Harley-Davidson, il Q2 2026 va meglio del previsto: siamo all'inizio della svolta?

Harley-Davidson, il Q2 2026 va meglio del previsto: siamo all'inizio della svolta?
I conti del secondo trimestre di H-D sono leggermente migliori delle attese, al punto che Milwaukee ha alzato (di poco) le previsioni per l'intero anno. Non è ancora la ripartenza, ma la direzione sembra essere giusta. Vediamo perché
28 luglio 2026

Dopo un 2025 da dimenticare e un primo trimestre 2026 con l'utile operativo crollato dell'85%, a Milwaukee tirano un sospiro di sollievo: i risultati del secondo trimestre 2026 sono migliori di quanto la stessa azienda si aspettasse. Non parliamo di numeri da titoli entusiasti, ma di segnali che permettono a Harley-Davidson di alzare la guidance per l'intero anno, cosa che non capitava da tempo.

Ricavi giù, ma meno del temuto

A livello di gruppo, i ricavi consolidati del secondo trimestre sono scesi del 6%, soprattutto per un calo del 55% dei ricavi di Harley-Davidson Financial Services (HDFS). In cifre assolute, si parla di 1.230 milioni di dollari contro i 1.307 milioni dello stesso periodo 2025.

Anche l'utile operativo consolidato è calato, del 32%, ma qui la lettura va fatta con attenzione: il calo è trainato per il 69% da HDFS, mentre HDMC (la divisione moto) segna invece un incremento del 18%. Il margine operativo consolidato scende dal 8,6% al 6,2%, ma è proprio la crescita della divisione moto a rendere il dato meno preoccupante di quanto sembri a prima vista.

L'utile netto attribuibile alla capogruppo si ferma a 80 milioni di dollari, in calo del 26%, con un EPS diluito di 0,75 dollari (-15%). Il motivo principale è il passaggio di HDFS a un modello "capital light", non un problema strutturale del business moto.

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Torniamo a parlare di moto

Qui sta la parte interessante per chi segue davvero il prodotto e non solo i bilanci: HDMC, la divisione che raggruppa moto endotermiche, ricambi e abbigliamento, ha chiuso il trimestre con ricavi in crescita del 6%, a 1,1 miliardi di dollari. Il margine EBITDA rettificato sale al 10,4%, dal 9,3% dello stesso trimestre 2025. Il profitto lordo cresce del 2% a 304 milioni di dollari, anche se il margine lordo si comprime di 108 punti base al 27,5%, per effetto di mix di prodotto meno favorevole, pressioni sui prezzi netti, costi delle materie prime e cambio sfavorevole, solo parzialmente compensati da risparmi produttivi e da un recupero sui dazi.

A livello globale le vendite retail sono cresciute dell'1%, a 42.467 unità. Il dato interessante è che il Nord America segna il terzo trimestre consecutivo di crescita anno su anno, con vendite in rialzo del 3% a 29.751 unità, sostenute dai modelli Touring e Sport e dal buon riscontro della gamma Trike 2026 ridisegnata.

Il resto del mondo racconta una storia diversa: le vendite in area EMEA calano del 9%, penalizzate soprattutto dalla debolezza del mercato tedesco, mentre l'Asia-Pacifico resta sostanzialmente stabile, con l'Australia e la Nuova Zelanda a compensare il calo giapponese. Il Sud America, invece, cresce del 4% grazie soprattutto al Messico.

Sul fronte produzione, le spedizioni globali HDMC salgono del 9% a 39.209 unità, segno che i dealer stanno ricostituendo le scorte dopo mesi di forte contrazione degli stock di magazzino (-17% rispetto a fine Q2 2025).

LiveWire, passi piccoli ma nella direzione giusta

Anche la divisione elettrica LiveWire mostra segnali di miglioramento, seppur marginali: la perdita operativa scende a 18 milioni di dollari dai 19 milioni dello stesso periodo 2025, grazie a maggiori vendite di moto elettriche e delle e-bike STACYC. Non è ancora il pareggio, ma il trend almeno è quello giusto.

Previsioni riviste al rialzo

Il segnale più concreto della fiducia ritrovata è l'aggiornamento delle previsioni per l'intero anno. Harley-Davidson ha rivisto al rialzo la forchetta di vendite retail e spedizioni globali, portandola a 133.500-138.500 unità dalla precedente 130.000-135.000. Anche l'utile operativo HDMC atteso sale, da un intervallo tra -40 e +10 milioni di dollari a uno tra 10 e 50 milioni, mentre per HDFS la stima passa da 45-60 a 55-70 milioni.

Il CEO Artie Starrs ha collegato la revisione ai risultati del primo semestre e ai guadagni di quota di mercato, parlando di fiducia nella capacità dell'azienda di generare valore nel lungo periodo.

Presto per brindare

Va detto con chiarezza: non siamo di fronte a una svolta clamorosa. La liquidità disponibile è scesa da 3,1 miliardi a 1,9 miliardi di dollari rispetto a fine 2025, il flusso di cassa operativo nel semestre resta negativo per 59 milioni e i rendimenti agli azionisti (50 milioni tra buyback e dividendi) sono ben lontani dai livelli pre-crisi. Harley-Davidson resta un'azienda in fase di ristrutturazione, non certo un business già risanato.

Detto questo, il confronto con quanto raccontato ieri a proposito di Royal Enfield e dei suoi 330.000 esemplari venduti tra aprile e giugno rende ancora più interessante il quadro competitivo tra i grandi marchi storici: mentre l'indiana corre a doppia cifra, la casa di Milwaukee prova a consolidare, trimestre dopo trimestre, un percorso fatto di piccoli passi. Nessun proclama, ma almeno la direzione sembra quella giusta quindi Go Harley Go!