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Sono molti i piloti della MotoGP che il prossimo anno non verranno confermati nel motomondiale: Jack Miller, Alex Rins, Brad Binder, Franco Morbidelli e Maverick Vinales. Tutti e cinque, una volta resisi conto che il loro futuro non sarebbe stato più in GP, hanno manifestato in modi diversi, interesse per il mondiale Superbike.
C’è chi come Miller ha posto subito un limite di ingaggio di un milione, o chi come Vinales ha detto che sta cercando “qualcosa” in SBK.
Al momento i due più vicini al passaggio di categoria sembrano essere Franco Morbidelli, sulla lista del Team Aruba.it Racing – Ducati in sostituzione di Nicolo Bulega (che farà il tragitto inverso) e Brad Binder, che sembra vicino ad un accordo con il ROKiT BMW Motorrad WorldSBK Team, per sostituire un altro ex GP: Danilo Petrucci.
Tra i due il sudafricano sembra quello più vicino a correre nel mondiale delle derivate nel 2027, mentre per quanto riguarda “il Morbido” è solo uno dei piloti che la squadra di Stefano Cecconi sta valutando, ma non sembra sia iniziata una vera e propria trattativa.
Superbike serie B?
A giudicare dalle dichiarazioni rilasciate dai cinque piloti di cui sopra, la SBK viene considerata una soluzione di ripiego, una specie di serie B. Lo dimostra quanto affermato da Miller che vuole un milione di euro, come a dire: “io scendo in serie B ma mi dovete dare tanti soldi”.
Sono considerazioni del tutto errate, e basterebbe informarsi meglio o magari fare due chiacchiere con chi ha già fatto il grande passo GP/SBK, per capire che le derivate non rappredentano una pensione dorata e nemmeno un “refugium peccatorum”.
Analizziamo i risultati di questa stagione dei 5 piloti in oggetto.
Quello messo meglio è Binder, tredicesimo in classifica con 64 punti, a seguire abbiamo Morbidelli sedicesimo con 46 punti e Alex Rins diciannovesimo con 21 punti. Per ritrovare il “prezioso” Miller dobbiamo scendere in ventesima posizione (19 punti) mentre Vinales è addirittura ventiduesimo e di punti ne ha raccolti solo 10. Non voglio indagare i motivi di questi deludenti piazzamenti, ma è chiaro che nessuno di loro si sta esprimendo al massimo e se a questo aggiungiamo che sono tutti tra i 30 ed i 31 anni il quadro che ne esce non è esaltante.
Ma al di là di questo, non è l’età la discriminante e nemmeno i risultati che stanno ottenendo, quanto la mentalità con la quale si avvicineranno (se ne avranno davvero l’opportunità) al campionato delle derivate.
Se pensano di timbrare il cartellino e di ritirare lo stipendio stanno sbagliando tutto.
Al momento in Superbike ci sono già sei piloti che provengono dal campionato prototipi: Iker Lecuona, Remy Gardner, Somkiat Chantra, Miguel Oliveira, Danilo Petrucci e Alvaro Bautista. Tra questi solo Lecuona ha vinto una gara, mentre Oliveira è salito sul podio 4 volte e Bautista 1. Gli altri sono ancora a secco e come sappiamo a dominare il campionato è un pilota “scartato” dalla Moto2 che non ha mai corso una sola gara di MotoGP.
Non basta provenire dalla MotoGP per essere certi di far bene in SBK.
Negli anni sono stati molti i piloti che sono arrivati dalla GP e di questi solo tre hanno vinto il titolo mondiale: Max Biaggi (2), Alvaro Bautista (2) e Carlos Checa (1) e lo hanno fatto nella loro quarta stagione in SBK.
In Superbike la pagnotta è dura e diventa durissima se non hai una Ducati (capito Binder?).
Certo il fatto di aver corso in MotoGP rappresenta un ottimo biglietto da visita ed alcune squadre, specialmente quelle ufficiali, vengono attratte dal poter annoverare tra le loro fila un pilota famoso, ma i rischi sono molti: l’adattamento all’ambiente, alla moto e soprattutto il doversi confrontare con piloti che hanno “fame” di dimostrare il loro talento. In altre parole: esiste l’assoluta sicurezza che Binder, Rins o Morbidelli in SBK 2027 possano fare meglio di Xavi Vierge o di Alberto Surra (per citare due dei piloti SBK che sono in scadenza di contratto)?
Un’ultima annotazione: se come sembra Binder approderà nel team ufficiale BMW 2027 sarà il quarto pilota ad arrivare in SBK dal Team ufficiale KTM, dopo Gardner, Petrucci e Lecuona.
Il Team della casa austriaca si candida quindi di diritto come miglior procacciatore di piloti per il mondiale delle derivate.