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Nicolò Biulega ci teneva davvero tanto a vincere a casa sua, davanti al suo pubblico ed ai suoi amici. Si era preparato mentalmente e fisicamente in modo perfetto e una volta in pista non ha lasciato scampo ai propri avversari. Il record di vittorie consecutive continua a crescere e il numero dei suoi podi ora è superiore a quello di Colin Edwards, ma soprattutto il sogno di poter approdare il prossimo anno in MotoGP sembra sempre più vicino a realizzarsi.
Intanto Nicolò si gode il momento.
Un fine settimana da ricordare.
Penso che per un pilota italiano vincere tre gare a Misano rappresenti un sogno, tanto più se corri per la Ducati e in una squadra tutta italiana. Sono estremamente contento, perché ci tenevo davvero tanto a fare un week end così. Sapevo che mi sarei dovuto impegnare molto perché ultimamente Iker è sempre stato molto veloce. Ma qui sono partito con la mentalità di fare più di quanto io non faccia solitamente, proprio perché non volevo lasciare nulla al caso e perché volevo assolutamente vincere.
Sembra che Dall’Igna abbia detto che ti meriti una MotoGP
Io sto facendo tutto quello che posso per fare il grande salto nel motomondiale e per quanto mio riguarda io sono contento delle mie performance.
Il sorpasso su Lecuona al primo giro lo avevi calcolato?
Avevo capito che ci avrebbe provato in quella curva e allora ho chiuso il gas un attimo prima pensando che lui sarebbe invece andato largo e io avrei potuto aprire prima il gas e lo avrei potuto incrociare. E’ andata proprio e ritengo sia stata una bella manovra.
Qui in SBK sei un idolo e a Misano sei stato osannato. Se, come sembra, passerai in MotoGP forse il prossimo anno qui a Misano non avrai lo stesso trattamento, visto che ci sono anche altri campioni amati dalle folle.
E’ chiaro che se dovessi mai andare “di là” troverei tanti campionissimi che è giusto abbiano più tifosi di me. E’ successo anche qui in Superbike quando sono arrivato, ma negli anni ho visto sempre più bandiere e magliette dei miei tifosi e questo mi ha fatto e mi fa ancora molto piacere. C’è voluto del tempo qui e ce ne vorrà dell’altro in MotoGP. Ovviamente serviranno i risultati, senza i quali non si va da nessuna parte, però penso che tutti quelli che dalla Moto2 o da altre categorie sono passati alla MotoGP abbiano impiegato alcune stagioni prima di essere considerati dei top rider. Lo stesso Pecco o Quartararò, ad esempio, che ora sono super campioni inizialmente avevano molti meno tifosi di quanti ne abbiano ora. Ci vuole del tempo. Come in tutte le cose.
Oggi venticinquesima vittoria consecutiva, record assoluto, e settantasettesimo podio, due più di un certo Colin Edwards. Ammesso che tu vada in MotoGP (uso il condizionale per scaramanzia) lasceresti un’impronta importante in Superbike.
Se tre anni fa mi avessero detto che avrei eguagliato o superato i record di campioni del calibro di Edwars o altri non ci avrei mai creduto. Da quando sono arrivato in Superbike tutto è girato per il verso giusto. Ho trovato una squadra fantastica, una moto molto competitiva e io stesso sono maturato tanto, facendo tutto quello che serviva per far bene. Penso di aver sfruttato al massimo quello che ho avuto a disposizione, e adesso vedere il mio nome in mezzo a quelli di campioni e miti del passato mi rende estremamente felice ed orgoglioso. Tanto più se consideriamo che sono solo due anni e mezzo che corro in Superbike.