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E’ ancora Ducati Cup, per usare un’espressione coniata lo scorso anno da Toprak Razgatlioglu. Anche oggi nella torrida Phillip Island (con temperature di 33 gradi) Nicolò Bulega ha fatto un altro mestiere e con il tempo di 1’28”630 ha staccato di 666 millesimi il secondo classificato Sam Lowes sempre su Ducati. Alle spalle dell’inglese del Team ELF Marc VDS un terzetto tutto italiano e tutto giovane composto da un sorprendente Lorenzo Baldassarri, da Yari Montella e da Axel Bassani, primo dei piloti che non utilizzano la nuova Panigale V4.
666 si dice sia il numero del diavolo e infatti ai suoi avversari Bulega deve essere apparso proprio come un imprendibile diavolo rosso. Con il crono stabilito oggi Nicolò arriva a 66 millesimi dal record della pista e a 7 decimi dal giro veloce, record da lui stesso stabiliti lo scorso anno. E siamo solo nei test…..
Dietro di lui i distacchi che separano Lowes ed i tre italiani sono minimi e si contano in un paio di decimi l’uno dall’altro. Sam Lowes e Montella hanno confermato quanto fatto ieri, mentre Baldassarri nei due turni di oggi è riuscito a rompere il muro del 1’30 e a portarsi al terzo posto assoluto. E’ ancora presto per dire se abbiamo trovato due giovani protagonisti italiani, ma intanto siamo felici di vederli nelle zone alte della classifica.
Axel Bassani rompe l’egemonia Ducati e porta la bimota al quinto posto, seguito proprio dal suo compagno di squadra Alex Lowes. Evidente il miglioramento della KB998 che rispetto alla passata stagione ora in ogni circuito dispone di dati dai quali partire per la messa a punto, ma l’italiano è apparso anche più sereno e sicuro delle proprie capacità.
Importante passo avanti per la BMW e per Miguel Oliveira, a sua volta sotto il muro del 1’30 nella sessione del mattino. Il portoghese sta bruciando le tappe ed è apparso un poco più avanti del suo compagno di squadra Danilo Petrucci, che ha chiuso dodicesimo, che ha comunque migliorato il suo best lap di ieri ed è a sua volta sulla strada giusta per sfruttare il potenziale della M1000RR.
Iker Lecuona ha la sfortuna di avere davanti a sè un confronto improponibile con il dominatore Bulega, ma compie continui e costanti progressi e conclude questi test in ottava posizione, davanti alla prima delle Yamaha, quella del suo ex compagno di squadra in Honda Xavi Vierge. Pur essendo una new entry per la casa di Iwata, lo spagnolo è stato l’unico a scendere sotto l’1’30 e a portare la R1 in top ten. Gli altri piloti Yamaha sono distanti e sono tutti in fila dal quindicesimo posto di Stefano Manzi (caduto sia ieri che oggi) al sedicesimo di un irriconoscibile Andrea Locatelli che precede un deludente Remy Gardner. Manzi è al debutto ed è giustificabile, mentre a Locatelli questa pista non è mai piaciuta.
Nonostante una scivolata Garrett Gerloff chiude la top ten confermando io progressi suoi, del team (con un nuovo capo tecnico) e soprattutto della Ninja ZX-10RR nuova nell’aerodinamica e nel propulsore.
Marco Barnabò si aspettava molto da Alvaro Bautista, ma sino ad ora il pilota del Team Barni non ha brillato ed è anche stato autore di una caduta. Sappiamo però che lo spagnolo in prova non cerca mai il tempo sul giro e siamo certi che in gara vedremo un Alvaro diverso, a condizione che in questi due giorni abbia trovato la collocazione migliore per gli oltre sette chili di (ingiusta) penalizzazione.
Alberto Surra è al debutto assoluto non solo in SBK ma anche su una moto di grossa cilindrata. Il giovane pilota del Team Motocorsa è l’ultimo in classifica ad essere sceso sotto il muro del 1’30 e quindi il suo quattordicesimo posto è da considerarsi molto positivo.
Decisamente sfortunata la squadra Honda HRC che dopo aver perso Somkiat Chantra prima di patire per l’Australia, ieri ha perso anche Jake Dixon che è caduto e si è rotto un polso. Per lui week end finito, con la speranza di rivederlo a Portimao tra un mese.
Chiudono la classifica i due piloti dello Yamaha Motoxracing WorldSBK Team, vale a dire Bahattin Sofuoglu e il nostro Mattia Rato. Il turco è stato limitato da una caduta mentre l’italiano ha visto Phillip Island e la sua R1 per la prima volta, ma è riuscito a migliorarsi ogni volta che è sceso in pista.