Harley-Davidson lascia il King of the Baggers: dal 2027 si corre solo con la MotoGP o "sotto casa"

Harley-Davidson lascia il King of the Baggers: dal 2027 si corre solo con la MotoGP o 'sotto casa'
La motor company ha rilasciato un nuovo programma sportivo e dopo sei stagioni chiude con il MotoAmerica: le risorse vanno a potenziare la Bagger World Cup con più team, piloti e gare senza trascurare le corse "grassroots" aperte ai clienti
5 ottobre 2026

Harley-Davidson ha annunciato il 1° ottobre da Milwaukee la riorganizzazione della propria strategia racing, che dal 2027 si dividerà in due programmi complementari. Da una parte il Premier Racing, cioè la FIM Harley-Davidson Bagger World Cup organizzata con MotoGP, IRTA e FIM, che diventa ufficialmente la piattaforma sportiva di riferimento del marchio. Dall'altra il Grassroots Racing, un programma pensato per offrire occasioni di gara accessibili a piloti di diverse discipline e livelli di esperienza. Il prezzo di questa scelta è l'uscita della Harley-Davidson Factory Racing dal MotoAmerica King of the Baggers al termine della stagione 2026: niente più squadra ufficiale né supporto factory nel campionato americano che ha di fatto inventato le corse con le bagger.

Due binari: la vetrina mondiale e le corse per tutti

La logica del piano è riassunta da Artie Starrs, presidente e CEO della Casa: mettere le Harley più veloci "sul palcoscenico più grande" e, allo stesso tempo, portare lo spirito competitivo a un pubblico più ampio. "Che si tratti di vantarsi al drag strip sotto casa, del podio in una gara di flat track o di una sfida tra concessionari, tutti devono avere l'occasione di competere e vincere su una Harley-Davidson", ha dichiarato Starrs.

Sul Grassroots Racing, per ora, il comunicato si ferma alle intenzioni: si citano drag racing, flat track e sfide tra dealer, ma non ci sono ancora formati, calendari o regolamenti. Più chiaro invece il quadro sul fronte mondiale.

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Far crescere la Bagger World Cup

Nel 2027 la Bagger World Cup si allargherà con nuovi team, nuovi piloti e un calendario più ricco. Il bilancio della stagione d'esordio, del resto, è stato sopra le aspettative della stessa Harley-Davidson. "Abbiamo visto gare incredibili, cinque vincitori diversi, tutti i team sul podio e una lotta per il titolo arrivata fino all'ultimo round", ha spiegato Jeffrey Schuessler, Director Global Racing Programs. "Questa è solo la linea di partenza".

Il titolo inaugurale come ormai sapete è andato all'australiano Archie McDonald, deciso nella finale del Red Bull Ring dopo il contatto tra Andrea Iannone ed Eric Granado che ha tolto dai giochi il pilota brasiliano. Una serie nata nel weekend della MotoGP, con un calendario europeo e internazionale e qualche nome di richiamo come Iannone con Niti Racing, ha dimostrato di poter attirare pubblico anche al di fuori degli Stati Uniti. Di dettagli sul nuovo schieramento e sulle tappe 2027 si parlerà "nei prossimi mesi", per ora registriamo l'entusiasmo da parte della Casa americana per la formula e le intenzioni di potenziare questa vetrina sportiva.

La Bagger World Cup continuerà a fare anche da piattaforma di sviluppo e dimostrazione per le future moto di serie e per i componenti Screamin' Eagle derivati dalle corse. A sottolinearlo è Bryan Niketh, Chief Operations Officer: "Screamin' Eagle è il punto in cui l'ingegneria Harley-Davidson incontra la ricerca della prestazione. Portare in pista quello che impariamo e rendere disponibili ai clienti i prodotti che ne derivano dimostra quanto conti questa nuova strategia". Le competenze tecniche accumulate dalla Factory Racing, dall'ingegneria ai dati raccolti in gara, non vengono smantellate ma spostate. Andranno a supportare la World Cup, lo sviluppo prodotto e il catalogo dei kit Stage e delle parti performance venduti in concessionaria.

