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Ducati e offroad: due parole che, nell'immaginario collettivo, ancora oggi sembrano cozzare tra loro. Eppure, in poco più di un anno, la gamma a ruote tassellate della Casa di Borgo Panigale è cresciuta a vista d'occhio. Dopo aver provato la Desmo450 MX nel 2025, siamo tornati nell'estate del 2026 allo 04 Park di Andrea Dovizioso, a Faenza, per salire di nuovo in sella a una Desmo450. Questa volta, però, non alla versione da cross, ma alla nuova Desmo450 EDS, quella pensata per l'enduro.
Fanale, ruota posteriore da 18 pollici, paramani, cavalletto e tutte le protezioni indispensabili per affrontare il bosco. Ma le differenze non si fermano certo qui. Sotto le plastiche cambia molto di più, a partire proprio dal motore, che riceve una lunga serie di modifiche dedicate per adattarsi alle esigenze dell'enduro. Insomma, non una semplice MX omologata, ma una moto sviluppata con una personalità ben precisa.
Partiamo da ciò che la Desmo450 EDS condivide con la sorella da motocross. Telaio e forcellone sono gli stessi, così come il comparto sospensioni: forcella Showa da 49 mm e mono Showa, entrambi completamente regolabili. Rimangono invariati anche il leveraggio, la sua lunghezza, le quote e la progressione.
A cambiare sono invece le molle, che adottano carichi inferiori, e soprattutto le tarature interne, sviluppate specificamente per l'utilizzo enduro. Le ruote, ovviamente, sono da 21 pollici all'anteriore e 18 al posteriore, come da tradizione. Insomma, stiamo parlando di una vera enduro e non poteva essere altrimenti. Lo stesso discorso vale per l'impianto frenante, affidato ancora a Brembo con dischi Galfer.
Anche dal punto di vista estetico la parentela con la MX è evidente, ma non mancano le novità. Arrivano il faro anteriore e il fanale posteriore a LED, una sella completamente nuova e convogliatori ridisegnati per ospitare il serbatoio trasparente da 8,5 litri, una soluzione tipica delle moto da enduro che permette di controllare a colpo d'occhio il livello del carburante.
Completano il pacchetto i paramani, la slitta paramotore e una cruna del monoammortizzatore completamente riprogettata, uno degli elementi che sulla versione MX aveva mostrato qualche limite negli impatti più violenti. Ducati è intervenuta proprio su questo componente per aumentarne robustezza e affidabilità nelle condizioni più impegnative.
Come sulla versione da cross, anche il comparto elettronico è semplicemente da paura. E lo diciamo in senso assolutamente positivo. Direttamente dal blocchetto al manubrio è possibile gestire traction control, quickshifter, launch control e selezionare una delle due mappe motore. Ma è collegando la moto all'app X-Link che si scopre il vero potenziale della Desmo450 EDS.
Qui si apre un mondo. Oltre alle due mappe motore, è possibile personalizzare due livelli di freno motore, due differenti risposte dell'acceleratore e scegliere tra quattro livelli di intervento del traction control, cucendo il comportamento della moto sulle proprie esigenze e sul terreno che si sta affrontando. L'app permette inoltre di visualizzare numerosi parametri della moto, monitorarne lo stato e tenere sotto controllo gli interventi di manutenzione.
La vera novità, però, è un'altra. La Desmo450 EDS è la prima moto di serie dotata di manutenzione predittiva. Ducati ha sviluppato un software in grado di analizzare continuamente i dati provenienti dalla centralina, calcolare l'effettivo livello di stress a cui sono stati sottoposti motore e componenti e indicare al proprietario il reale stato di usura della moto. In questo modo non ci si basa più soltanto su intervalli chilometrici prestabiliti, ma sulle reali condizioni di utilizzo, suggerendo quando è davvero necessario effettuare gli interventi di manutenzione. Una soluzione innovativa che potrebbe cambiare il modo di gestire una moto da fuoristrada.
Ok, ma quindi cambia solo il nome? Arrivano soltanto i fanali? Assolutamente no. Anzi, è proprio il motore a rappresentare una delle differenze più importanti.
Esternamente il monocilindrico è praticamente identico a quello della Desmo450 MX, ma all'interno cambia tantissimo. Arrivano nuovi alberi a camme, un pistone ridisegnato per ridurre il rapporto di compressione, un nuovo albero motore con una maggiore inerzia, un impianto di scarico dedicato, un corpo farfallato che passa da 44 a 42 mm e una gestione elettronica completamente rivista con mappe specifiche per l'enduro.
