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Da mesi si parla di indizi, supposizioni, presentazioni agli investitori e silhouette in controluce. Ora però arriva qualcosa di più solido di un rendering: un documento ufficiale. È stato pubblicato in Australia il modulo di omologazione della nuova entry level di Milwaukee, e per la prima volta abbiamo un nome tecnico certo, SP440, oltre alla conferma che la base meccanica è esattamente quella che sospettavamo da tempo.
La richiesta depositata presso le autorità australiane non è ricca di specifiche, come capita spesso con questo tipo di pratiche burocratiche pensate più per la certificazione che per il marketing. Due dati però sono chiarissimi: la moto fa parte di una famiglia denominata 'SP1' e porta la sigla commerciale SP440. Un'indicazione che si allinea perfettamente con quanto Harley-Davidson aveva già lasciato intendere lo scorso maggio, quando Artie Starrs, il CEO che ha rimpiazzato Jochen Zeitz, aveva presentato agli analisti finanziari il piano industriale "Back to the Bricks", di cui vi avevamo parlato in dettaglio: tornerà lo Sportster 883 ad aria e, al suo fianco, debutterà proprio la Sprint.
Quella presentazione mostrava già una silhouette in ombra con un monocilindrico piuttosto riconoscibile e i documenti ora depositati aggiungono un dettaglio tecnico tutt'altro che banale: il motore è raffreddato ad aria/olio. Un particolare che elimina definitivamente l'ipotesi che la Sprint possa derivare dalle altre "X" di casa Harley, la X350 e la X500, entrambe prodotte in Cina da Qianjiang con propulsori a raffreddamento liquido e "parenti" dirette dei modelli QJMotor e Benelli.
Il telaio tubolare in acciaio ricalca quello della X440 indiana, la piccola roadster nata dalla partnership fra Harley-Davidson e Hero MotoCorp, che ne cura sviluppo e produzione per il mercato locale. Sulla ciclistica condivisa, però, Milwaukee ha lavorato per dare alla SP440 uno stile molto più vicino alla propria tradizione: dove la X440 è una roadster dalle linee più convenzionali, la Sprint punta a un'impostazione che ricorda più da vicino la silhouette di uno Sportster, con sella bassa e assetto rilassato. Esattamente la lettura che avevamo già dato analizzando le prime immagini emerse dalla presentazione di maggio, e che oggi trova conferma nero su bianco.
Sul fronte delle prestazioni, la conferma della base X440 ci permette di stimare con buona approssimazione cosa aspettarci: il modello indiano attualmente in commercio eroga 20,1 kW (poco più di 27 CV) e 38 Nm, per un peso di 194,5 kg. Difficile immaginare che la Sprint si discosti in modo significativo da questi numeri, anche se qualche ritocco sulla curva di erogazione e sulla bilancia non è mai da escludere.
Non è la prima volta che raccontiamo l'evoluzione della piattaforma 440: la stessa base tecnica è già stata aggiornata sulla X440 T con un nuovo display TFT, segno che Hero MotoCorp continua a lavorarci sopra con una certa continuità.
Sul prezzo le cose si fanno interessanti e un po' meno chiare. L'obiettivo dichiarato da Harley-Davidson è posizionare la Sprint sotto i 10.000 dollari sul mercato americano, cifra che convertita si aggirerebbe attorno ai 8.600 euro. Di quanto resterà sotto quella soglia, però, non è dato saperlo: nella fase iniziale di sviluppo il target dichiarato era addirittura di 6.000 dollari, obiettivo che come avevamo già raccontato sembra essersi progressivamente allontanato senza una spiegazione ufficiale da parte della Casa.
È un dettaglio che pesa, e non poco, sulla reale efficacia della strategia. Una Sprint da 6.000 dollari (poco più di 5.000 euro) sarebbe una vera dichiarazione di guerra ai produttori asiatici, un prezzo capace di rimettere davvero in discussione gli equilibri del segmento entry level e soprattutto il posizionamento altamente premium del marchio americano. Una Sprint "solo" sotto i 10.000 dollari è un messaggio molto più ambiguo, soprattutto considerando che la moto verrà comunque prodotta in India da Hero MotoCorp e dovrà comunque rispettare gli standard qualitativi del marchio. Anche per il nostro mercato, una moto con queste caratteristiche dovrebbe essere per intenderci più vicina ai cinque che ai diecimila euro. Ma staremo a vedere anche perché, di fatto, sciolta la riserva su quale sia la base tecnica, non sappiamo ancora null'altro su estetica e livello di costruzione.
Curiosamente proprio l'Australia da dove grazie ad AMCN è partita la notizia, offre un banco di prova interessante per capire quanto la Sprint dovrà essere aggressiva sul prezzo. È uno dei pochi mercati dove sono già offerte sia la X350 (27 kW, 8.495 dollari australiani) sia la X500 (35 kW, 10.995 dollari australiani), entrambe più potenti della X440 su cui si baserà la Sprint. Se la nuova arrivata non riuscirà a offrire un vantaggio di prezzo o costruzione netti rispetto a queste due sorelle cinesi più performanti, la sua collocazione in gamma rischia di risultare tutt'altro che scontata, e toccherà al marketing spiegare ai clienti perché scegliere una moto meno potente e probabilmente non più economica delle alternative già in listino.
Quel che è certo, comunque, è che il deposito dei documenti di omologazione conferma senza ombra di dubbio l'intenzione di Harley-Davidson di vendere la SP440 anche in Australia, un mercato dove finora la Casa di Milwaukee non aveva mai portato modelli così di nicchia. Diamo invece per scontato che la proporrà anche in Europa, ma ovviamente è una nostra supposizione dato che qui non sono al momento vendute né le moto realizzate in Cina né in India attualmente. Qui sarebbe il modello di accesso di Harley-Davidson, punto. Chissà se arriverà in tempo per EICMA, al momento sembra difficile.