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Al COTA di Austin si sono svolti i primi test ufficiali della neonata FIM Harley-Davidson Bagger World Cup che proprio qui in Texas prenderà il via il prossimo week-end durante il GP delle Americhe. Per chi si fosse distratto, si tratta di una nuova formula che di fatto rimpiazza la MotoE nel palinsesto - non certo nelle intenzioni... - e come questa è di fatto una competizione monomarca. A correre però non sono delle supersportive elettriche quanto, per l'appunto, delle Baggers ovvero delle grosse cruiser americane di borse munite. Nella fattispecie si tratta di allestimenti speciali delle Harley-Davidson Road Glide, ma vi rimandiamo per i dettagli alle "puntate precedenti".
Per la prima volta, dunque, abbiamo delle immagini ufficiali e anche dei dati dopo che soltanto pochi giorni fa è stata confermata la lista dei partecipanti.
E allora scorriamoli questi dati, giusto per farci un'idea di cosa ci aspetta nella prima gara durante il MotoGP Grand Prix of the Americas.
La Bagger World Cup ha preso ufficialmente il via con l'assegnazione delle moto: ogni pilota ha ricevuto la propria Road Glide con la quale farà tutta la stagione. Insomma partono letteralmente ad armi pari. Nei due giorni successivi tutti e nove i piloti confermati si sono dunque cimentati nei primi test in sella alle moto e il primo a segnare il miglior tempo è un nome già noto nel circus del Motomondiale, ovvero Eric Granado che corre con il Joe Rascal Team. Il giovane brasiliano classe 1996 ha fermato il cronometro a 2’13.413. Per avere un ordine di misura, è stato di un secondo più veloce rispetto alla pole position dello scorso anno della Moto3 e sei secondi più lento della pole position della Moto2.
Classifica combinata -- miglior tempo evento COTA TEST 21-22 MARZO
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Nr |
Rider |
Team |
Day 1 |
Day 2 |
Comb. |
Gap |
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|
1. |
51 |
ERIC GRANADO |
JOE RASCAL RACING |
2:15.817 |
2:13.413 |
2:13.413 |
|
|
|
2. |
69 |
ARCHIE MCDONALD |
JOE RASCAL RACING |
2:15.075 |
2:14.010 |
2:14.010 |
0.597 |
0.597 |
|
3. |
99 |
OSCAR GUTIERREZ |
NITI RACING |
2:15.024 |
2:14.235 |
2:14.235 |
0.822 |
0.225 |
|
4. |
20 |
DIMAS EKKY PRATAMA |
NITI RACING |
2:17.445 |
2:15.626 |
2:15.626 |
2.213 |
1.391 |
|
5. |
10 |
TRAVIS WYMAN |
SADDLEMEN RACE DEVELOPMENT |
2:17.996 |
2:16.126 |
2:16.126 |
2.713 |
0.500 |
|
6. |
13 |
CORY WEST |
SADDLEMEN RACE DEVELOPMENT |
2:17.895 |
2:16.439 |
2:16.439 |
3.026 |
0.313 |
|
7. |
85 |
JAKE LEWIS |
SADDLEMEN RACE DEVELOPMENT |
2:16.856 |
2:16.707 |
2:16.707 |
3.294 |
0.268 |
|
8. |
34 |
CODY WYMAN |
JOE RASCAL RACING |
2:17.496 |
2:17.263 |
2:17.263 |
3.850 |
0.556 |
|
9. |
27 |
FILIPPO ROVELLI |
PARKINGO TEAM |
2:19.037 |
2:17.308 |
2:17.308 |
3.895 |
0.045 |
Ma ciò che ha attirato maggiormente la mia attenzione è il distacco che c'è ancora al momento tra i piloti. Chiaro che si tratta dei primi test e che non dimostrano i valori in campo, ma seppur partendo tutti con moto identiche, hanno registrato tempi piuttosto diversi. Il compagno di squadra di Granado, Archie McDonald, ha chiuso con il secondo crono con mezzo secondo di ritardo. Altri due decimi appena per il tempo di Oscar Gutierrez (Niti Racing) ma poi i distacchi diventano importanti perché superano i due secondi.
Il fatto è che siamo abituati a vedere distacchi molto più ravvicinati in MotoGP ma anche in Moto2 e Moto3. Qui è evidente che - al netto, ripeto, che si trattava dei primi test - basta un'imprecisione sul giro per trovarsi lontano. Questo potrebbe far supporre che potremmo già avere un mattatore con inseguitori lontani, ma non è così e ve lo spiego perché mi sono fatto mezza idea di come sarà questa Bagger World Cup non solo seguendo le gare del MotoAmerica, dove questa formula è già collaudata da anni, ma avendo avuto il privilegio di fare alcune sessioni in pista con un prototipo molto vicino alle moto impiegate nella serie.
