Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Se si esclude la Superpole Race, le altre gare Superbike al Motorland Aragon sono state alquanto noiose. Lo strapotere della Ducati ha ucciso il campionato 2026 più ancora di quello, ampiamente annunciato, di Nicolò Bulega, perché se non fosse l’italiano a vincere le gare lo farebbe l’eterno secondo Iker Lecuona o Sam Lowes, sempre terzo in terra d’Aragona. Per trovare una moto che non sia una Panigale bisogna scendere dal quarto o quinto posto in poi, incontrando una bimota o una Kawasaki, che poi hanno lo stesso motore.
E’ innegabile che la casa italiana sia quella che ha maggiormente investito in Superbike (con il suo ottimo tornaconto visto che anche il team “ufficiale” Aruba paga le proprie moto) ma è altrettanto evidente che a parte la Kawasaki, che ha creato e sviluppato la bimota KB998 e ha dotato la Ninja di una nuova aerodinamica e di un propulsore rinnovato, tutte le altre case sono rimaste immobili, e non hanno raccolto il guanto di sfida lanciato a Borgo Panigale.
Nemmeno la BMW, che ha evidentemente peccato di superbia ed ha erroneamente pensato di poter vincere anche senza il fenomeno turco. Delle altre: Yamaha paga anni di immobilismo e Honda anni di incapacità.
Tornando alle gare del Motorland, alle quali nei tre giorni hanno assistito solo quasi 29.000 spettatori, dopo la noia profonda di Gara1 si è rivista finalmente un po di vera Superbike nella gara sprint (creata proprio per questo) per poi ricadere nel torpore domenica pomeriggio, in una gara dove i sorpassi si sono contati sulle dita di una mano e ci hanno ricordato i tempi di Stoner (guarda caso su Ducati) in MotoGP, quando la regia vagava per il tracciato nell’ardua ricerca di un sorpasso che non fosse in rettilineo.
Al Misano World Circuit la musica non cambierà certamente per quanto riguarda le prime due posizioni, ma speriamo in un poco di adrenalina nella lotta per le restanti posizioni, magari grazie al ritorno in pista di Danilo Petrucci e Miguel Oliveira. Sarà comunque un bel week end di sole, motori, caldo e passione.
In attesa di rivederci nel paddock di Misano ecco i nostri voti ai protagonisti delle gare spagnole.
Una lode più grande del solito per quanto ci ha fatto vedere nella gara sprint, dove avendo scelto la gomma SC0 sino all’ultimo giro sembrava battuto, ma come si suol dire, quando il gioco si fa duro: record della pista e vittoria consecutiva numero 21. Scusate se è poco. Secondo me se in MotoGP è rimasto ancora qualcuno che di piloti ci capisce un posto glielo trovano...
Se continua a chiudere sempre alle spalle del suo ingordo compagno di squadra può tener vivo il campionato (almeno matematicamente) sino a Cremona. E’ diviso tra la gioia di poter dimostrare finalmente le sue capacità e la disperazione per poterlo fare proprio nell’anno di Bulega. Non mollare Iker.
Quando resta concentrato e non commette errori il gemello Sam è il primo degli umani e dei privati Ducati. In Aragona non sbaglia niente e sale tre volte sul podio, pur restando ben lontano dalle rosse sponsorizzate Aruba.
Imita il fratello nel senso positivo del termine e non sbaglia nulla. Assieme a Bassani costruisce una diga nel fiume rosso, su una pista che sulla carta avrebbe dovuto soffocare la KB998. Speriamo non sia solo un fuoco di paglia.
Il suo è stato un week end in crescendo: ottavo, sesto, quinto. Sembra essere uscito dal tunnel nel quale era sparito ad Assen e ancora peggio a Balaton. Un podio a Misano sarebbe la ciliegina sulla torta.
Al contrario di Bassani il pupillo di marco Barnabò è andato peggio di gara in gara, sino alla caduta in quella lunga della domenica. Non era il Montella brillante visto a Most e a Balaton, ma si deve riprendere in fretta perché Misano lo aspetta.
Il suo round era iniziato bene con un convincente sesto posto in Gara1, ma poi è arrivata una domenica da dimenticare, con due cadute consecutive. La prima per un suo errore e la seconda per un errore di Vierge. Anche lui come Montella non ci era apparso al massimo della forma.
Mezzo voto in più per la generosità dimostrata nel voler tornare a correre anche se non commina ancora con le stampelle. Sabato si deve ritirare per un problema tecnico, domenica chiude ottavo e settimo. Impossibile chiedergli di più.
La svolta della sua stagione è avvenuta nei due round in Europa dell’Est, ma per il texano il trend positivo è proseguito anche in Spagna, a parte la partenza sbagliata nella gara sprint. I suoi test a Misano sono andati molto bene e Puccetti incrocia le dita. Il bello deve ancora arrivare?
Un rookie inglese, in un team australiano, con una moto italiana. Un miscuglio internazionale riuscito bene visto che Tommy sabato conquista il suo miglior risultato stagionale e anche la domenica chiude agevolmente nella top ten.
Penalizzato brutalmente in Gara1, il giovane talento del Team Motocorsa si rifà nella gara sprint con un fantastico quarto posto. fa ancora fatica nelle gare lunghe a causa della gestione delle gomme, ma il ragazzo impara in fretta. La consacrazione a Misano?
Torna dal Motorland con due cadute ed un tredicesimo posto. Troppo brutto per essere vero. Spero solo che non sia passato dalla disperazione alla rassegnazione. Rivogliamo il vero Loka.