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Era ovvio che il dominatore del WorldSBK 2026 non si sarebbe fatto scappare la possibilità di essere “profeta in Patria”, ma la superiorità mostrata da Nicolò Bulega in riva all’Adriatico è stata quasi imbarazzante per tutti i suoi avversari, come imbarazzante è anche il predominio della Ducati, che ha piazzato quattro moto ai primi sei posti nelle prime due gare e addirittura cinque su sei nella gara lunga della domenica.
Numeri che parlano da soli, ma che evidentemente stanno bene a tutti vista l’immobilità di chi deve decidere le sorti del mondiale delle derivate e risultati che stanno rendendo questo campionato una sorta di monomarca nel quale riescono ad inserirsi soltanto le bimota, senza però intaccare il podio che resta tutto rosso dal 2 maggio quando a Balaton Miguel Oliveira colse il terzo posto in Gara1.
Senza la caduta di Axel Bassani in Gara2 forse la KB998 avrebbe interrotto la marea rossa nelle prime tre posizioni. Non è stato così, ma è stato ribadito che solo la casa italo/giapponese può sperare di avvicinarsi alle Panigale V4.
Con Danilo Petrucci ancora fermo ai box (speriamo di rivederlo a Donington) le speranze della BMW erano riposte proprio sul portoghese, il cui rientro è stato positivo, ma non ci poteva certo aspettare che la lunga sosta non incidesse sulle sue prestazioni.
Con la Kawasaki spazzata via dalla caduta di Garrett Gerloff in Superpole, si sono riviste le Yamaha e si è rivisto Andrea Locatelli, sempre primo dei piloti con la R1, ma senza andare più in la del settimo posto quale miglior risultato del week end.
Per quanto riguardala Honda prosegue la telenovela tragicomica della casa motociclistica più grande al mondo, che a Misano si è aggrappata a Somkiat Chantra per portare a casa ben quattro punti……..
Il Misano World Circuit è stato come sempre all’altezza della situazione e nonostante il gran caldo i tifosi non hanno fatto mancare la loro presenza. Un atto d’amore nei confronti della Superbike e di Bulega.
Ecco i nostri giudizi sui piloti che hanno corso in Romagna:
Un voto che si ripete ma che mi sembra sempre più limitativo nei confronti del romagnolo che sulla pista di casa non ha lasciato agli avversari nemmeno la più tenue speranza di poterlo superare. Encomiabile il suo impegno e la sua professionalità, che uniti al suo indubbio talento fanno di lui un campione.
Lo spagnolo è apparso un poco deconcentrato, probabilmente a causa della sua recente (e molto positiva) apparizione in MotoGP. A Misano non abbiamo visto il vero Lecuona, sia perché Bulega ha ingranato una marcia in più, sia perché dopo Balaton GP Iker si era forse illuso di poter fare lo sgambetto al suo compagno di squadra.
Week end da incorniciare per il giovane pilota di Marco Barnabò. Togliendo i primi due, Yari è sempre stato il primo degli umani, bravo a precedere i numerosi altri piloti con la Panigale. Si sta imponendo come terza forza del campionato e al momento ha 14 e 22 punti di vantaggio rispettivamente su Alex e Sam Lowes. Continua così!
Un leone in gabbia. Andrea sa di poter fare molto più di quanto stia facendo, ma la sua moto non glielo permette. Su una delle piste che conosce meglio, il Loka è riuscito nell’impresa di riportare in alto la R1. Vi pare poco?
Fresco di rinnovo, a Misano l’inglese della bimota non ha sbagliato nulla ed è stato fermato solo da un problema tecnico nella gara sprint. Quando resta concentrato e non commette errori Alex è uno dei migliori piloti della SBK. Cercasi continuità disperatamente.
Al grido di “o Roma o morte” Axel ha preferito rischiare e cadere piuttosto che arrendersi ad un altro quarto posto. O almeno così ha detto. Personalmente avrei preferito tornare da Misano con tre quarti posti, ma questa è la differenza che passa tra un motocilista (lento) ed un pilota. In bimota gli hanno dato fiducia e gli hanno rinnovato il contratto in attesa che, proprio come il suo compagno di squadra, Axel trovi continuità. Ed è quello che ci auguriamo tutti.
Il pilota del Team GoEleven fallisce l’appuntamento di casa per un suo errore e per sfortuna. La caduta in Gara1 proprio non ci voleva, poi Lorenzo si rifà nella gara sprint con un brillante quinto posto, ma nella seconda gara lunga il suo stivale litiga con la Panigale e lo costringe al quindicesimo posto. Il Balda sembra sempre vicino a fare il colpaccio, ma sino ad ora ha portato a casa solo due podi. Lo aspettiamo.
Il miglior debuttante del campionato non si smentisce certo nel round di casa e chiude sempre al sesto posto, anche in Superpole, confermandosi come la più bella sorpresa di questa stagione. In realtà il regolamento (micragnoso) lo penalizza di una posizione nella gara sprint, ma a noi non interessa.
Il gemello sulla Ducati in Romagna mostra la sua faccia peggiore e cade tre volte in due giorni. Odio le etichette, ma Sam fa di tutto per farsi affibbiare la nomea di cascatore. Veniva da tre podi su tre gare (Aragon) ma ogni volta che ci si aspetta che faccia il salto di qualità lui cade.
Un week end in crescendo quello del portoghese, che si scrolla di dosso la ruggine accumulata in settimane di sosta ma proprio sul più bello viene tradito dalla sua BMW. Se la sfiga lo molla Miguel resta la più valida minaccia per la coppia Aruba.
Weekend da dimenticare in fretta per il texano di Puccetti, che rovina tutto con una caduta nel giro di ingresso in pista della Superpole. Nelle tre gare si impegna al massimo e porta a casa dei punti nelle gare lunghe, ma ormai la frittata è fatta. Deve riprendere in fretta la striscia positiva delle precedenti gare.
Non possiamo comprendere se le sue opache prestazioni di Misano dipendano maggiormente dalle sue ancora non perfette condizioni fisiche, dal famoso peso aggiunto o semplicemente dal fatto che lo spagnolo veleggia verso le 42 primavere (a novembre).