stessa che si utilizza in SBK) è di circa 5 euro, un prezzo calmierato imposto da Dorna che contribuisce economicamente al mantenimento di questo prezzo.
Nella classe maggiore invece le squadre possono scegliere quale carburante comperare ed utilizzare e ad esempio Ducati utilizza benzina Shell, sia per la sua squadra ufficiale (che probabilmente la riceve gratuitamente a seguito dalla sponsorizzazione della multinazionale britannica) che per i team privati che utilizzano la Panigale. Questi ultimi però si trovano in pratica obbligati ad utilizzare il combustibile suggerito dalla Ducati, che non garantisce le stesse prestazioni e la stessa affidabilità dei suoi propulsori con altri carburanti. Inoltre l’introduzione del regolatore del flusso di benzina imposto lo scorso anno dal regolamento, e le successive penalità che hanno sempre riguardato solo BMW e Ducati, hanno indotto Shell a studiare nuovi tipi di benzine che potessero lenire l’effetto della riduzione del carburante nella miscela aria/benzina. Per questi motivi se una squadra privata Ducati vuole sfruttare i dati ed i parametri comunicati dalla casa bolognese, non può far altro che utilizzare lo stesso fornitore e gli stessi prodotti. Attualmente il costo al litro di Shell (per i privati) è di 24 euro più iva.
Anche Panta Racing ovviamente produce e vende carburanti ad alcune squadre della Superbike, al costo di euro 12 più iva circa. Un altro fornitore è Total Energy - ELF i cui prodotti sono utilizzati dalle squadre Yamaha e da quelle Kawasaki e bimota. Il costo della benzina francese è di circa 8 euro al litro iva inclusa. Honda utilizza prodotti Motul mentre BMW si avvale di un fornitore diverso da quelli sino ad ora citati, che fa parte dei suoi sponsor.
Cosa succederà nel 2028 quando, molto probabilmente, l’utilizzo delle benzine sintetiche diventerà obbligatorio?
Di certo assisteremo ad un notevole incremento dei costi. Al momento non sappiamo quanto potrà costare un litro di benzina ad un team della Superbike anche perché, così come succede ora, il mercato sarà libero ed i prezzi varieranno a seconda del produttore e degli eventuali accordi di sponsorizzazione. C’è chi parla di 70 euro al litro, ma ci sembra una cifra senza fondamento in quanto al momento non esistono certezze. Per darvi un’idea in Formula1 un litro di e-fuel può arrivare anche a costare 220 dollari, ma qui non siamo in F1.
L’argomento benzina rientra in un discorso molto più ampio che riguarda la continua rincorsa alle prestazioni ed alla tecnologia più avanzata, con il relativo incremento dei costi, che alla fine sono i privati a pagare. Le case ufficiali dispongono non solo di budget molto più sostanziosi, ma anche di un potere sugli sponsor tecnici legati alla loro produzione, mentre le squadre private si trovano ad affrontare costi sempre più elevati e fanno sempre più fatica a trovare sponsor e a far quadrare i conti.
Si parla da anni di una diminuzione delle prestazioni delle moto e di conseguenza dei costi, ma in realtà la situazione per gli “independent” è peggiorata, anche a causa dei nuovi regolamenti che determinano le penalità, come ad esempio la recente diminuzione del flusso di benzina, che ha incrementato i costi dei team privati. Sino ad ora a vincere sono stati solo Razgatlioglu e Bulega ma nel caso di Ducati ad essere penalizzate sono state tutte le Panigale, anche quelle che dei team privati che non hanno vinto, ma che hanno dovuto affrontare il problema del minor flusso di benzina e dei conseguenti aumenti di prezzo dei nuovi carburanti, più adatti a sopperire alle penalità e a non creare problemi (soprattutto di surriscaldamento) ai propulsori.
Così come per l’affitto dei circuiti per i test https://www.moto.it/superbike/sbk-2026-test-invernali-una-delusione-ma-non-per-tutti.html
anche per quanto riguarda i carburanti i costi pesano sempre maggiormente sulle squadre private.
Per quanto tempo si potrà ancora andare avanti così?