Ebbene sì. Tra le poche esperienze di rilievo che posso vantare nella mia carriera di "pilota" tra i cordoli c'è quella di aver guidato una Bagger da competizione. è successo sul circuito di Alles in Francia, una pista tecnica e molto divertente che vi invito a scoprire se bazzicate da quelle parti. Ho raccontato quell'insolita giornata nel video che vi ripropongo qui sotto. La prima cosa che devo sottolineare è che una Road Glide così preparata non si guida praticamente più come una bagger ma come un'enorme moto sportiva che ha peso e posizione di guida inconsueti. Il primo ricordo che conservo è quello di avere una seduta altissima (almeno 20cm più in alto rispetto a quella originale della moto) che mi portava a toccare appena con le punte anche perché le sospensioni - benché io non sia un fuscellino - non si abbassavano minimamente rigide com'erano. La conseguenza è stata che il mio uomo forzuto ai box (per fortuna che c'era) mi prendeva al volo ogni volta che rientravo e mi assisteva ogni volta che ripartivo. Ma appena si gira la manetta... Wow! Il Milwaukee Eight così pompato ruggisce insaziabile e ha un tiro da autentico trattore da drag race però.
I primi giri sono stati di apprendistato, spaesato nel non trovare i riferimenti che avrei avuto con una moto con un'altra massa e un'altra erogazione. Le sportive pure sono più lineari e meno brutali di un bicilindrico a V del genere che però in questo caso spinge più in alto di quanto succeda normalmente. Andare piano è difficile, intendo fisicamente difficile, perché tutto diventa macchinoso e richiede sforzo muscolare. La moto è pensata per andare forte e per entrare forte in curva. Se lo fai non senti più la massa. Bisogna fidarsi e lasciar fare ad una ciclistica super solida e alle gomme slick. Anche perché, e qui veniamo al punto forse per me più importante, rispetto ad una sportiva il vero punto critico arriva quando devi correggere la traiettoria per un errore, una sbavatura: perdi tanto più tempo e tante più energie. La frenata è pazzesca, mai provato a fermare così un bestione del genere. Ma anche qui, non bisogna rallentare troppo, bisogna entrare veloci, non perdere terreno inutilmente. Magari ai più esperti potrà sembrare ovvio. Giro dopo giro ho iniziato a capire e fidarmi di più e pur non essendo neppure lontanamente un pilota ho iniziato a trovare un mio ritmo ed una maggiore confidenza scoprendo di avere tra le mani una vera sportiva, benché decisamente atipica e sovradimensionata. L'esperienza è stata affaticante, ma anche entusiasmante e mi ha fa riflettere oggi sul fatto che può avere senso seguire la Bagger World Cup perché, seppur con un numero limitato di partenti al momento, è una formula che dovrebbe garantire spettacolo.
Se c'è una cosa su cui gli americani sono maestri è la spettacolarizzazione. Lo sappiamo, tanto da aver coniato l'aggettivo "americanata", no? Ecco la Bagger World Cup è indubbiamente una "americanata" ma nel senso più giocoso del termine. Dal punto di vista del puro motorsport, della ricerca della prestazione e della ricerca tecnologica potremmo derubricarla come una formula nonsense. Diciamola tutta: sulla carta aveva più significato la MotoE seppur con i suoi tanti limiti, perché lì c'era la ricerca e lo sviluppo di tecnologie innovative. Ma dal punto di vista dello show, dell'intrattenimento, sono dell'idea che la Bagger World Cup ci possa dare delle soddisfazioni. Anch'io come il nostro Nico e penso molti altri appassionati, avrei auspicato vedere una griglia di partenza più densa, però sono anche realista nel comprendere che una novità del genere necessiti del tempo per affermarsi in un contesto che è molto diverso rispetto al MotoAmerica. Altro punto critico, a mio avviso, è la differenza dei circuiti: oltre il COTA, la World Cup prevede il Mugello (29-31 maggio), Assen, Silverstone, Aragon e Austria. Sono tutti circuiti fantastici con in genere una grande risposta di pubblico, ma anche più veloci e lunghi dei circuiti del MotoAmerica. Rimane perciò la curiosità di vedere come queste "baggerone" se la caveranno. Credo che in ogni caso dovremmo darle la chance di farci divertire. Credo che - come sempre - dovremmo guardarla senza pregiudizi ma con la curiosità di una corsa ad armi pari nella quale qualche sportellata sarà inevitabile. Credo che dovremmo guardarla come uno spettacolo che si aggiunge a quello della MotoGP, un po' come le band spalla che scaldano il pubblico al concerto prima delle grandi rock star. Guardiamola con i pop corn e poi vedremo che succederà.