L'addio al campionato MotoAmerica chiude un ciclo vincente. In sei stagioni la squadra ufficiale ha conquistato tre titoli nazionali su sei e ha schierato il pilota più vincente nella storia della categoria, Kyle Wyman, con 27 vittorie individuali. Basta ripercorrere le cronache di gare come quelle di Elkhart Lake o Road Atlanta per ricordare come la sfida con Indian abbia trasformato una curiosità da paddock in una delle categorie più spettacolari del motociclismo americano e non solo. La rivalità tra le due Case americane, poi, ha riportato alla memoria gloriosi tempi passati. 

Il commiato di Jason Kehl, Technical Director e Team Principal, ci è parso elegante: ringrazia MotoAmerica, e in particolare Richard Varner, Chuck Aksland, Terry Karges e Wayne Rainey, per aver creduto nella categoria, ma riserva un pensiero anche al rivale storico. "Voglio riconoscere a Indian Motorcycle Racing una competizione feroce in ognuna delle sei stagioni. Avere un avversario che ci ha costretto ad alzare continuamente il livello ha reso migliore la nostra squadra e più significative le vittorie". Va precisato che Harley-Davidson lascia l'impegno ufficiale, non necessariamente la categoria: nulla viene detto sull'eventuale presenza di team privati con moto di Milwaukee.

Il racing nel nuovo corso di Starrs

Letta da sola, la notizia potrebbe sembrare una semplice razionalizzazione sportiva. Inserita nel percorso degli ultimi dodici mesi, assume un significato più preciso. Da quando Artie Starrs è arrivato alla guida dell'azienda nell'ottobre 2025, al posto di Jochen Zeitz, Harley-Davidson ha cambiato pelle quasi a ogni livello. A dicembre è arrivata la riorganizzazione del management, con il ritorno proprio di Bryan Niketh come COO; a febbraio, dopo un 2025 chiuso con vendite e fatturato in calo e tagli nelle funzioni amministrative, la parola d'ordine è diventata contenimento dei costi. Ad aprile è stata la volta della nuova piattaforma di brand RIDE, a maggio del piano "Back to the Bricks", con 20 nuovi modelli in tre anni, il ritorno dello Sportster 883 e la Sprint per riavvicinare i motociclisti più giovani e con budget più contenuti.

La nuova strategia racing segue la stessa traiettoria. Concentrare le risorse su un campionato che Harley-Davidson organizza in prima persona, con visibilità globale garantita dal weekend MotoGP, è più coerente con un'azienda che punta all'espansione internazionale di quanto lo fosse finanziare una squadra ufficiale in una serie nazionale americana. E il Grassroots Racing, con drag strip e sfide tra concessionari, parla la stessa lingua di Sportster 883 e Sprint: abbassare la soglia d'ingresso al mondo Harley. Che il risultato sia anche un risparmio, il comunicato non lo dice; difficile però pensare che non sia stato messo sul tavolo.

In sintesi

Dal 2027 Harley-Davidson divide il proprio impegno nelle corse in due programmi: il Premier Racing, incentrato sulla FIM Harley-Davidson Bagger World Cup che si allargherà con più team, piloti e gare, e il Grassroots Racing, dedicato a competizioni accessibili tra drag racing, flat track e sfide tra concessionari. Contestualmente la Factory Racing lascia il MotoAmerica King of the Baggers dopo la stagione 2026, con un bilancio di tre titoli su sei e le 27 vittorie di Kyle Wyman. Il know-how tecnico confluirà nella World Cup, nello sviluppo delle moto di serie e nei prodotti Screamin' Eagle. Una mossa coerente con il rilancio globale avviato da Artie Starrs, tra taglio dei costi, espansione internazionale e prodotti più accessibili.