La novità più importante, però, è il cambio a sei rapporti, sviluppato da zero per questa EDS. Non si tratta di una semplice aggiunta della sesta marcia: tutti i rapporti sono stati ripensati per l'utilizzo tra i sentieri. Per rendere l'idea, la prima marcia della Desmo450 MX è paragonabile alla seconda della EDS. Questo significa avere un rapporto molto più corto per affrontare le mulattiere più tecniche e, allo stesso tempo, una spaziatura tra le marce studiata per rendere la moto più efficace in ogni situazione.
Insomma, sotto le plastiche le novità sono davvero tante. E non vi abbiamo ancora parlato della caratteristica che rende unico questo propulsore: la distribuzione desmodromica. Del resto lo suggerisce già il nome della moto. È una soluzione che Ducati ha voluto mantenere anche su questa versione da enduro, adattandola però alle esigenze di un utilizzo completamente diverso rispetto alla MX, con l'obiettivo di ottenere un'erogazione più piena, più sfruttabile e meno affaticante nelle lunghe giornate in sella.
Ok, mettiamolo subito in chiaro: la Desmo450 EDS non è una MX con due fanali e una marcia in più. Stampatevelo bene in testa, perché sarebbe il modo più sbagliato per descriverla.
Il motore cambia davvero carattere. L'erogazione è molto più dolce, lineare e progressiva. In mappa Soft, in alcune situazioni, può addirittura sembrare fin troppo tranquilla, mentre selezionando la mappa Hard la spinta aumenta in maniera evidente, ma senza mai diventare brusca o esplosiva. È un motore che lavora tantissimo sulla trazione: anche quando il grip è poco riesce comunque a scaricare a terra una quantità impressionante di cavalli, facendo davvero tanta strada.
Anche il cambio è stato azzeccato in pieno. La rapportatura è ben spaziata e, nella maggior parte delle situazioni, la terza marcia è quella che si utilizza più spesso. La seconda entra in gioco quasi esclusivamente nei tornanti più stretti, quelli a picchetto, mentre la prima resta riservata alle sezioni davvero estreme, dove serve tutta la coppia possibile.
Nel complesso è una moto che invita a guidare sempre con una marcia in più rispetto a quanto verrebbe naturale fare su una cross. E non è un caso, perché c'è un aspetto della ciclistica che contribuisce in maniera decisiva a questo comportamento e di cui parleremo tra poco.
Capitolo elettronica. Il traction control è semplicemente spettacolare. Più volte ho cercato di metterlo in crisi di proposito, aprendo il gas in maniera violenta e anche volutamente "sbagliata" in uscita di curva, per capire fino a dove fosse in grado di intervenire. Il risultato? Impressionante. Sembra letteralmente di avere la ruota posteriore incollata al terreno. Con il controllo di trazione inserito diventa davvero difficile far scivolare il posteriore, e la sensazione è quella di avere sempre tantissima motricità a disposizione.
Complice anche la pioggia caduta nelle prime ore del mattino, il fettucciato era estremamente viscido e le condizioni erano tutt'altro che semplici. Eppure, proprio come mi era successo sulla Desmo450 MX, anche questa volta il lavoro del traction control mi ha lasciato senza parole. È uno di quei sistemi che fanno davvero la differenza e che, una volta provati, diventano difficili da abbandonare.
Dal punto di vista ciclistico la Desmo450 EDS ci ha convinto parecchio. Più che la 450 da cross. Partiamo dai freni: l'impianto Brembo è una garanzia e offre una frenata potente, modulabile e sempre facile da gestire, anche nei tratti più tecnici dove serve grande precisione.
Molto positive anche le sospensioni Showa. Le tarature di serie sono state azzeccate e riescono a coprire uno spettro di utenti davvero ampio. Certo, una forcella preparata su misura dal proprio sospensionista, cucita addosso al pilota e al suo stile di guida, rimane sempre un'altra cosa. Ma considerando che si tratta di un prodotto di serie, il lavoro svolto da Ducati è davvero notevole. La forcella è morbida il giusto, copia bene le asperità del terreno senza affondare eccessivamente, mentre il monoammortizzatore garantisce tanta trazione, permettendo alla ruota posteriore di rimanere sempre ben incollata al terreno.
