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Il nome è tutto un programma: rende omaggio alla storica cittadina del South Dakota, a due passi da Sturgis, proprio lì dove nel secondo dopoguerra è nato il mito dei grandi raduni americani. Ed è proprio al leggendario Sturgis Motorcycle Rally, il prossimo 7 agosto, che la Deadwood farà il suo primissimo debutto in società. Ma c’è un piccolo, enorme "però" che farà storcere la bocca a molti di noi, per adesso, questa novità sarà venduta esclusivamente negli Stati Uniti e in Canada.
Sotto il vestito (e non solo), questa moto nasce sulla base della Heritage Classic, ma spogliata di tutto il superfluo.
A Milwaukee dicono di essersi ispirati ai "bobber" artigianali dei soldati tornati dal fronte dopo la Seconda Guerra Mondiale, che toglievano borse e fronzoli per alleggerire le moto.
La chiamano la "pecora nera" delle Black Hills, e il motivo è evidente. Le cromature sono bandite quasi ovunque, ad eccezione dei tubi dei rinvii delle valvole e delle coperture inferiori dei bilancieri per dare un po' di contrasto visivo. Tutto il resto – scarico, manubrio, foderi forcella, comandi e supporti parafango – è rifinito in un profondo nero opaco o lucido.
Il serbatoio da 19 litri (i classici 5 galloni americani) e i parafanghi pulitissimi sono verniciati in tinta Denim Black, spezzati solo da grafiche arancioni vecchio stile sul serbatoio.
La sella monoposto tuck-and-roll è rasoterra (appena 65 cm da terra), grazie a un monoammortizzatore accorciato che sacrifica circa due centimetri e mezzo di escursione rispetto alla Heritage. Il profilo è basso, acquattato, aggressivo.
Davanti svetta un parabrezza fumé "chopped" (tagliato corto) e rimovibile, mentre le ruote sono dei bellissimi cerchi a raggi neri ma rigorosamente tubeless. Sparite, ovviamente, le borse laterali e la sella del passeggero di serie.
Se l'estetica è da dura e pura, sotto la carrozzeria batte una certezza assoluta della Motor Company: il propulsore Milwaukee-Eight 117 Classic da 1.923 cc.
Qui non ci sono sorprese rispetto alla Heritage, ed è un bene. Parliamo di un V-Twin ad aria e olio capace di erogare 98 CV a 4.600 giri/min, ma soprattutto una coppia monumentale da camion: 163 Nm a soli 2.500 giri/min. La colonna sonora è affidata a un impianto di scarico 2-in-1 tutto nero, che promette la classica melodia cupa e sincopata di Milwaukee.
Non fatevi ingannare dal look da "vecchia scuola", perché la Deadwood ha il cervello di una moto moderna. Di serie troviamo un pacchetto elettronico di tutto rispetto gestito dall'acceleratore Ride-by-Wire:
3 Mappe Motore: Road, Sport e Rain, per cucirsi addosso l'erogazione del 117 a seconda del meteo o dell'umore.
Rider Safety Enhancements: ABS Cornering, controllo di trazione sensibile all'angolo di piega e il sistema di controllo della coppia in rilascio (Drag-Torque Slip Control).
Non mancano il Cruise Control, il sistema di monitoraggio della pressione dei pneumatici (TPMS), l'accensione Keyless e una comoda presa USB-C per ricaricare i dispositivi. La strumentazione è un singolo elemento analogico/digitale da 5 pollici piazzato sulla console del serbatoio.
La Deadwood viene proposta negli USA a 17.999 dollari. Significa che costa esattamente 2.000 dollari in meno rispetto alla Heritage Classic da cui deriva.
Ed è qui che gli appassionati si dividono. Da un lato c'è chi apprezza l'estetica aggressiva, il look "tutto nero" e il risparmio iniziale, specialmente se l'obiettivo è usarla come base per un progetto custom personale. Dall'altro, i più pragmatici fanno notare che togliere le borse, la sella passeggero e accorciare il mono posteriore (perdendo un po' di comfort) per risparmiare quella cifra non sia l'affare del secolo, visto che rimettere quegli accessori originali in un secondo momento costerebbe molto di più.
Resta il fatto che, visivamente, ha una bella personalità.