Un aspetto che ci ha colpito è il bilanciamento generale della moto. La EDS è leggermente "impuntata" sull'anteriore, ma, a differenza di quanto avevamo riscontrato sulla versione MX — dove avevamo cercato di correggere proprio questa caratteristica — qui la scelta funziona davvero bene. Nell'enduro, infatti, questo assetto aiuta l'inserimento in curva, rende più rapidi i cambi di direzione e facilita parecchio la guida nei tornanti stretti e nelle contropendenze.
Nei tratti più veloci, nonostante le prove speciali disegnate dal mitico Matteo Graziani non fossero particolarmente scorrevoli o da quarta piena, abbiamo trovato una moto stabile e abbastanza sincera. È una ciclistica che probabilmente richiede qualche chilometro in più per essere compresa fino in fondo, soprattutto se confrontata con l'immediatezza che trasmette nelle sezioni più lente e tecniche.
L'unico vero rammarico è non averla potuta provare in una mulattiera "vera", di quelle con pietre, gradoni e passaggi estremi, l'habitat naturale di una moto come questa.
Una nota importante riguarda anche gli pneumatici. Ducati ha scelto, giustamente, di farci provare la moto con le Metzeler Six Days Extreme di primo equipaggiamento. Una scelta che abbiamo apprezzato molto, perché permette di valutare la moto esattamente come esce dal concessionario. L'anteriore è una garanzia, mentre al posteriore era montata la versione Hard, una soluzione che molti enduristi tendono a sostituire con la Soft, capace di offrire maggiore trazione e anche un miglior assorbimento delle piccole asperità grazie alla carcassa più morbida.
Infine, un dettaglio non trascurabile: niente mousse. La moto era equipaggiata con camere d'aria tradizionali gonfiate a 1,1 bar. E chi pratica enduro sa benissimo quanto una mousse — soprattutto quella giusta — possa cambiare radicalmente il comportamento della moto, sia in termini di trazione sia di comfort. Per questo motivo, siamo convinti che con un setup ancora più orientato all'utilizzo specialistico la Desmo450 EDS potrebbe fare un ulteriore passo in avanti.
Nel complesso la Desmo450 EDS ci è sembrata una moto estremamente piacevole da guidare e, a nostro parere, un progetto ancora più riuscito rispetto alla sorella da motocross. Probabilmente non è un caso. Un anno in più di sviluppo, test e raccolta dati ha permesso ai tecnici Ducati di affinare molti dettagli e il risultato, una volta in sella, si percepisce chiaramente.
È una moto equilibrata, facile da interpretare, tecnologicamente avanzata ma mai complicata da utilizzare. Riesce a trasmettere fiducia fin dai primi metri e, soprattutto, dà la sensazione di essere stata progettata davvero pensando all'enduro e non semplicemente adattando una moto da cross.
Adesso, però, arriva la parte più interessante: vederla in gara. E sotto questo aspetto potrebbero esserci novità molto presto. Anzi, prestissimo. Qualcosa si sta muovendo e, da quello che filtra, i dettagli sarebbero ormai in fase di definizione. Serve ancora un pizzico di pazienza, ma la sensazione è che presto vedremo la Desmo450 EDS confrontarsi con i migliori anche nelle competizioni.
E poi fermiamoci un attimo a pensarci. Solo due anni e mezzo, tre anni fa, dire che Ducati avrebbe avuto una gamma completa da fuoristrada, con una moto da motocross, una da enduro e un programma corse ufficiale, avrebbe fatto sorridere molti. Qualcuno vi avrebbe persino dato dei matti.
E invece eccoci qui. Ducati è arrivata nel mondo dell'enduro. E, visto come sono partiti, la sensazione è che questo sia soltanto l'inizio.
Maggiori info
Tester
Mattia carpi, 29 anni, 180cm x 95kg
Luogo
Faenza, 04Park, 31°C, fondo duro e compatto reso scivoloso da due temporali estivi
Abbigliamento
Casco: Arai MX-V EVO
Occhiali: 100% Armatic
Maglia: Alpinestars
Pantalone: Alpinestars
Guanto: Alpinestars
Stivali: Alpinestars Tech 10 Superventend
Ducati
Via C. Ducati, 3
40132 Bologna
(BO) - Italia
051 6413111
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